Il presente progetto di ricerca intende investigare alcuni siti dell'Età del Bronzo dell'Italia settentrionale sotto il profilo paleoambientale e paleoeconomico mediante l'analisi dei reperti vegetali ed animali. Per gli aspetti archeozoologici, ad integrazione di quanto oggetto di altra Unità di Ricerca (Università del Salento-Lecce), saranno indagati due siti dalle caratteristiche geomorfologiche differenti: uno è l'abitato di Solarolo - Via Ordiere (RA), uno dei siti più importanti ed estesi della Romagna collocato cronologicamente tra la Media età del Bronzo e l'età del Bronzo recente; l'altro è l'abitato di Monterenzio Vecchio (BO), situato sui rilievi appennici a 578 m slm, inquadrabile tra il Bronzo medio ed il Bronzo recente. Per gli aspetti archeobotanici i giacimenti presi in esame sono riferibili a due diverse tipologie di insediamento: abitati palafitticoli (Castellaro Lagusello - MN, il cui impalcato ligneo è da riferire alla media Età del Bronzo), da sempre considerati importanti archivi paleoambientali, che hanno restituito un grandissimo numero di reperti conservati in ottime condizioni grazie al sedimento asfittico che ha inibito il deterioramento della sostanza organica causato dall'azione batterica e siti cosiddetti "asciutti" quali Monterenzio Vecchio (BO) e Faieto (RE), abitati di altura di cultura terramaricola ed Oppeano (situato nella pianura veronese, con stanziamenti databili dalle ultime fasi del Neolitico a tutta l'Età del Bronzo fino al passaggio con l'Età del Ferro), che sono caratterizzati da una quantità certamente minore di reperti organici, ma che possono fornire elementi di confronto altrettanto interessanti sulle attività quotidiane, sull'ecosistema e sulle modificazioni antropiche che, a partire dall'Età del Bronzo, hanno certamente influito sull'ambiente naturale. I dati paleoambientali, incrociandosi strettamente a quelli archeologici, hanno lo scopo di chiarire le scelte che le comunità hanno operato in termini di pianificazione dell'uso del territorio, di sfruttamento economico e di utilizzo delle risorse naturali (vegetali ed animali) per la loro sussistenza.

CURCI A. (2007). Le strategie di sussistenza nell'Età del Bronzo su base archeobotanica ed archeozoologica attraverso il confronto fra abitati palafitticoli e siti all'asciutto dell'Italia settentrionale.

Le strategie di sussistenza nell'Età del Bronzo su base archeobotanica ed archeozoologica attraverso il confronto fra abitati palafitticoli e siti all'asciutto dell'Italia settentrionale

CURCI, ANTONIO
2007

Abstract

Il presente progetto di ricerca intende investigare alcuni siti dell'Età del Bronzo dell'Italia settentrionale sotto il profilo paleoambientale e paleoeconomico mediante l'analisi dei reperti vegetali ed animali. Per gli aspetti archeozoologici, ad integrazione di quanto oggetto di altra Unità di Ricerca (Università del Salento-Lecce), saranno indagati due siti dalle caratteristiche geomorfologiche differenti: uno è l'abitato di Solarolo - Via Ordiere (RA), uno dei siti più importanti ed estesi della Romagna collocato cronologicamente tra la Media età del Bronzo e l'età del Bronzo recente; l'altro è l'abitato di Monterenzio Vecchio (BO), situato sui rilievi appennici a 578 m slm, inquadrabile tra il Bronzo medio ed il Bronzo recente. Per gli aspetti archeobotanici i giacimenti presi in esame sono riferibili a due diverse tipologie di insediamento: abitati palafitticoli (Castellaro Lagusello - MN, il cui impalcato ligneo è da riferire alla media Età del Bronzo), da sempre considerati importanti archivi paleoambientali, che hanno restituito un grandissimo numero di reperti conservati in ottime condizioni grazie al sedimento asfittico che ha inibito il deterioramento della sostanza organica causato dall'azione batterica e siti cosiddetti "asciutti" quali Monterenzio Vecchio (BO) e Faieto (RE), abitati di altura di cultura terramaricola ed Oppeano (situato nella pianura veronese, con stanziamenti databili dalle ultime fasi del Neolitico a tutta l'Età del Bronzo fino al passaggio con l'Età del Ferro), che sono caratterizzati da una quantità certamente minore di reperti organici, ma che possono fornire elementi di confronto altrettanto interessanti sulle attività quotidiane, sull'ecosistema e sulle modificazioni antropiche che, a partire dall'Età del Bronzo, hanno certamente influito sull'ambiente naturale. I dati paleoambientali, incrociandosi strettamente a quelli archeologici, hanno lo scopo di chiarire le scelte che le comunità hanno operato in termini di pianificazione dell'uso del territorio, di sfruttamento economico e di utilizzo delle risorse naturali (vegetali ed animali) per la loro sussistenza.
2007
CURCI A. (2007). Le strategie di sussistenza nell'Età del Bronzo su base archeobotanica ed archeozoologica attraverso il confronto fra abitati palafitticoli e siti all'asciutto dell'Italia settentrionale.
CURCI A.
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