Il Progetto di “Restauro e allestimento del Forte Colle delle Benne / Werk Colle delle Benne, Levico Terme, Trento” rappresenta una verifica delle ricerche teoriche e progettuali condotte nel tempo sui “modi di intervento sulle antiche fabbriche” in cui si interpreta il restauro come progetto di architettura. Riguarda il progetto in tutte le sue fasi (preliminare, definitiva, esecutiva) e la sua realizzazione, riguarda inoltre la progettazione degli allestimenti e della loro realizzazione. L’intervento si colloca all’interno di un importante progetto di valorizzazione integrata del “sistema fortificazioni” promosso dalla Provincia di Trento. L’iniziativa culturale volta al recupero, allo studio, alla conoscenza ed alla valorizzazione dei beni legati alla Prima Guerra Mondiale ha preso il nome di “ Progetto Grande Guerra”. Il ”Forte San Biagio – Werk Colle delle Benne”, posto su un terrazzamento naturale affacciato su Levico, sul lago e sul forte Tenna con il quale controllava l’accesso alla città di Trento dall’Alta Valsugana, ha sempre rappresentato, per posizione geografica e forma architettonica, un avamposto per il controllo del territorio. Il forte, costruito tra il 1884 e il 1890 dagli austriaci, è un formidabile esempio di architettura militare e rappresenta un modello esemplare di costruzione stereotomica. Il progetto ha costituito una singolare opportunità di recupero finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione tipologica di questa architettura fortificata e del paesaggio circostante. Il progetto di restauro si attiene alla teoria del “caso per caso”, l’unica teoria che ritiene l’edificio, il monumento, innanzi tutto un fatto e un documento costruttivo con il quale rapportarsi al di la di generiche ideologie e dei vincoli normativi. Il progetto prevedeva la ricostruzione delle parti murarie crollate e un consolidamento strutturale, attraverso un principio di astrazione, di reintegrazione e ripresentazione di un’immagine evocativa. Immagine che il progetto propone mediante un intervento di restauro ragionevole, animato da un principio di analogia, e una ricostruzione-finzione delle tecniche di difesa e della vita quotidiana, proponendo spazi in cui oggetti e scene sono mostrati per “via di allestimento”, attraverso la costruzione di “teatrini” interni ai locali del forte, con l’intenzione di trasformarli in luoghi dove incomincia il mondo dell’immaginazione. Il progetto di allestimento tiene insieme gli intenti precedentemente annunciati: raccontare la storia, l’architettura del forte e le tecniche di difesa attraverso ricostruzioni grafiche ed evocare la vita quotidiana (come essa si doveva svolgere all’interno del forte) per “via di allestimento”, proponendo un luogo in cui gli oggetti saranno mostrati attraverso la mediazione del teatro, d'altronde le due metafore del teatro e del museo da sempre sono associate.

Progetto di “Restauro e allestimento del Forte Colle delle Benne / Werk Colle delle Benne, Levico Terme, Trento”

Gino Malacarne
2017

Abstract

Il Progetto di “Restauro e allestimento del Forte Colle delle Benne / Werk Colle delle Benne, Levico Terme, Trento” rappresenta una verifica delle ricerche teoriche e progettuali condotte nel tempo sui “modi di intervento sulle antiche fabbriche” in cui si interpreta il restauro come progetto di architettura. Riguarda il progetto in tutte le sue fasi (preliminare, definitiva, esecutiva) e la sua realizzazione, riguarda inoltre la progettazione degli allestimenti e della loro realizzazione. L’intervento si colloca all’interno di un importante progetto di valorizzazione integrata del “sistema fortificazioni” promosso dalla Provincia di Trento. L’iniziativa culturale volta al recupero, allo studio, alla conoscenza ed alla valorizzazione dei beni legati alla Prima Guerra Mondiale ha preso il nome di “ Progetto Grande Guerra”. Il ”Forte San Biagio – Werk Colle delle Benne”, posto su un terrazzamento naturale affacciato su Levico, sul lago e sul forte Tenna con il quale controllava l’accesso alla città di Trento dall’Alta Valsugana, ha sempre rappresentato, per posizione geografica e forma architettonica, un avamposto per il controllo del territorio. Il forte, costruito tra il 1884 e il 1890 dagli austriaci, è un formidabile esempio di architettura militare e rappresenta un modello esemplare di costruzione stereotomica. Il progetto ha costituito una singolare opportunità di recupero finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione tipologica di questa architettura fortificata e del paesaggio circostante. Il progetto di restauro si attiene alla teoria del “caso per caso”, l’unica teoria che ritiene l’edificio, il monumento, innanzi tutto un fatto e un documento costruttivo con il quale rapportarsi al di la di generiche ideologie e dei vincoli normativi. Il progetto prevedeva la ricostruzione delle parti murarie crollate e un consolidamento strutturale, attraverso un principio di astrazione, di reintegrazione e ripresentazione di un’immagine evocativa. Immagine che il progetto propone mediante un intervento di restauro ragionevole, animato da un principio di analogia, e una ricostruzione-finzione delle tecniche di difesa e della vita quotidiana, proponendo spazi in cui oggetti e scene sono mostrati per “via di allestimento”, attraverso la costruzione di “teatrini” interni ai locali del forte, con l’intenzione di trasformarli in luoghi dove incomincia il mondo dell’immaginazione. Il progetto di allestimento tiene insieme gli intenti precedentemente annunciati: raccontare la storia, l’architettura del forte e le tecniche di difesa attraverso ricostruzioni grafiche ed evocare la vita quotidiana (come essa si doveva svolgere all’interno del forte) per “via di allestimento”, proponendo un luogo in cui gli oggetti saranno mostrati attraverso la mediazione del teatro, d'altronde le due metafore del teatro e del museo da sempre sono associate.
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