Il presente report riporta gli esiti dell’indagine condotta nell’ambito del progetto “Osservatorio Nuove Generazioni e Coesione Sociale”, avviatosi a Forlì nel corso del 2017. L’idea della costituzione di tale Osservatorio è nata a partire dalla volontà di approfondire alcune delle questioni emerse durante il percorso di ricerca quadriennale, sviluppatosi tra il 2012 e il 2015, confluito nel report dal titolo “Le seconde generazioni a Forlì. Artefici di futuro nella città che cambia” (2016). Prendendo spunto da alcuni dei risultati di tale ricerca quali-quantitativa si è deciso di partire da due parole-chiave in grado di guidare le prime fasi dell’Osservatorio: complessità e coinvolgimento. La prima fa riferimento alla molteplicità di situazioni e di questioni che riguardano i giovani con alle spalle un background migratorio; la seconda rimanda invece al senso di estraneità che sembra sperimentare nel suo complesso la popolazione giovanile (Mori 2004), con la quale risulta necessario creare e mantenere costanti occasioni di dialogo. Ci pare quindi appropriato rivolgere attenzione ai giovani come categoria generale: questi, al di là della propria biografia individuale – caratterizzata o meno da processi migratori - mostrano molti tratti in comune e sperimentano allo stesso tempo grandi possibilità e rilevanti mancanze, diversi freni e, allo stesso tempo, molte potenzialità. Le difficoltà di interazione con il mondo adulto, sia esso rappresentato concretamente dalla famiglia e da altri adulti significativi facenti parte del microcosmo relazionale del giovane, oppure da quelle istituzioni che, più di altre, esprimono gerarchie e sfere di influenza legate all’adultità (dal mondo scolastico e universitario a quello dell’amministrazione comunale), costituiscono un altro aspetto caratterizzante la quotidianità del mondo giovanile. Per garantire la possibilità di instaurare un canale comunicativo tra questi due mondi si è deciso di adottare fin dalle prime fasi della ricerca un’ottica intra- e inter- generazionale. Questo ci ha oltretutto permesso di dotare il lavoro di quadri cognitivo-culturali il meno possibile auto-referenziali. La volontà di dare parola alle nuove generazioni, mettendole in contatto con le altre, nasce quindi dalla volontà di dare vita ad una riflessione e, se possibile, ad una programmazione di tipo partecipato che possano vedere i più giovani come protagonisti-in-relazione delle dinamiche di interazione e coesione sociale nel territorio in cui vivono. Tramite l’approccio della ricerca-azione (Olivetti Manoukian 2002; Galuppo 2006) ci si è posti l’obiettivo di proporre alla città degli spunti e degli elementi di riflessione, provenienti direttamente dai più giovani entro un confronto con gli adulti, relativi a quelle che sono le sfide che la caratterizzano. L’obiettivo, ambizioso, è quello di creare una piccola piattaforma cittadina in grado di riflettere su quanto emerso nei diversi Laboratori, assimilabili – in prospettiva - a ‘cantieri di cittadinanza’. E in questa piattaforma assume un ruolo centrale anche l’Università, nell’ottica di una Terza missione che, al di là dei classici compiti riconosciuti all’accademia (la didattica e la ricerca), mira ad avere delle ricadute sulla comunità di riferimento.

Lo sguardo dei giovani sulla città: pensare e vivere una comunità

Bozzetti Alessandro;Scarcella Elena
2019

Abstract

Il presente report riporta gli esiti dell’indagine condotta nell’ambito del progetto “Osservatorio Nuove Generazioni e Coesione Sociale”, avviatosi a Forlì nel corso del 2017. L’idea della costituzione di tale Osservatorio è nata a partire dalla volontà di approfondire alcune delle questioni emerse durante il percorso di ricerca quadriennale, sviluppatosi tra il 2012 e il 2015, confluito nel report dal titolo “Le seconde generazioni a Forlì. Artefici di futuro nella città che cambia” (2016). Prendendo spunto da alcuni dei risultati di tale ricerca quali-quantitativa si è deciso di partire da due parole-chiave in grado di guidare le prime fasi dell’Osservatorio: complessità e coinvolgimento. La prima fa riferimento alla molteplicità di situazioni e di questioni che riguardano i giovani con alle spalle un background migratorio; la seconda rimanda invece al senso di estraneità che sembra sperimentare nel suo complesso la popolazione giovanile (Mori 2004), con la quale risulta necessario creare e mantenere costanti occasioni di dialogo. Ci pare quindi appropriato rivolgere attenzione ai giovani come categoria generale: questi, al di là della propria biografia individuale – caratterizzata o meno da processi migratori - mostrano molti tratti in comune e sperimentano allo stesso tempo grandi possibilità e rilevanti mancanze, diversi freni e, allo stesso tempo, molte potenzialità. Le difficoltà di interazione con il mondo adulto, sia esso rappresentato concretamente dalla famiglia e da altri adulti significativi facenti parte del microcosmo relazionale del giovane, oppure da quelle istituzioni che, più di altre, esprimono gerarchie e sfere di influenza legate all’adultità (dal mondo scolastico e universitario a quello dell’amministrazione comunale), costituiscono un altro aspetto caratterizzante la quotidianità del mondo giovanile. Per garantire la possibilità di instaurare un canale comunicativo tra questi due mondi si è deciso di adottare fin dalle prime fasi della ricerca un’ottica intra- e inter- generazionale. Questo ci ha oltretutto permesso di dotare il lavoro di quadri cognitivo-culturali il meno possibile auto-referenziali. La volontà di dare parola alle nuove generazioni, mettendole in contatto con le altre, nasce quindi dalla volontà di dare vita ad una riflessione e, se possibile, ad una programmazione di tipo partecipato che possano vedere i più giovani come protagonisti-in-relazione delle dinamiche di interazione e coesione sociale nel territorio in cui vivono. Tramite l’approccio della ricerca-azione (Olivetti Manoukian 2002; Galuppo 2006) ci si è posti l’obiettivo di proporre alla città degli spunti e degli elementi di riflessione, provenienti direttamente dai più giovani entro un confronto con gli adulti, relativi a quelle che sono le sfide che la caratterizzano. L’obiettivo, ambizioso, è quello di creare una piccola piattaforma cittadina in grado di riflettere su quanto emerso nei diversi Laboratori, assimilabili – in prospettiva - a ‘cantieri di cittadinanza’. E in questa piattaforma assume un ruolo centrale anche l’Università, nell’ottica di una Terza missione che, al di là dei classici compiti riconosciuti all’accademia (la didattica e la ricerca), mira ad avere delle ricadute sulla comunità di riferimento.
Bozzetti Alessandro, De Stefanis Eleonora, Scarcella Elena
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