Thanks to a favourable climate, the peaceful rhythm of life, and the tasteful baroque and neoclassical architecture, Gorizia developed significant tourism by the end of the Nineteenth Century. It was a holiday destination for the privileged central European nobility and high-ranking civil servants in the Austro-Hungarian Empire from the Nineteenth Century, and was nicknamed the «Austrian Nice». It was adorned with several luxury hotels as well as embellished by a rich provision of public buildings, monuments, and parks. Cosmopolitan professionals could be identified in this environment – such as Alessandro Pick, Antonio Lasciac, Gerolamo Luzzatto – of German-Slav origin or from the rich Jewish middle-class who stood out in the city due to their culture and prestige.

Grazie al carattere multiculturale, la città di Gorizia, già crocevia tra mondo latino e slavo, può essere considerata un laboratorio della modernità, punto d'incontro tra grandi realtà nazionali che condividono lo stesso destino europeo. Si approfondiscono in questa sede le vicende che coinvolgono la città nel Novecento tra le due guerre e la qualità del patrimonio urbano e architettonico da cui essa trae forma. Tale patrimonio si costituì anche grazie ad eventi che segnarono la transizione del territorio verso assetti politici radicalmente nuovi. Al termine della grande guerra, furono determinanti le conseguenze del Trattato di Rapallo (1920), che collocava definitivamente Gorizia e le altre “città redente” (Rovereto, Trento, Trieste, Monfalcone, Grado, Capodistria) nell’orbita nazionale italiana. Alla fine della II guerra mondiale Gorizia fu divisa in due parti, per poi tornar ad essere nell’ultimo scorcio del secolo XX aperto luogo di confronto tra mondo italiano e slavo-tedesco.

The border town of Gorizia. From fortress to laboratory of the modern

Andreina Milan
Writing – Original Draft Preparation
2019

Abstract

Grazie al carattere multiculturale, la città di Gorizia, già crocevia tra mondo latino e slavo, può essere considerata un laboratorio della modernità, punto d'incontro tra grandi realtà nazionali che condividono lo stesso destino europeo. Si approfondiscono in questa sede le vicende che coinvolgono la città nel Novecento tra le due guerre e la qualità del patrimonio urbano e architettonico da cui essa trae forma. Tale patrimonio si costituì anche grazie ad eventi che segnarono la transizione del territorio verso assetti politici radicalmente nuovi. Al termine della grande guerra, furono determinanti le conseguenze del Trattato di Rapallo (1920), che collocava definitivamente Gorizia e le altre “città redente” (Rovereto, Trento, Trieste, Monfalcone, Grado, Capodistria) nell’orbita nazionale italiana. Alla fine della II guerra mondiale Gorizia fu divisa in due parti, per poi tornar ad essere nell’ultimo scorcio del secolo XX aperto luogo di confronto tra mondo italiano e slavo-tedesco.
MULTIETHNIC CITIES IN THE MEDITERRANEAN WORLD HISTORY, CULTURE, HERITAGE
145
156
Andreina Milan, Enrico Pietrogrande
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/701016
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