Nell'universo filmico di David Lynch il ruolo del suono possiede un peso molto rilevante. Storicamente, il suono nel cinema è stato instradato verso un ruolo ancillare, con la generazione del New Cinema è emersa una progressiva rivoluzione che ha condotto l'audio a riguadagnare terreno rispetto al video, e David Lynch ne è stato uno dei protagonisti indiscussi. Nella creazione cinematografica di Lynch il suono possiede un ruolo centrale, non relegato alla fase finale di post-produzione come sovente avviene. Abitualmente si tende a pensare che il suono sia il correlato secondario dell'immagine (ad esempio, vediamo un personaggio camminare, e dunque ne ascoltiamo i passi), mentre Lynch non solo ha dichiarato esplicitamente che nel cinema il suono rispetto all'immagine conta almeno per il 50%, ma anche che vi sono casi nei quali è appunto il suono a dettare la linea. Lynch tratta la materia sonora come un pittore tratta la figurazione visiva. Nulla, sul piano sonoro, è come appare. Essere sound designer significa per Lynch essere sound painter. Nel cinema di Lynch prevale un'impostazione non ordinaria nel trattare le convenzioni linguistiche audiovisive. Ad esempio, nell'universo sonoro la tradizionale separazione tra suoni diegetici ed extra-diegetici viene spesso ignorata. Ma il film che, forse più di altri, rappresenta la summa del pensiero di Lynch sul cinema come linguaggio sonoro è Mulholland Drive (USA, Francia, 2001). Ogni suono è qui perfettamente distinguibile e accuratamente misurato nell'intensità, nell'orientamento spaziale, e nella definizione timbrica. Lynch "colora" il visivo tramite il sonoro, cioè arricchisce la semplice evidenza visiva con una rilettura che passa attraverso il suono. Ciò che appare normale sul piano visivo viene "filtrato" e reso anomalo attraverso l'elemento sonoro.

Immaginare attraverso il suono: il linguaggio sonoro di David Lynch

Lucio Spaziante
2019

Abstract

Nell'universo filmico di David Lynch il ruolo del suono possiede un peso molto rilevante. Storicamente, il suono nel cinema è stato instradato verso un ruolo ancillare, con la generazione del New Cinema è emersa una progressiva rivoluzione che ha condotto l'audio a riguadagnare terreno rispetto al video, e David Lynch ne è stato uno dei protagonisti indiscussi. Nella creazione cinematografica di Lynch il suono possiede un ruolo centrale, non relegato alla fase finale di post-produzione come sovente avviene. Abitualmente si tende a pensare che il suono sia il correlato secondario dell'immagine (ad esempio, vediamo un personaggio camminare, e dunque ne ascoltiamo i passi), mentre Lynch non solo ha dichiarato esplicitamente che nel cinema il suono rispetto all'immagine conta almeno per il 50%, ma anche che vi sono casi nei quali è appunto il suono a dettare la linea. Lynch tratta la materia sonora come un pittore tratta la figurazione visiva. Nulla, sul piano sonoro, è come appare. Essere sound designer significa per Lynch essere sound painter. Nel cinema di Lynch prevale un'impostazione non ordinaria nel trattare le convenzioni linguistiche audiovisive. Ad esempio, nell'universo sonoro la tradizionale separazione tra suoni diegetici ed extra-diegetici viene spesso ignorata. Ma il film che, forse più di altri, rappresenta la summa del pensiero di Lynch sul cinema come linguaggio sonoro è Mulholland Drive (USA, Francia, 2001). Ogni suono è qui perfettamente distinguibile e accuratamente misurato nell'intensità, nell'orientamento spaziale, e nella definizione timbrica. Lynch "colora" il visivo tramite il sonoro, cioè arricchisce la semplice evidenza visiva con una rilettura che passa attraverso il suono. Ciò che appare normale sul piano visivo viene "filtrato" e reso anomalo attraverso l'elemento sonoro.
Mondi intermediali
67
78
COMUNICAZIONE E SOCIETÀ
Lucio Spaziante
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