Sotto l’ombrello del termine ‘piattaforma’ si indica, generalmente, uno spazio digitale di aggregazione tra domanda e offerta basato sulla condivisione di beni o servizi e la circolarità dello scambio (Evans & Schmalensee, 2016). Si tratta, in realtà, di un modello di business che sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro, l’organizzazione del processo produttivo e le forme del consumo (Casilli e Posada, 2019). Tuttavia non siamo davanti a una rivoluzione che parte da un punto zero – così come viene presentata da alcune narrazioni embedded, p. es. Parker,‎ Van Alstyne & Choudary (2016) –, quanto piuttosto a un punto di condensazione di una serie di trasformazioni che si sono accumulate nel tempo seguendo diverse traiettorie genealogiche (Pirone, 2018a). In questo saggio vorrei approfondire alcuni aspetti di queste trasformazioni in corso. La proposta metodologica che vorrei avanzare consiste nel definire un triangolo semiotico tra alcuni elementi attorno ai quali ruotano maggiormente i processi che ho appena accennato: la città, le piattaforme e il lavoro. Il mio obiettivo è quello di specificare alcuni dei modi in cui questi tre fattori interagiscono all’interno di contesti particolari. Detto altrimenti, in che modo la città influisce sullo sviluppo delle piattaforme e come queste, a loro volta, condizionano lo sviluppo della città? Come si declina il lavoro di piattaforma negli spazi urbani?

Il mondo in un click. Piattaforme digitali, nuova logistica metropolitana e fine del lavoro

Maurilio Pirone
2019

Abstract

Sotto l’ombrello del termine ‘piattaforma’ si indica, generalmente, uno spazio digitale di aggregazione tra domanda e offerta basato sulla condivisione di beni o servizi e la circolarità dello scambio (Evans & Schmalensee, 2016). Si tratta, in realtà, di un modello di business che sta trasformando radicalmente il mercato del lavoro, l’organizzazione del processo produttivo e le forme del consumo (Casilli e Posada, 2019). Tuttavia non siamo davanti a una rivoluzione che parte da un punto zero – così come viene presentata da alcune narrazioni embedded, p. es. Parker,‎ Van Alstyne & Choudary (2016) –, quanto piuttosto a un punto di condensazione di una serie di trasformazioni che si sono accumulate nel tempo seguendo diverse traiettorie genealogiche (Pirone, 2018a). In questo saggio vorrei approfondire alcuni aspetti di queste trasformazioni in corso. La proposta metodologica che vorrei avanzare consiste nel definire un triangolo semiotico tra alcuni elementi attorno ai quali ruotano maggiormente i processi che ho appena accennato: la città, le piattaforme e il lavoro. Il mio obiettivo è quello di specificare alcuni dei modi in cui questi tre fattori interagiscono all’interno di contesti particolari. Detto altrimenti, in che modo la città influisce sullo sviluppo delle piattaforme e come queste, a loro volta, condizionano lo sviluppo della città? Come si declina il lavoro di piattaforma negli spazi urbani?
Un mondo logistico. Sguardi critici su lavoro, migrazioni, politica e globalizzazione
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Maurilio Pirone
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