Il volume, progettato dalla curatrice in chiave interdisciplinare, studia e mette a fuoco attraverso ricerche condotte su una gran mole di documenti d'archivio inediti e su fonti manoscritte e a stampa, la vita culturale della corte estense di Modena negli anni 1662-1674. Come la storiografia recente, soprattutto anglosassone (Southorn, 1988; Burke, 1992; Lavin, 1998; Jarrard, 2003), ha rilevato, Modena è nel secolo XVII non solo sede di collezionismo e mecenatismo di altissimo livello, ma anche di oculata politica di autocelebrazione attraverso le arti. Gli anni su cui il libro si concentra sono anni critici, perché contrassegnati dalla reggenza della giovane vedova del duca Alfonso IV. A questa fase e alle sue dinamiche di continuità e discontinuità rispetto all'operato dei predecessori, estremamente rivelatrici, è dedicato il volume. Nipote del cardinal Mazarino andata sposa al futuro duca di Modena Alfonso IV nel 1655, Laura Martinozzi è una figura fino ad ora trascurata dagli studi. L'intenzione del volume è di fare luce sui dodici anni (1662-1674) durante i quali la giovane donna, precocemente vedova, regge per il figlio minorenne il ducato di Modena. Entrata in una famiglia (gli Estensi di Modena) che col suocero Francesco I ha intrapreso un'ambiziosa attività di collezionismo e di mecenatismo dai chiari obiettivi 'politici', proseguita con intelligenza dal marito Alfonso nel corso del breve periodo di regno, Laura è costretta a ridimensionare ogni attività culturale per risanare le finanze dello stato. Gli studi che compongono il volume affrontano il suo mecenatismo, ricco di episodi significativi nonostante le ristrettezze economiche, e declinato dalla Martinozzi ora in termini privati ora in veste di 'duca' di Modena (S. Cavicchioli); concentrano l'attenzione sulla sottile autorappresentazione costituita dallo stemma utilizzato, e modificato, da Laura nel corso della reggenza (G.L. Tusini); studiano la vita musicale a corte, verificandone le dinamiche anche negli anni precedenti e seguenti il ducato della Martinozzi (A. Chiarelli); prendono in esame le ricerche genealogiche accanitamente condotte in quei decenni presso la corte estense e esaminano le testimonianze scritte e figurative delle celebrazioni delle esequie ducali, momento principe per l'espressione dell'ideologia della dinastia (A.R. Venturi). Il saggio biografico (R. Iotti) intende fornire punti di riferimento per la comprensione della protagonista.

Fille de France, dux Mutinae. Studi intorno a Laura Martinozzi d'Este reggente del ducato di Modena (1662-1674)

CAVICCHIOLI, SONIA
2009

Abstract

Il volume, progettato dalla curatrice in chiave interdisciplinare, studia e mette a fuoco attraverso ricerche condotte su una gran mole di documenti d'archivio inediti e su fonti manoscritte e a stampa, la vita culturale della corte estense di Modena negli anni 1662-1674. Come la storiografia recente, soprattutto anglosassone (Southorn, 1988; Burke, 1992; Lavin, 1998; Jarrard, 2003), ha rilevato, Modena è nel secolo XVII non solo sede di collezionismo e mecenatismo di altissimo livello, ma anche di oculata politica di autocelebrazione attraverso le arti. Gli anni su cui il libro si concentra sono anni critici, perché contrassegnati dalla reggenza della giovane vedova del duca Alfonso IV. A questa fase e alle sue dinamiche di continuità e discontinuità rispetto all'operato dei predecessori, estremamente rivelatrici, è dedicato il volume. Nipote del cardinal Mazarino andata sposa al futuro duca di Modena Alfonso IV nel 1655, Laura Martinozzi è una figura fino ad ora trascurata dagli studi. L'intenzione del volume è di fare luce sui dodici anni (1662-1674) durante i quali la giovane donna, precocemente vedova, regge per il figlio minorenne il ducato di Modena. Entrata in una famiglia (gli Estensi di Modena) che col suocero Francesco I ha intrapreso un'ambiziosa attività di collezionismo e di mecenatismo dai chiari obiettivi 'politici', proseguita con intelligenza dal marito Alfonso nel corso del breve periodo di regno, Laura è costretta a ridimensionare ogni attività culturale per risanare le finanze dello stato. Gli studi che compongono il volume affrontano il suo mecenatismo, ricco di episodi significativi nonostante le ristrettezze economiche, e declinato dalla Martinozzi ora in termini privati ora in veste di 'duca' di Modena (S. Cavicchioli); concentrano l'attenzione sulla sottile autorappresentazione costituita dallo stemma utilizzato, e modificato, da Laura nel corso della reggenza (G.L. Tusini); studiano la vita musicale a corte, verificandone le dinamiche anche negli anni precedenti e seguenti il ducato della Martinozzi (A. Chiarelli); prendono in esame le ricerche genealogiche accanitamente condotte in quei decenni presso la corte estense e esaminano le testimonianze scritte e figurative delle celebrazioni delle esequie ducali, momento principe per l'espressione dell'ideologia della dinastia (A.R. Venturi). Il saggio biografico (R. Iotti) intende fornire punti di riferimento per la comprensione della protagonista.
175
9788886251822
S. Cavicchioli
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