Il teatro in ambito educativo realizza un contesto di apprendimento sorprendentemente capace di svolgere e riannodare trame di discorsi che evocano l’ affascinante tema della complessità. E' in grado di andare oltre la frammentazione e la specializzazione che colpiscono la cultura contemporanea e, nello stesso tempo, tenta una ricomposizione dialogica, sempre problematizzata, attraverso un linguaggio che è già di per sé sintesi: il linguaggio della mente-corpo. Il teatro d’impegno civile, in particolare, sia nella sua valenza di riscoperta e affermazione della Storia e della Memoria, sia nella sua valenza di critica problematizzata degli scenari più sconfortanti del mondo globale (guerra, fame, ingiustizia e violazione dei diritti umani, catastrofi ambientali, terrorismo ecc.) si interroga, razionalmente ed emotivamente, sulla nostra società. Questo tema che pertiene alla difficile costruzione di una nuova cultura, di un nuovo modo di partecipare alla vita sociale, di nuove modalità di relazione, di nuovi stili di vita e di consumo, invita ciascuno ad un cambiamento che è prima di tutto trasformazione del sé e del proprio immaginario. Nasce così l’idea di dare vita ad una Summer School, che in questa sua seconda edizione, pone al centro della sua riflessione cosa significhi oggi, nel tempo segnato dalle profonde trasformazioni indotte dalla globalizzazione, dalle migrazioni e dai meticciati, essere cittadini non solo del proprio stato di appartenenza ma del pianeta terra, popolando nuovi territori esistenziali. Per questa ragione si è scelto un teatro capace d’ invadere i luoghi di confine e della marginalità per evitare che si cristallizzi all’interno dei suoi stessi confini. Esso come l’educazione ambisce a tener viva la complessità al di là degli stereotipi e può farlo solo tenendo vivo il raffronto con le urgenze civili e sociali della contemporaneità. Il teatro può essere un mezzo di connessione, di dialogo, strumento per sperimentare diversi e possibili percorsi di Re-Esistenza. "Ognuno ha una propria narrazione "disubbidiente" che attinge dalle "mancanze", si tratta di rendere visibili le necessità, esplicitarle e comunicarle, per questo penso che il teatro offra l'opportunità di un farre che ci indirizza alla scoperta che tra gli esseri umani esistono dei reciproci e condivisivibili desideri di cambiamento sottintesi". F. Cassanelli, Lacittàdelteatro, docente del laboratorio teatrale. La Summer School "Teatro e educazione alla cittadinanza. Itinerari di re-esistenze tra culture e nuovi territori esistenziali" si è svolta dal 28 agosto al 1° settembre 2008, presso il Dipartimento della Formazione dell'Università di San Marino in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Principale obiettivo di tale evento è stato sviluppare una riflessione educativa sull’uso del teatro civile come risorsa culturale e didattica per promuovere una piena e consapevole cittadinanza democratica. La Summer School si è articolata in incontri con gli artisti, laboratorio teatrale, seminari di approfondimento con docenti dell’Università, e, in particolare, ha dato vita alla rassegna teatrale, aperta al pubblico, denominata “Festival della Cittadinanza Democratica”. (Si veda il link http://www.unirsm.sm/default.asp?id=2596 )

Summer School "Teatro e educazione alla cittadinanza. Itinerari di re-esistenze tra culture e nuovi territori esistenziali"

ZANETTI, FEDERICA;GOBBI, LAURA;
2008

Abstract

Il teatro in ambito educativo realizza un contesto di apprendimento sorprendentemente capace di svolgere e riannodare trame di discorsi che evocano l’ affascinante tema della complessità. E' in grado di andare oltre la frammentazione e la specializzazione che colpiscono la cultura contemporanea e, nello stesso tempo, tenta una ricomposizione dialogica, sempre problematizzata, attraverso un linguaggio che è già di per sé sintesi: il linguaggio della mente-corpo. Il teatro d’impegno civile, in particolare, sia nella sua valenza di riscoperta e affermazione della Storia e della Memoria, sia nella sua valenza di critica problematizzata degli scenari più sconfortanti del mondo globale (guerra, fame, ingiustizia e violazione dei diritti umani, catastrofi ambientali, terrorismo ecc.) si interroga, razionalmente ed emotivamente, sulla nostra società. Questo tema che pertiene alla difficile costruzione di una nuova cultura, di un nuovo modo di partecipare alla vita sociale, di nuove modalità di relazione, di nuovi stili di vita e di consumo, invita ciascuno ad un cambiamento che è prima di tutto trasformazione del sé e del proprio immaginario. Nasce così l’idea di dare vita ad una Summer School, che in questa sua seconda edizione, pone al centro della sua riflessione cosa significhi oggi, nel tempo segnato dalle profonde trasformazioni indotte dalla globalizzazione, dalle migrazioni e dai meticciati, essere cittadini non solo del proprio stato di appartenenza ma del pianeta terra, popolando nuovi territori esistenziali. Per questa ragione si è scelto un teatro capace d’ invadere i luoghi di confine e della marginalità per evitare che si cristallizzi all’interno dei suoi stessi confini. Esso come l’educazione ambisce a tener viva la complessità al di là degli stereotipi e può farlo solo tenendo vivo il raffronto con le urgenze civili e sociali della contemporaneità. Il teatro può essere un mezzo di connessione, di dialogo, strumento per sperimentare diversi e possibili percorsi di Re-Esistenza. "Ognuno ha una propria narrazione "disubbidiente" che attinge dalle "mancanze", si tratta di rendere visibili le necessità, esplicitarle e comunicarle, per questo penso che il teatro offra l'opportunità di un farre che ci indirizza alla scoperta che tra gli esseri umani esistono dei reciproci e condivisivibili desideri di cambiamento sottintesi". F. Cassanelli, Lacittàdelteatro, docente del laboratorio teatrale. La Summer School "Teatro e educazione alla cittadinanza. Itinerari di re-esistenze tra culture e nuovi territori esistenziali" si è svolta dal 28 agosto al 1° settembre 2008, presso il Dipartimento della Formazione dell'Università di San Marino in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bologna. Principale obiettivo di tale evento è stato sviluppare una riflessione educativa sull’uso del teatro civile come risorsa culturale e didattica per promuovere una piena e consapevole cittadinanza democratica. La Summer School si è articolata in incontri con gli artisti, laboratorio teatrale, seminari di approfondimento con docenti dell’Università, e, in particolare, ha dato vita alla rassegna teatrale, aperta al pubblico, denominata “Festival della Cittadinanza Democratica”. (Si veda il link http://www.unirsm.sm/default.asp?id=2596 )
F. Zanetti; L. Gobbi; P. Di Luca.
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