the project contributes to the deinstitutionalisation and decentralization in Albania with the Social Law of 2005, and to the Albanian national development strategy on human development and social cohesion, with a special focus on protection of disadvantaged children and youth. Thousands of orphans live in institutions, boarding schools and with relatives different from their biological family, but these solutions are inappropriate to guarantee a suitable human development and a sustainable livelihood. They are living in marginality, which is an obstacle to grow up in welcoming and encouraging contexts, to access the job market and to get an economic autonomy. Poverty and neglect turn them into a category extremely exposed to criminality and exploitation. The measures foreseen by the project in the Municipality of Skhoder have as general objective to facilitate the social inclusion of orphans children and youth. This aim will be possible through the upgrade of the skills of all the operators working in public and private social services of the city, the improvement of the social, educational and economic autonomy of the orphans living in the municipality. Results: development of certified training for social operators; establishment of a residential and educational community for 8 children; improvement of cohabitation capacity of orphans living in some group home; inclusion of at least 60 orphans into training and working opportunities in order to make them reach professional and financial autonomy.

L'Albania non ha un’elevata percentuale di bambini considerati orfani per legge inseriti all’interno di istituti residenziali pubblici e privati. Ciò non significa che il disagio minorile di questo tipo sia contenuto, piuttosto il modello di famiglia albanese, ancora patriarcale ed estesa, riesce tutto sommato a contenere le problematiche e tende a risolvere il problema al proprio interno. Per coloro che vivono nelle istituzioni, a partire dai 18 anni inizia un vero e proprio calvario perché per legge vengono espulsi dagli orfanotrofi e spesso non hanno alternativa agli affollati convitti nei quali, senza prospettive e in povertà, rimangono per gran parte della vita. Questa condizione di marginalità impedisce loro di accedere al mondo del lavoro e di beneficiare di un’autonomia economica. Attualmente, a Scutari, esistono 3 istituti statali che offrono servizi di cura residenziali divisi per fasce di età: il brefotrofio per i bambini dagli 0 ai 3 anni, che attualmente accoglie 11 ospiti; la casa per i bambini in età prescolare dai 3 ai 6 anni, che ne accoglie 18; la casa per i bambini e ragazzi in età scolare dai 6 ai 18 anni, che ne accoglie 34. Gli orfani inseriti all’interno di strutture residenziali private sono circa 150 e vanno dai 6 sino ai 30 anni. L’istituto è una soluzione palesemente manchevole ed inadatta a rispondere ai requisiti fondamentali per garantire una crescita e uno sviluppo sani ed equilibrati dei minori che ospita. Questo perché, innanzitutto, l’inadeguatezza della relazione fra le operatrici e i bambini, dovuta all’assenza di una formazione professionale adatta, sono all’origine di disturbi dello sviluppo. In secondo luogo perché, molto spesso, i piccoli ospiti, per la loro incapacità di reagire e di difendersi, finiscono per essere le vittime di episodi di abuso e di traffico, sia durante la permanenza all’interno della struttura che una volta compiuti i 18 anni. Alle negligenze educative dello staff, infatti, si aggiungo tristi episodi di violenza fisica e psicologica, di maltrattamento, sfruttamento e, nel peggiore dei casi di violenza sessuale, che negli ultimi anni, sono stati denunciati a livello nazionale diventando scandali tra fatti di cronaca. Questa iniziativa intende inserirsi all’interno del processo di deistituzionalizzazione e decentramento avviato in Albania con la legge sociale del 2005. Le problematiche sopra individuate verranno affrontate lavorando con un target group che comprende: 63 orfani istituzionalizzati, 150 residenti all’interno di strutture private, 45 orfani che attualmente vivono nei convitti e verranno inseriti all’interno dei Gruppi Appartamento del Comune, 100 orfani che vivono con parenti o altri tutori diversi dai genitori biologici e 168 operatori che lavorano all’interno dei servizi sociali (statali e privati) di Scutari. Obiettivo generale del progetto è favorire l’inclusione sociale di bambini e ragazzi orfani del Comune di Scutari. Obiettivi specifici sono: migliorare le competenze degli operatori sociali del Comune di Scutari in modo da sviluppare servizi con personale preparato e motivato; migliorare l’autonomia sociale, educativa e finanziaria degli orfani nel Comune di Scutari. ONG capofila: IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) Controparte locale: Consulting and Development Partners (CODE Partners) Partner: SHIS, Comune di Scutari, Università di Bologna, Università di Scutari, Cooperativa Lybra

La Comunità del futuro: interventi di inclusione socio-lavorativa per gli orfani di Scutari

Elena Pacetti
In corso di stampa

Abstract

L'Albania non ha un’elevata percentuale di bambini considerati orfani per legge inseriti all’interno di istituti residenziali pubblici e privati. Ciò non significa che il disagio minorile di questo tipo sia contenuto, piuttosto il modello di famiglia albanese, ancora patriarcale ed estesa, riesce tutto sommato a contenere le problematiche e tende a risolvere il problema al proprio interno. Per coloro che vivono nelle istituzioni, a partire dai 18 anni inizia un vero e proprio calvario perché per legge vengono espulsi dagli orfanotrofi e spesso non hanno alternativa agli affollati convitti nei quali, senza prospettive e in povertà, rimangono per gran parte della vita. Questa condizione di marginalità impedisce loro di accedere al mondo del lavoro e di beneficiare di un’autonomia economica. Attualmente, a Scutari, esistono 3 istituti statali che offrono servizi di cura residenziali divisi per fasce di età: il brefotrofio per i bambini dagli 0 ai 3 anni, che attualmente accoglie 11 ospiti; la casa per i bambini in età prescolare dai 3 ai 6 anni, che ne accoglie 18; la casa per i bambini e ragazzi in età scolare dai 6 ai 18 anni, che ne accoglie 34. Gli orfani inseriti all’interno di strutture residenziali private sono circa 150 e vanno dai 6 sino ai 30 anni. L’istituto è una soluzione palesemente manchevole ed inadatta a rispondere ai requisiti fondamentali per garantire una crescita e uno sviluppo sani ed equilibrati dei minori che ospita. Questo perché, innanzitutto, l’inadeguatezza della relazione fra le operatrici e i bambini, dovuta all’assenza di una formazione professionale adatta, sono all’origine di disturbi dello sviluppo. In secondo luogo perché, molto spesso, i piccoli ospiti, per la loro incapacità di reagire e di difendersi, finiscono per essere le vittime di episodi di abuso e di traffico, sia durante la permanenza all’interno della struttura che una volta compiuti i 18 anni. Alle negligenze educative dello staff, infatti, si aggiungo tristi episodi di violenza fisica e psicologica, di maltrattamento, sfruttamento e, nel peggiore dei casi di violenza sessuale, che negli ultimi anni, sono stati denunciati a livello nazionale diventando scandali tra fatti di cronaca. Questa iniziativa intende inserirsi all’interno del processo di deistituzionalizzazione e decentramento avviato in Albania con la legge sociale del 2005. Le problematiche sopra individuate verranno affrontate lavorando con un target group che comprende: 63 orfani istituzionalizzati, 150 residenti all’interno di strutture private, 45 orfani che attualmente vivono nei convitti e verranno inseriti all’interno dei Gruppi Appartamento del Comune, 100 orfani che vivono con parenti o altri tutori diversi dai genitori biologici e 168 operatori che lavorano all’interno dei servizi sociali (statali e privati) di Scutari. Obiettivo generale del progetto è favorire l’inclusione sociale di bambini e ragazzi orfani del Comune di Scutari. Obiettivi specifici sono: migliorare le competenze degli operatori sociali del Comune di Scutari in modo da sviluppare servizi con personale preparato e motivato; migliorare l’autonomia sociale, educativa e finanziaria degli orfani nel Comune di Scutari. ONG capofila: IPSIA (Istituto Pace Sviluppo Innovazione Acli) Controparte locale: Consulting and Development Partners (CODE Partners) Partner: SHIS, Comune di Scutari, Università di Bologna, Università di Scutari, Cooperativa Lybra
2017
Elena Pacetti
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