Il rapporto tra ambienti fluviali e territorio circostante, nonostante sia ormai affrontato da decenni, rimane tutt’ora un tema cruciale a tutti i livelli di governo sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo come evidenziato dalla vastissima bibliografia che per la sola parte urbana è stata sintetizzata in una recentissima pubblicazione del UNESCO –IHP Series: Aquatic habitats in sustainable urban water management. Science, Police and Practice (a cura di Wagner, Marsalek, Breil, 2008). L’evoluzione normativa in atto, anche a seguito e in applicazione delle Direttive e Raccomandazioni Europee al riguardo, è ora volta a rendere conto delle relazioni tra le acque e il sistema complessivo in cui si inseriscono; il quadro ideale di prospettiva diventa uno sviluppo sostenibile integrato che, per definizione, richiede la considerazione contestuale degli aspetti ambientali-paesaggistici-territoriali-economico-sociali, l’integrazione e il superamento delle barriere di linguaggio tra le strutture politico – amministrative-tecnico scientifiche ed i cittadini, nonchè il dibattito – confronto tra le Associazioni di differente matrice disciplinare come recentemente è stato avviato nel Convegno “Ecosistema, paesaggio e territorio: tre prospettive complementari nel rapporto uomo – ambiente” (i cui atti sono stati pubblicati dalla Società Geografica Italiana). Infatti tutti i diversi livelli di Pianificazione territoriale (dal piano di area vasta al progetto) e di Valutazione ambientale (VIA, VAS, VI, WFD 60/2000, 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni) così come raccomandato dalla Convenzione Europea sul Paesaggio, richiedono un quadro informativo idoneo a scomporre la complessità e a ricomporla in funzione dei diversi livelli di operatività e decisionalità; in altri termini, l’utilizzo di strumenti idonei a: 1) valutare, in modo integrato, i risultati delle diverse discipline coinvolte nella gestione e nella pianificazione, 2) definire gli scenari reali possibili per il modificarsi di una o più variabili che costituiscono la complessità ambientale, paesaggistica, territoriale; tutto ciò per ottimizzare le Risposte (utilizzando la terminologia del Modello DPSIR dell’EEA), compatibili con le caratteristiche e le potenzialità di sviluppo del territorio – ambiente, 3) fornire risultati e risposte comprensibili a tutti gli utilizzatori, con ciò intendendo soprattutto le comunità coinvolte. Ne deriva di conseguenza che nel processo di piano e nel processo di valutazione (come riportato nello schema), la scelta degli Indicatori/Indici più idonei a scomporre la complessità ambientale – territoriale e a ricomporla in modo aggregato in funzione degli obiettivi prescelti, è uno dei nodi essenziali: a) sia nella fase di elaborazione dei Piani-Processo, sia nella fase di valutazione, sia in quella successiva di Attuazione e Gestione degli stessi, b) così come nella applicazione della Direttiva 60/2000 e del D.lg 152/2006 in cui la concezione ecosistemica del corso d’acqua ed il suo rapporto con il territorio circostante assumono un ruolo centrale per il raggiungimento degli specifici obiettivi di qualità: Stato Ecologico Buono, Potenziale Ecologico Buono.

Gli Indici complessi WSI, BSI, ELI. Strumenti per il monitoraggio integrato e per il governo dei corridoi fluviali. Manuale di applicazione

SALMOIRAGHI, GIAN PAOLO
2008

Abstract

Il rapporto tra ambienti fluviali e territorio circostante, nonostante sia ormai affrontato da decenni, rimane tutt’ora un tema cruciale a tutti i livelli di governo sia nei paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo come evidenziato dalla vastissima bibliografia che per la sola parte urbana è stata sintetizzata in una recentissima pubblicazione del UNESCO –IHP Series: Aquatic habitats in sustainable urban water management. Science, Police and Practice (a cura di Wagner, Marsalek, Breil, 2008). L’evoluzione normativa in atto, anche a seguito e in applicazione delle Direttive e Raccomandazioni Europee al riguardo, è ora volta a rendere conto delle relazioni tra le acque e il sistema complessivo in cui si inseriscono; il quadro ideale di prospettiva diventa uno sviluppo sostenibile integrato che, per definizione, richiede la considerazione contestuale degli aspetti ambientali-paesaggistici-territoriali-economico-sociali, l’integrazione e il superamento delle barriere di linguaggio tra le strutture politico – amministrative-tecnico scientifiche ed i cittadini, nonchè il dibattito – confronto tra le Associazioni di differente matrice disciplinare come recentemente è stato avviato nel Convegno “Ecosistema, paesaggio e territorio: tre prospettive complementari nel rapporto uomo – ambiente” (i cui atti sono stati pubblicati dalla Società Geografica Italiana). Infatti tutti i diversi livelli di Pianificazione territoriale (dal piano di area vasta al progetto) e di Valutazione ambientale (VIA, VAS, VI, WFD 60/2000, 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni) così come raccomandato dalla Convenzione Europea sul Paesaggio, richiedono un quadro informativo idoneo a scomporre la complessità e a ricomporla in funzione dei diversi livelli di operatività e decisionalità; in altri termini, l’utilizzo di strumenti idonei a: 1) valutare, in modo integrato, i risultati delle diverse discipline coinvolte nella gestione e nella pianificazione, 2) definire gli scenari reali possibili per il modificarsi di una o più variabili che costituiscono la complessità ambientale, paesaggistica, territoriale; tutto ciò per ottimizzare le Risposte (utilizzando la terminologia del Modello DPSIR dell’EEA), compatibili con le caratteristiche e le potenzialità di sviluppo del territorio – ambiente, 3) fornire risultati e risposte comprensibili a tutti gli utilizzatori, con ciò intendendo soprattutto le comunità coinvolte. Ne deriva di conseguenza che nel processo di piano e nel processo di valutazione (come riportato nello schema), la scelta degli Indicatori/Indici più idonei a scomporre la complessità ambientale – territoriale e a ricomporla in modo aggregato in funzione degli obiettivi prescelti, è uno dei nodi essenziali: a) sia nella fase di elaborazione dei Piani-Processo, sia nella fase di valutazione, sia in quella successiva di Attuazione e Gestione degli stessi, b) così come nella applicazione della Direttiva 60/2000 e del D.lg 152/2006 in cui la concezione ecosistemica del corso d’acqua ed il suo rapporto con il territorio circostante assumono un ruolo centrale per il raggiungimento degli specifici obiettivi di qualità: Stato Ecologico Buono, Potenziale Ecologico Buono.
241
ISBN 889018876
Braioni M.G.; Braioni A.; Salmoiraghi G.
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