Margherita Zoebeli sosteneva che educare fosse un termine molto “delicato”. Nei suoi rari interventi pubblici (perlopiù, colloqui e interviste), troviamo chiara consapevolezza della differenza che corre tra "insegnare", per fornire gli strumenti dell’autonomia, e "istruire", per costringere in un modello confacente al gruppo. È proprio su questo spartiacque, di valore anche politico, che si misura la novità del Centro educativo italo-svizzero di Rimini, nell’Italia del secondo dopoguerra.

Margherita Zöbeli e il CEIS di Rimini

Carlo De Maria
2015

Abstract

Margherita Zoebeli sosteneva che educare fosse un termine molto “delicato”. Nei suoi rari interventi pubblici (perlopiù, colloqui e interviste), troviamo chiara consapevolezza della differenza che corre tra "insegnare", per fornire gli strumenti dell’autonomia, e "istruire", per costringere in un modello confacente al gruppo. È proprio su questo spartiacque, di valore anche politico, che si misura la novità del Centro educativo italo-svizzero di Rimini, nell’Italia del secondo dopoguerra.
2015
Gli anarchici e l’autoformazione. Educazione e libertà in Italia nel secondo dopoguerra
109
125
Carlo De Maria
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/690155
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