Se le riflessioni sul perché e per chi si restaura , seguiteranno ad interessare chi ha a cuore la funzione educative del nostro patrimonio, la scelta/necessità di intervenire vuoi per ragioni di solidità, vuoi di mantenimento, vuoi di comunicazione imporrà sempre e comunque la consapevolezza che le nostre azioni sono spesso univoche e talvolta irreversibili, a dispetto delle nostre intenzioni. Il lavorare su e per l’antico, da sempre, obbliga al confronto continuo e consapevole con un universo di casi e situazioni sostanzialmente unici che, come tali, andranno ogni volta compresi e valutati. Le azioni che vengono compiute per la salvaguardia di quello che la storia ci consegna, necessariamente si palesano, hinc et nunc, come atti conclusivi di un ragionamento e risolvono, una volta per tutte, quello che è stato definito, il gioco dei possibili. Secondo Max Weber, esiste un’etica delle intenzioni caratterizzata dal riferimento a dei principi e un’etica delle conseguenze, secondo cui per intraprendere un’azione si deve tenere conto delle sue possibili ripercussioni. Il saggio si focalizza proprio su queste ultime e sui rischi e problemi propri del progetto di restauro in contesti delicati come quello di Pompei e sulla responsabilità che ogni operatore è chiamato ad assumersi di fronte alla evidente fragilità non solo in termini materiali ma anche semantici di beni che "non sono nostri".

Pompei 2017: la responsabilità del fare.

Andrea Ugolini
Writing – Original Draft Preparation
2018

Abstract

Se le riflessioni sul perché e per chi si restaura , seguiteranno ad interessare chi ha a cuore la funzione educative del nostro patrimonio, la scelta/necessità di intervenire vuoi per ragioni di solidità, vuoi di mantenimento, vuoi di comunicazione imporrà sempre e comunque la consapevolezza che le nostre azioni sono spesso univoche e talvolta irreversibili, a dispetto delle nostre intenzioni. Il lavorare su e per l’antico, da sempre, obbliga al confronto continuo e consapevole con un universo di casi e situazioni sostanzialmente unici che, come tali, andranno ogni volta compresi e valutati. Le azioni che vengono compiute per la salvaguardia di quello che la storia ci consegna, necessariamente si palesano, hinc et nunc, come atti conclusivi di un ragionamento e risolvono, una volta per tutte, quello che è stato definito, il gioco dei possibili. Secondo Max Weber, esiste un’etica delle intenzioni caratterizzata dal riferimento a dei principi e un’etica delle conseguenze, secondo cui per intraprendere un’azione si deve tenere conto delle sue possibili ripercussioni. Il saggio si focalizza proprio su queste ultime e sui rischi e problemi propri del progetto di restauro in contesti delicati come quello di Pompei e sulla responsabilità che ogni operatore è chiamato ad assumersi di fronte alla evidente fragilità non solo in termini materiali ma anche semantici di beni che "non sono nostri".
2018
RESTAURANDO POMPEI. Riflessioni a margine del Grande Progetto
373
378
Andrea Ugolini
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