Tra le attenzioni dell’ecologismo, inteso qui nelle sue poliedriche manifestazioni, l’ambiente della vita umana e non umana occupa un posto di rilievo. Sin dai suoi esordi, il pensiero ecologista ha individuato i principi teorici che avrebbero potuto informare la gestione delle città e dei territori e li ha messi in pratica in rivoli di esperienze microterritoriali, in germi di mondi possibili. Il presente ragionamento, che sfiora i temi della «mutazione genetica» delle discipline preposte alla gestione urbano-territoriale, prende avvio dalla multiforme proposta ecologista e, narrandone l’obliterazione attuata dai politici e dagli amministratori delle città, approda all’affermarsi del culto del gigantismo che pare determinare il destino delle città contemporanee. Megalopoli, “naturale” esito dell’accumulazione capitalistica predatoria, diverrebbe l’unica possibile forma di vita aggregata: l’ideologia gigantista ammanta di sacralità la Crescita infinita e la estende di fatto alla dimora umana sulla Terra, il cui sviluppo dev’essere, anch’esso, privo di limiti. È un immaginario connaturato al sistema economico che si materializza nel cemento e nelle grandi opere, così come si fissa nelle menti e nei corpi di chi abita nelle metropoli e fuori da esse. Aggiornata politicamente nella «città-Stato», che accentra il potere economico-politico di macroregioni desertificate, Megalopoli porta il pianeta sul baratro dell’ecocidio.

Megalopoli e il destino delle città. Per una critica del gigantismo

ILARIA AGOSTINI
2020

Abstract

Tra le attenzioni dell’ecologismo, inteso qui nelle sue poliedriche manifestazioni, l’ambiente della vita umana e non umana occupa un posto di rilievo. Sin dai suoi esordi, il pensiero ecologista ha individuato i principi teorici che avrebbero potuto informare la gestione delle città e dei territori e li ha messi in pratica in rivoli di esperienze microterritoriali, in germi di mondi possibili. Il presente ragionamento, che sfiora i temi della «mutazione genetica» delle discipline preposte alla gestione urbano-territoriale, prende avvio dalla multiforme proposta ecologista e, narrandone l’obliterazione attuata dai politici e dagli amministratori delle città, approda all’affermarsi del culto del gigantismo che pare determinare il destino delle città contemporanee. Megalopoli, “naturale” esito dell’accumulazione capitalistica predatoria, diverrebbe l’unica possibile forma di vita aggregata: l’ideologia gigantista ammanta di sacralità la Crescita infinita e la estende di fatto alla dimora umana sulla Terra, il cui sviluppo dev’essere, anch’esso, privo di limiti. È un immaginario connaturato al sistema economico che si materializza nel cemento e nelle grandi opere, così come si fissa nelle menti e nei corpi di chi abita nelle metropoli e fuori da esse. Aggiornata politicamente nella «città-Stato», che accentra il potere economico-politico di macroregioni desertificate, Megalopoli porta il pianeta sul baratro dell’ecocidio.
Biosfera l'ambiente che abitiamo. Crisi climatica e neoliberismo
133
166
ILARIA AGOSTINI
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/726123
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact