L’Unione sovietica è stata sicuramente il paese che nel Ventesimo secolo ha più investito nei progetti educativi al fine di formare l’identità di un cittadino impegnato nella vita pubblica e dedito al lavoro collettivo. Scopo di questo volume è, infatti, quello di studiare la formazione del cittadino russo e sovietico grazie all’utilizzo di fonti inedite che rivelano alcuni aspetti poco studiati di storia dell’educazione in Russia e in Unione Sovietica: le vicende dell’insegnamento della storia e della Costituzione con particolare attenzione all’evoluzione della manualistica nel contesto delle riforme della scuola dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra; la condizione dei bambini abbandonati assistiti negli orfanotrofi e nati durante la detenzione delle donne nei campi del GULag; le concezioni della psicopedagogia sovietica (in russo nota come pedologija) repressa da Stalin nel 1936 e le teorie del noto pedagogista A.S. Makarenko, che contribuì a restaurare la famiglia nell’educazione del cittadino sovietico dopo il fallimento del modello collettivo; la nascita della letteratura per l’infanzia destinata ad educare il cittadino sovietico dalla Rivoluzione d’Ottobre al secondo dopoguerra, con i suoi eroi, bambini abbandonati, devianti, eroi o vittime dei crimini di guerra. Rivelando gli sbalzi continui fra ideologia ufficiale e dura realtà quotidiana nella quale cresceva l’infanzia, l’autrice offre al contempo un quadro suggestivo della vita dell’infanzia nel paese del socialismo e una nuova interpretazione della progettualità educativa e dei processi formativi messi in atto al fine di impartire un’educazione sovietica, rivelando le contraddizioni insite nel ruolo attribuito alle istituzioni o alla famiglia nelle diverse fasi della politica educativa sovietica e, soprattutto, un’immagine ben diversa rispetto a quella diffusa dalla propaganda.

Cittadini e patrioti. Educazione, letteratura per l'infanzia e costruzione dell'identità nazionale nella Russia sovietica

D. Caroli
2011

Abstract

L’Unione sovietica è stata sicuramente il paese che nel Ventesimo secolo ha più investito nei progetti educativi al fine di formare l’identità di un cittadino impegnato nella vita pubblica e dedito al lavoro collettivo. Scopo di questo volume è, infatti, quello di studiare la formazione del cittadino russo e sovietico grazie all’utilizzo di fonti inedite che rivelano alcuni aspetti poco studiati di storia dell’educazione in Russia e in Unione Sovietica: le vicende dell’insegnamento della storia e della Costituzione con particolare attenzione all’evoluzione della manualistica nel contesto delle riforme della scuola dalla fine dell’Ottocento al secondo dopoguerra; la condizione dei bambini abbandonati assistiti negli orfanotrofi e nati durante la detenzione delle donne nei campi del GULag; le concezioni della psicopedagogia sovietica (in russo nota come pedologija) repressa da Stalin nel 1936 e le teorie del noto pedagogista A.S. Makarenko, che contribuì a restaurare la famiglia nell’educazione del cittadino sovietico dopo il fallimento del modello collettivo; la nascita della letteratura per l’infanzia destinata ad educare il cittadino sovietico dalla Rivoluzione d’Ottobre al secondo dopoguerra, con i suoi eroi, bambini abbandonati, devianti, eroi o vittime dei crimini di guerra. Rivelando gli sbalzi continui fra ideologia ufficiale e dura realtà quotidiana nella quale cresceva l’infanzia, l’autrice offre al contempo un quadro suggestivo della vita dell’infanzia nel paese del socialismo e una nuova interpretazione della progettualità educativa e dei processi formativi messi in atto al fine di impartire un’educazione sovietica, rivelando le contraddizioni insite nel ruolo attribuito alle istituzioni o alla famiglia nelle diverse fasi della politica educativa sovietica e, soprattutto, un’immagine ben diversa rispetto a quella diffusa dalla propaganda.
2011
308
9788860562500
D. Caroli
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