Il bilancio del carbonio (C) negli ecosistemi terrestri ha acquisito negli ultimi anni una rinnovata importanza alla luce dei cambiamenti climatici in corso. La comunità scientifica internazionale si è posta il problema di comprendere quale possa essere il ruolo giocato dagli ecosistemi terrestri, del loro tipo di gestione e del possibile cambiamento d’uso del suolo nel contenere l’incremento di CO2 atmosferica, ritenuto il principale responsabile dei cambiamenti climatici in corso. In questo quadro s’inserisce il presente progetto, che ha come obiettivo principale quello di verificare se gli ecosistemi produttivi arborei maggiormente diffusi sul nostro territorio nazionale (olivo, vite, agrumi, pesco e melo) siano degli accumulatori o dei produttori netti di C. Infatti, mentre il monitoraggio dei flussi di C viene da tempo effettuato su ecosistemi forestali (ritenuti in grado di sottrarre C dall'atmosfera) e colture erbacee annuali (spesso produttori netti di CO2 grazie agli elevati indici di raccolta ed alle lavorazioni del suolo) non sono disponibili studi analoghi su ecosistemi produttivi arborei, nonostante la loro elevata diffusione specie nell'area mediterranea. In particolare si procederà a 1) determinare i flussi netti di C a livello di ecosistema mediante la tecnica "eddy covariance"; 2) quantificare la biomassa e la produttività primaria epigea; 3) quantificare la produttività primaria ipogea; 4) effettuare misure di respirazione del suolo (microbica e radicale); 5) determinare il contributo della decomposizione della lettiera fogliare alle perdite di C dal suolo. Il bilancio del carbonio, elaborato sia con tecniche micrometereologiche sia attraverso la valutazione dei flussi nei diversi comparti dell’ecosistema, permetterà di individuare quali siano i punti critici in grado di ostacolare o limitare l’accumulo netto di carbonio. Inoltre sarà chiarito, separatamente per i sistemi considerati, l’effetto della gestione del suolo e della disponibilità idrica sulle due componenti che determinano il bilancio del carbonio: produttività primaria netta e respirazione eterotrofica. I risultati raccolti e l’uso di modelli previsionali daranno indicazioni sui sistemi e sulle più appropriate tecniche di conduzione capaci di massimizzare l’accumulo di carbonio, come previsto dall’art. 3.4 del protocollo di Kyoto.

Ciclo del carbonio in ecosistemi produttivi arborei

TAGLIAVINI, MASSIMO
2004

Abstract

Il bilancio del carbonio (C) negli ecosistemi terrestri ha acquisito negli ultimi anni una rinnovata importanza alla luce dei cambiamenti climatici in corso. La comunità scientifica internazionale si è posta il problema di comprendere quale possa essere il ruolo giocato dagli ecosistemi terrestri, del loro tipo di gestione e del possibile cambiamento d’uso del suolo nel contenere l’incremento di CO2 atmosferica, ritenuto il principale responsabile dei cambiamenti climatici in corso. In questo quadro s’inserisce il presente progetto, che ha come obiettivo principale quello di verificare se gli ecosistemi produttivi arborei maggiormente diffusi sul nostro territorio nazionale (olivo, vite, agrumi, pesco e melo) siano degli accumulatori o dei produttori netti di C. Infatti, mentre il monitoraggio dei flussi di C viene da tempo effettuato su ecosistemi forestali (ritenuti in grado di sottrarre C dall'atmosfera) e colture erbacee annuali (spesso produttori netti di CO2 grazie agli elevati indici di raccolta ed alle lavorazioni del suolo) non sono disponibili studi analoghi su ecosistemi produttivi arborei, nonostante la loro elevata diffusione specie nell'area mediterranea. In particolare si procederà a 1) determinare i flussi netti di C a livello di ecosistema mediante la tecnica "eddy covariance"; 2) quantificare la biomassa e la produttività primaria epigea; 3) quantificare la produttività primaria ipogea; 4) effettuare misure di respirazione del suolo (microbica e radicale); 5) determinare il contributo della decomposizione della lettiera fogliare alle perdite di C dal suolo. Il bilancio del carbonio, elaborato sia con tecniche micrometereologiche sia attraverso la valutazione dei flussi nei diversi comparti dell’ecosistema, permetterà di individuare quali siano i punti critici in grado di ostacolare o limitare l’accumulo netto di carbonio. Inoltre sarà chiarito, separatamente per i sistemi considerati, l’effetto della gestione del suolo e della disponibilità idrica sulle due componenti che determinano il bilancio del carbonio: produttività primaria netta e respirazione eterotrofica. I risultati raccolti e l’uso di modelli previsionali daranno indicazioni sui sistemi e sulle più appropriate tecniche di conduzione capaci di massimizzare l’accumulo di carbonio, come previsto dall’art. 3.4 del protocollo di Kyoto.
Tagliavini M.
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