Introduzione. La risoluzione di danni epiteliali corneali estesi e persistenti, che inficiano la qualità della visione, richiedono fattori di crescita specifici, presenti nelle lacrime umane, in particolare l’Epidermal Growth Factor (EGF), ed il Trasforming Growth Factor-beta (TGF-β). Alla base di questo, sta il razionale della terapia mediante somministrazione topica di siero autologo, preparato dal siero periferico del paziente stesso. Le patologie corneali che più di frequente si sono avvalse della terapia topica con siero autologo sono presenti in pazienti affetti da Sindrome di Sjogren primaria (SS-I) o secondaria e Graft Versus Host Disease (GVHD), due affezioni che inducono secchezza degli epiteli, da cui può svilupparsi una cheratopatia puntata, con erosioni medie e gravi persistenti della cornea E’ stato di recente proposto l’uso di preparati derivati dal siero di sangue cordonale per la cura dell’occhio secco di grado severo, basandosi sulla presenza anche in questo siero di fattori di crescita, fattori neurotrofici e i componenti essenziali delle lacrime. Scopo del presente lavoro è confrontare le concentrazioni di EGF e TGF-b nel siero e nel plasma di pazienti possibili candidati alla terapia topica, vs siero e plasma cordonali. Metodi EGF e TGFb sono stati determinati utilizzando kit ELISA (Quantikine R&D System, Minneapolis, MN, USA) nei seguenti campioni: 1. plasma e siero di pazienti SS-I (8 pazienti) e GVHD (8 pazienti); 2. Plasma e siero di sangue cordonale (4 unità) sia appena prelevato che dopo stoccaggio di 6 mesi a – 80°C (periodo finestra per l’effettuazione degli esami infettivologici); 3. prove pilota di preparato topico ottenuto per filtrazione dal siero dei pazienti o dal siero cordonale dopo il periodo finestra di 6 mesi a –80°C. I dati sono stati analizzati statisticamente applicando Mann-Whitney test, significatività p< 0.05. Risultati . I dati ottenuti sono raccolti nella tabella. In tutti i campioni i fattori di crescita analizzati sono risultati in maggior concentrazione nel siero rispetto al plasma (p sempre < 0.05). In particolare, il siero cordonale ha evidenziato concentrazioni da tre a dieci volte superiori al plasma e significativamente superiori rispetto al siero dei pazienti. Il preparato topico mantiene inalterati le concentrazioni anche dopo stoccaggio. Discussione e commento. Il siero da sangue cordonale appare un promettente emoderivato da cui ottenere preparati topici per la cura di epiteliopatie severe, stabili in efficacia anche dopo stoccaggio e filtrazione. Il preparato ottenuto presenta notevoli vantaggi rispetto all’autosiero terapia in quanto: a. non richiede il prelievo di sangue da pazienti in condizioni di salute compromessa; b. può essere ottenuto in quantità concettualmente illimitata; c. contiene concentrazioni significativamente superiori di fattori di crescita necessari alla riepitelizzazione; d. è sicuro in quanto controllato dopo periodo finestra; e. contrariamente al siero dei pazienti non contiene citokine pro-infiammatorie.

PREPARATO TOPICO DA SIERO CORDONALE PER LA TERAPIA DI DIFETTI EPITELIALI CORNEALI PERSISTENTI SIMTI

BUZZI, MARINA;VERSURA, PIERA;COSLOVI, CHIARA;CAMPOS, EMILIO;BONTADINI, ANDREA
2008

Abstract

Introduzione. La risoluzione di danni epiteliali corneali estesi e persistenti, che inficiano la qualità della visione, richiedono fattori di crescita specifici, presenti nelle lacrime umane, in particolare l’Epidermal Growth Factor (EGF), ed il Trasforming Growth Factor-beta (TGF-β). Alla base di questo, sta il razionale della terapia mediante somministrazione topica di siero autologo, preparato dal siero periferico del paziente stesso. Le patologie corneali che più di frequente si sono avvalse della terapia topica con siero autologo sono presenti in pazienti affetti da Sindrome di Sjogren primaria (SS-I) o secondaria e Graft Versus Host Disease (GVHD), due affezioni che inducono secchezza degli epiteli, da cui può svilupparsi una cheratopatia puntata, con erosioni medie e gravi persistenti della cornea E’ stato di recente proposto l’uso di preparati derivati dal siero di sangue cordonale per la cura dell’occhio secco di grado severo, basandosi sulla presenza anche in questo siero di fattori di crescita, fattori neurotrofici e i componenti essenziali delle lacrime. Scopo del presente lavoro è confrontare le concentrazioni di EGF e TGF-b nel siero e nel plasma di pazienti possibili candidati alla terapia topica, vs siero e plasma cordonali. Metodi EGF e TGFb sono stati determinati utilizzando kit ELISA (Quantikine R&D System, Minneapolis, MN, USA) nei seguenti campioni: 1. plasma e siero di pazienti SS-I (8 pazienti) e GVHD (8 pazienti); 2. Plasma e siero di sangue cordonale (4 unità) sia appena prelevato che dopo stoccaggio di 6 mesi a – 80°C (periodo finestra per l’effettuazione degli esami infettivologici); 3. prove pilota di preparato topico ottenuto per filtrazione dal siero dei pazienti o dal siero cordonale dopo il periodo finestra di 6 mesi a –80°C. I dati sono stati analizzati statisticamente applicando Mann-Whitney test, significatività p< 0.05. Risultati . I dati ottenuti sono raccolti nella tabella. In tutti i campioni i fattori di crescita analizzati sono risultati in maggior concentrazione nel siero rispetto al plasma (p sempre < 0.05). In particolare, il siero cordonale ha evidenziato concentrazioni da tre a dieci volte superiori al plasma e significativamente superiori rispetto al siero dei pazienti. Il preparato topico mantiene inalterati le concentrazioni anche dopo stoccaggio. Discussione e commento. Il siero da sangue cordonale appare un promettente emoderivato da cui ottenere preparati topici per la cura di epiteliopatie severe, stabili in efficacia anche dopo stoccaggio e filtrazione. Il preparato ottenuto presenta notevoli vantaggi rispetto all’autosiero terapia in quanto: a. non richiede il prelievo di sangue da pazienti in condizioni di salute compromessa; b. può essere ottenuto in quantità concettualmente illimitata; c. contiene concentrazioni significativamente superiori di fattori di crescita necessari alla riepitelizzazione; d. è sicuro in quanto controllato dopo periodo finestra; e. contrariamente al siero dei pazienti non contiene citokine pro-infiammatorie.
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Buzzi M.; Versura P.; Vaselli C.; Coslovi C.; Terzi A.; Campos E.C.; Bontadini A.
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