Ombre cinesi? Dinamiche migratorie della diaspora cinese in Italia è frutto di una ricerca e del relativo lavoro sul campo tra i migranti cinesi durati più di un decennio. Gli autori hanno indagato la realtà della diaspora cinese in Italia focalizzando la loro attenzione da un lato sugli insediamenti economici dei migranti cinesi e sui cambiamenti dinamici che la loro presenza induce nelle aree di insediamento, e dall’altro sulle forme che la devianza assume in seno alla comunità diasporica. Nel corso degli anni gli autori hanno sviluppato una riflessione metodologica sui nessi tra immigrazione, illegalità e criminalità per capire – evitando semplificazioni e stereotipi – come e fino a che punto devianza, illegalità e crimine influenzino la vita e il lavoro dei migranti e, di converso, se e come la complessità del fenomeno migratorio possa essa stessa favorire lo sviluppo dell’illegalità. Questo volume nasce dalla collaborazione con l’ILO (International Labour Organization) che ha avviato una ricerca a livello europeo per capire se nelle migrazioni dalla Cina verso l’Europa che hanno avuto luogo a partire dai primi anni Ottanta lo spostamento di esseri umani abbia preso la forma di trafficking o di smuggling, se cioè chi lasciava e lascia la Cina sia da considerarsi vittima di trafficanti che trasportano i migranti contro la loro volontà e per avviarli al lavoro coatto all’interno dei laboratori etnici in Europa oppure se il viaggio sia organizzato e percepito dai migranti come un servizio – pur con tutte le incertezze, le violenze e talvolta addirittura i drammi e i rischi per la vita dei migranti che questi servizi possono comportare. La riflessione su questioni vitali come il trafficking/smuggling, e l’esistenza o meno di una cupola mafiosa o di associazioni onnipotenti in grado di controllare tutta la comunità diasporica in Italia viene sviluppata utilizzando le operazioni di polizia, gli atti di procedimenti giudiziari, le riflessioni di giudici e forze dell’ordine, il ricco materiale costituito dal lavoro sociale con i migranti per conto di istituzioni pubbliche, oltre che la letteratura scientifica sulla diaspora. L’altra vexata questio sollevata dall’ILO che il volume intende approfondire è quella dell’esistenza o meno del lavoro coatto all’interno dei laboratori etnici in cui sia datori di lavoro che addetti sono cinesi. L’argomento è spinoso e richiede quindi un approccio che rifugga da semplificazioni. Per dipanare questa matassa complicata da convenienze, interessi economici, retaggi culturali e complessità anche a livello legislativo, Antonella Ceccagno e Renzo Rastrelli hanno esplorato il mondo dell’economia etnica, le sue dinamiche, e gli assunti impliciti ed espliciti che regolano i rapporti tra datori di lavoro e operai che condividono la nazionalità cinese. Hanno inoltre cercato di mettere in luce i condizionamenti che provengono anche dal contesto, sia sotto forma di esigenze delle ditte finali (prevalentemente italiane) che commissionano le lavorazioni ai cinesi, sia sotto forma di spinte verso una flessibilità esasperata provenienti dalla competizione internazionale e dalla globalizzazione dei mercati. Ne emerge un’inquietante e inaspettata circolarità degli elementi che compongono il puzzle. Reti etniche, ambizioni a fulminee ascese socio-economiche, nuovo ruolo della madrepatria da una parte e committenti esigenti e tolleranza per il lavoro sommerso dall’altra possono spiegare, a diversi livelli, modalità di rapporto lavorativo sicuramente non rispettose della legalità all’interno della nicchia etnica. Questo volume però mette - per la prima volta - in risalto anche il ruolo perverso giocato dalle sanatorie in Italia. Mette in evidenza la vulnerabilità e la ricattabilità dei migranti in occasione delle sanatorie; mostra quanto le sanatorie siano occasione di sopraffazione, illegalità, truffa e addirittura criminalità. Attraverso studi di caso e i risultati di una serie di operazioni dell...

Ombre cinesi? Dinamiche migratorie della diaspora cinese in Italia

CECCAGNO, ANTONELLA;
2008

Abstract

Ombre cinesi? Dinamiche migratorie della diaspora cinese in Italia è frutto di una ricerca e del relativo lavoro sul campo tra i migranti cinesi durati più di un decennio. Gli autori hanno indagato la realtà della diaspora cinese in Italia focalizzando la loro attenzione da un lato sugli insediamenti economici dei migranti cinesi e sui cambiamenti dinamici che la loro presenza induce nelle aree di insediamento, e dall’altro sulle forme che la devianza assume in seno alla comunità diasporica. Nel corso degli anni gli autori hanno sviluppato una riflessione metodologica sui nessi tra immigrazione, illegalità e criminalità per capire – evitando semplificazioni e stereotipi – come e fino a che punto devianza, illegalità e crimine influenzino la vita e il lavoro dei migranti e, di converso, se e come la complessità del fenomeno migratorio possa essa stessa favorire lo sviluppo dell’illegalità. Questo volume nasce dalla collaborazione con l’ILO (International Labour Organization) che ha avviato una ricerca a livello europeo per capire se nelle migrazioni dalla Cina verso l’Europa che hanno avuto luogo a partire dai primi anni Ottanta lo spostamento di esseri umani abbia preso la forma di trafficking o di smuggling, se cioè chi lasciava e lascia la Cina sia da considerarsi vittima di trafficanti che trasportano i migranti contro la loro volontà e per avviarli al lavoro coatto all’interno dei laboratori etnici in Europa oppure se il viaggio sia organizzato e percepito dai migranti come un servizio – pur con tutte le incertezze, le violenze e talvolta addirittura i drammi e i rischi per la vita dei migranti che questi servizi possono comportare. La riflessione su questioni vitali come il trafficking/smuggling, e l’esistenza o meno di una cupola mafiosa o di associazioni onnipotenti in grado di controllare tutta la comunità diasporica in Italia viene sviluppata utilizzando le operazioni di polizia, gli atti di procedimenti giudiziari, le riflessioni di giudici e forze dell’ordine, il ricco materiale costituito dal lavoro sociale con i migranti per conto di istituzioni pubbliche, oltre che la letteratura scientifica sulla diaspora. L’altra vexata questio sollevata dall’ILO che il volume intende approfondire è quella dell’esistenza o meno del lavoro coatto all’interno dei laboratori etnici in cui sia datori di lavoro che addetti sono cinesi. L’argomento è spinoso e richiede quindi un approccio che rifugga da semplificazioni. Per dipanare questa matassa complicata da convenienze, interessi economici, retaggi culturali e complessità anche a livello legislativo, Antonella Ceccagno e Renzo Rastrelli hanno esplorato il mondo dell’economia etnica, le sue dinamiche, e gli assunti impliciti ed espliciti che regolano i rapporti tra datori di lavoro e operai che condividono la nazionalità cinese. Hanno inoltre cercato di mettere in luce i condizionamenti che provengono anche dal contesto, sia sotto forma di esigenze delle ditte finali (prevalentemente italiane) che commissionano le lavorazioni ai cinesi, sia sotto forma di spinte verso una flessibilità esasperata provenienti dalla competizione internazionale e dalla globalizzazione dei mercati. Ne emerge un’inquietante e inaspettata circolarità degli elementi che compongono il puzzle. Reti etniche, ambizioni a fulminee ascese socio-economiche, nuovo ruolo della madrepatria da una parte e committenti esigenti e tolleranza per il lavoro sommerso dall’altra possono spiegare, a diversi livelli, modalità di rapporto lavorativo sicuramente non rispettose della legalità all’interno della nicchia etnica. Questo volume però mette - per la prima volta - in risalto anche il ruolo perverso giocato dalle sanatorie in Italia. Mette in evidenza la vulnerabilità e la ricattabilità dei migranti in occasione delle sanatorie; mostra quanto le sanatorie siano occasione di sopraffazione, illegalità, truffa e addirittura criminalità. Attraverso studi di caso e i risultati di una serie di operazioni dell...
2008
166
9788843047451
A. Ceccagno; R. Rastrelli
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