La presa di coscienza dell’importanza delle problematiche ambientali ai fini della salvaguardia della qualità della vita sul nostro Pianeta favorì, alla fine degli anni Ottanta, l’istituzione nelle Università italiane dei Corsi di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (si veda il D.P.R. 20 maggio 1989, concernente “Modificazioni all’Ordinamento Didattico delle Facoltà di Ingegneria”, Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1989), con l’obiettivo precipuo di formare giovani professionisti con competenze multidisciplinari, in grado sia di analizzare le questioni riguardanti le complesse dinamiche che coinvolgono le componenti ambientali e le trasformazioni territoriali, sia di pianificare, progettare, gestire e manutenere le opere e gli interventi necessari a garantire lo sviluppo in armonia con la tutela dell’ambiente. In particolare, la base comune della preparazione del laureato specialista è la progettazione di opere e impianti compatibili con il territorio e l’ambiente, formando tecnici in grado di operare nella pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di sistemi ambientali anche complessi. Con l’istituzione dei Corsi di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio venne così a svilupparsi un settore dell’ingegneria che riguardava lo sviluppo di tecnologie destinate a minimizzare l’impatto delle attività antropiche (agricoltura, industria, insediamenti urbani, trasporti ecc.) sugli ecosistemi naturali e sulla salute pubblica, coprendo una vasta gamma di attività rivolte alla protezione delle risorse naturali: gestione integrata del ciclo dell’acqua, dalle opere di captazione al trattamento e smaltimento dei reflui e dei fanghi; gestione dei rifiuti, con attenzione al recupero di materie prime e di energia; protezione della qualità dell’aria mediante la riduzione dell’inquinamento da emissioni industriali e da motorizzazione; sviluppo di tecnologie per rendere ecocompatibili le produzioni industriali di materie prime, agricole e zootecniche; risanamento di ambienti naturali compromessi, quali falde contaminate, suoli inquinati, laghi eutrofizzati ecc.; monitoraggio; valutazione dell’impatto ambientale e promozione dello sviluppo sostenibile, nonché di predisporre piani di Protezione Civile. All’Università di Bologna, gli attuali Corsi di Studio in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio derivano dal Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, attivato nella Facoltà di Ingegneria a partire dall’anno accademico 1990/91 e immediatamente a seguito del D.P.R. 20 maggio 1989. Articolato secondo il percorso unico di durata quinquennale, il Corso di Laurea fu organizzato, fin dall’attivazione, secondo 5 diversi Indirizzi.

L’ingegneria per l’Ambiente e il Territorio

Macini Paolo;Mesini Ezio
2019

Abstract

La presa di coscienza dell’importanza delle problematiche ambientali ai fini della salvaguardia della qualità della vita sul nostro Pianeta favorì, alla fine degli anni Ottanta, l’istituzione nelle Università italiane dei Corsi di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio (si veda il D.P.R. 20 maggio 1989, concernente “Modificazioni all’Ordinamento Didattico delle Facoltà di Ingegneria”, Gazzetta Ufficiale del 10 agosto 1989), con l’obiettivo precipuo di formare giovani professionisti con competenze multidisciplinari, in grado sia di analizzare le questioni riguardanti le complesse dinamiche che coinvolgono le componenti ambientali e le trasformazioni territoriali, sia di pianificare, progettare, gestire e manutenere le opere e gli interventi necessari a garantire lo sviluppo in armonia con la tutela dell’ambiente. In particolare, la base comune della preparazione del laureato specialista è la progettazione di opere e impianti compatibili con il territorio e l’ambiente, formando tecnici in grado di operare nella pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di sistemi ambientali anche complessi. Con l’istituzione dei Corsi di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio venne così a svilupparsi un settore dell’ingegneria che riguardava lo sviluppo di tecnologie destinate a minimizzare l’impatto delle attività antropiche (agricoltura, industria, insediamenti urbani, trasporti ecc.) sugli ecosistemi naturali e sulla salute pubblica, coprendo una vasta gamma di attività rivolte alla protezione delle risorse naturali: gestione integrata del ciclo dell’acqua, dalle opere di captazione al trattamento e smaltimento dei reflui e dei fanghi; gestione dei rifiuti, con attenzione al recupero di materie prime e di energia; protezione della qualità dell’aria mediante la riduzione dell’inquinamento da emissioni industriali e da motorizzazione; sviluppo di tecnologie per rendere ecocompatibili le produzioni industriali di materie prime, agricole e zootecniche; risanamento di ambienti naturali compromessi, quali falde contaminate, suoli inquinati, laghi eutrofizzati ecc.; monitoraggio; valutazione dell’impatto ambientale e promozione dello sviluppo sostenibile, nonché di predisporre piani di Protezione Civile. All’Università di Bologna, gli attuali Corsi di Studio in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio derivano dal Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio, attivato nella Facoltà di Ingegneria a partire dall’anno accademico 1990/91 e immediatamente a seguito del D.P.R. 20 maggio 1989. Articolato secondo il percorso unico di durata quinquennale, il Corso di Laurea fu organizzato, fin dall’attivazione, secondo 5 diversi Indirizzi.
Nascita e sviluppo dell’ingegneria all’università di Bologna
834
843
Macini Paolo; Mesini Ezio
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/711361
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact