Lo scopo del capitolo è quello di fornire semplici spunti di riflessione che possano guidare un insegnante nella scelta, variazione, invenzione di esercizi e situazioni educative nell’ambito dell’Educazione Fisica . Dopo una brevissima, ma necessaria introduzione teorica, il contributo tenterà di stimolare una lettura dinamica e partecipata legata all’analisi concreta di alcuni contenuti specifici. Il proposito, superando l’idea dell’eserciziario pronto all’uso, è quello di fornire strumenti utili per comprendere l’essenza della singola proposta motoria, per gestire i contenuti in forma consapevole e voluta, per eludere la dipendenza dal contenuto già confezionato, per divenire più indipendenti nella gestione delle attività motorie da proporre al bambino. Non scoraggiatevi, dunque, nella lettura delle primissime pagine. Invece preparatevi ad affrontare con giusto spirito critico la restante parte del contributo, lasciandovi coinvolgere nelle spiegazioni e provocazioni che ogni singola analisi di contenuto reca con sé. Gestire una situazione educativa, in relazione anche a quanto le ultime normative indicano , significa preparare e presentare opportunità formative agli allievi per agevolare molteplici apprendimenti e aiutarli nel processo evolutivo che li riguarda individualmente e, nello stesso tempo, collettivamente. Fornire esperienze formative, caratterizza l’atteggiamento dell’insegnante che riconosce al bambino il ruolo di “protagonista” della relazione apprendimento- insegnamento. Si è posto intenzionalmente il termine apprendimento prima di insegnamento per sottolineare la sottomissione, non la scomparsa, del secondo elemento al primo. L’azione dell’insegnare, lungi dall’essere centrata sulle esigenze e ambizioni del docente, deve orientarsi verso i bisogni del bambino, deve affiancarsi al suo sviluppo e maturazione come azione di “cura”. Per teorizzare sulla situazione educativa, possiamo immaginarla come una struttura formata da più elementi: l’insegnante, gli allievi, i contenuti, il clima relazionale. Ora, prendendo in considerazione l’insegnante, gli allievi e i contenuti, integriamo tra loro gli elementi che hanno a che fare con la “metodologia” e i “metodi”. In pratica consideriamo come l’insegnante sceglie e predispone i contenuti con cui stimolare gli allievi nel loro processo di apprendimento; è l’aspetto tecnico dell’insegnare. Se invece prendiamo in considerazione l’insegnante, gli allievi e il clima relazionale, integriamo tra loro gli elementi che hanno a che fare con lo “stile di insegnamento”. In tal caso consideriamo come l’insegnante struttura la comunicazione educativa con gli allievi per stimolare la loro motivazione, interesse e partecipazione; è l’aspetto psicopedagogico dell’insegnare. Anche l’ambiente, seppur non inserito nel nostro ragionamento, ha un suo ruolo all’interno della situazione educativa. Educare in un luogo più o meno adatto, più o meno attrezzato, non è la stessa cosa, soprattutto per l’insegnante che deve organizzare e predisporre esperienze. Infatti è quest’ultimo che deve trovare motivazione, strategie e proposte educative sia che si trovi in una situazione logistica ottimale o, viceversa, inadatta. Se un insegnante, facendo specifico riferimento all’Educazione Fisica, non svolge mai le ore di questa area disciplinare perché non ha la palestra, potremmo dire che l’ambiente ha annullato completamente una pratica educativa per scarsa motivazione e scarso adattamento del docente. Tornando alla situazione educativa (Fig.1) e ai due elementi principali che la caratterizzano, l’insegnante e l’allievo, possiamo ulteriormente teorizzare sulle due principali modalità con cui possono essere interpretati sia la “metodologia” che lo “stile di insegnamento”. Nel primo caso, se l’agente principale dell’azione educativa è l’insegnante, modello tradizionale e trasmissivo, avremo la prevalenza nell’uso dello stile direttivo (relazione unidirezi...

La situazione educativa e la costruzione dei contenuti

CECILIANI, ANDREA
2009

Abstract

Lo scopo del capitolo è quello di fornire semplici spunti di riflessione che possano guidare un insegnante nella scelta, variazione, invenzione di esercizi e situazioni educative nell’ambito dell’Educazione Fisica . Dopo una brevissima, ma necessaria introduzione teorica, il contributo tenterà di stimolare una lettura dinamica e partecipata legata all’analisi concreta di alcuni contenuti specifici. Il proposito, superando l’idea dell’eserciziario pronto all’uso, è quello di fornire strumenti utili per comprendere l’essenza della singola proposta motoria, per gestire i contenuti in forma consapevole e voluta, per eludere la dipendenza dal contenuto già confezionato, per divenire più indipendenti nella gestione delle attività motorie da proporre al bambino. Non scoraggiatevi, dunque, nella lettura delle primissime pagine. Invece preparatevi ad affrontare con giusto spirito critico la restante parte del contributo, lasciandovi coinvolgere nelle spiegazioni e provocazioni che ogni singola analisi di contenuto reca con sé. Gestire una situazione educativa, in relazione anche a quanto le ultime normative indicano , significa preparare e presentare opportunità formative agli allievi per agevolare molteplici apprendimenti e aiutarli nel processo evolutivo che li riguarda individualmente e, nello stesso tempo, collettivamente. Fornire esperienze formative, caratterizza l’atteggiamento dell’insegnante che riconosce al bambino il ruolo di “protagonista” della relazione apprendimento- insegnamento. Si è posto intenzionalmente il termine apprendimento prima di insegnamento per sottolineare la sottomissione, non la scomparsa, del secondo elemento al primo. L’azione dell’insegnare, lungi dall’essere centrata sulle esigenze e ambizioni del docente, deve orientarsi verso i bisogni del bambino, deve affiancarsi al suo sviluppo e maturazione come azione di “cura”. Per teorizzare sulla situazione educativa, possiamo immaginarla come una struttura formata da più elementi: l’insegnante, gli allievi, i contenuti, il clima relazionale. Ora, prendendo in considerazione l’insegnante, gli allievi e i contenuti, integriamo tra loro gli elementi che hanno a che fare con la “metodologia” e i “metodi”. In pratica consideriamo come l’insegnante sceglie e predispone i contenuti con cui stimolare gli allievi nel loro processo di apprendimento; è l’aspetto tecnico dell’insegnare. Se invece prendiamo in considerazione l’insegnante, gli allievi e il clima relazionale, integriamo tra loro gli elementi che hanno a che fare con lo “stile di insegnamento”. In tal caso consideriamo come l’insegnante struttura la comunicazione educativa con gli allievi per stimolare la loro motivazione, interesse e partecipazione; è l’aspetto psicopedagogico dell’insegnare. Anche l’ambiente, seppur non inserito nel nostro ragionamento, ha un suo ruolo all’interno della situazione educativa. Educare in un luogo più o meno adatto, più o meno attrezzato, non è la stessa cosa, soprattutto per l’insegnante che deve organizzare e predisporre esperienze. Infatti è quest’ultimo che deve trovare motivazione, strategie e proposte educative sia che si trovi in una situazione logistica ottimale o, viceversa, inadatta. Se un insegnante, facendo specifico riferimento all’Educazione Fisica, non svolge mai le ore di questa area disciplinare perché non ha la palestra, potremmo dire che l’ambiente ha annullato completamente una pratica educativa per scarsa motivazione e scarso adattamento del docente. Tornando alla situazione educativa (Fig.1) e ai due elementi principali che la caratterizzano, l’insegnante e l’allievo, possiamo ulteriormente teorizzare sulle due principali modalità con cui possono essere interpretati sia la “metodologia” che lo “stile di insegnamento”. Nel primo caso, se l’agente principale dell’azione educativa è l’insegnante, modello tradizionale e trasmissivo, avremo la prevalenza nell’uso dello stile direttivo (relazione unidirezi...
"Il cerchio di gioia: l'attività motoria nella scuola primaria, emozioni e creatività"
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Ceciliani A.
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