la mistica cristiana ha visto nelle prodigiose capacità del fuoco lo spazio dell’inganno e il fuoco ha all’inizio avuto una funzione solo nelle strategie allegoriche; tuttavia l’intellettualismo allegorico – il versante ideologico dell’età metaforica – pesa sulla mistica oltre che sullo splendore del fuoco; ben presto – con un diverso uso della metafora - si è cercato un recupero della prodigiosa natura ignea. Abbiamo visto un primo passo di questo lavoro in Gregorio Magno e il suo culmine in Giovanni Scoto: i simboli di Giovanni servono ora a mostrare che il fuoco nella sua realtà comunica il messaggio di un Dio che vuole recuperare l’uomo, per porlo in un mondo di fuoco benefico, pensato per l’eternità. Era la scoperta della destinazione in Dio del mondo e di una spinta che nel mondo stesso volge a questo destino. La nuova dimensione dette anche l’avvio ad una possibilità del sapere che si poneva in concorrenza con la Bibbia: questa alternativa di sapere, questa mundana sapientia, fu respinta nella teologia cristiana, che non divenne – per così dire - scientista.

Fuoco e estasi mistica nell’Alto Medioevo

F. Santi
2013

Abstract

la mistica cristiana ha visto nelle prodigiose capacità del fuoco lo spazio dell’inganno e il fuoco ha all’inizio avuto una funzione solo nelle strategie allegoriche; tuttavia l’intellettualismo allegorico – il versante ideologico dell’età metaforica – pesa sulla mistica oltre che sullo splendore del fuoco; ben presto – con un diverso uso della metafora - si è cercato un recupero della prodigiosa natura ignea. Abbiamo visto un primo passo di questo lavoro in Gregorio Magno e il suo culmine in Giovanni Scoto: i simboli di Giovanni servono ora a mostrare che il fuoco nella sua realtà comunica il messaggio di un Dio che vuole recuperare l’uomo, per porlo in un mondo di fuoco benefico, pensato per l’eternità. Era la scoperta della destinazione in Dio del mondo e di una spinta che nel mondo stesso volge a questo destino. La nuova dimensione dette anche l’avvio ad una possibilità del sapere che si poneva in concorrenza con la Bibbia: questa alternativa di sapere, questa mundana sapientia, fu respinta nella teologia cristiana, che non divenne – per così dire - scientista.
Il fuoco nell’alto medioevo.
213
240
AA.VV.; F. Santi
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