La mobilità individuale nelle organizzazioni e nei settori delle attività economiche costituisce da tempo un oggetto privilegiato della ricerca sociale. Mercati interni ed esterni del lavoro, contrattazione primaria e secondaria, politiche del personale e delle risorse umane, ruolo dei sindacati rappresentano soltanto alcuni dei terreni e degli ambiti in cui il tema della mobilità degli individui è stato di volta in volta tematizzato e indagato. Anche a seconda dei principali interessi di ricerca, tali tematizzazioni hanno privilegiato, implicitamente o esplicitamente, letture dei comportamenti individuali riconducibili ad impostazioni centrate sulla concezione dell’attore auto-interessato e preminentemente propenso alla massimizzazione della propria utilità oppure a visioni macro-strutturalì in cui tale comportamento veniva sostanzialmente desunto dalle relazioni e dai rapporti di forza tra attori collettivi (imprese, sindacato, stato, etc.), e così via. La prospettiva di ricerca, pur facendo tesoro delle acquisizioni e degli elementi di conoscenza prodotti a partire da tali punti di approcci, si iscrive nel quadro che, in termini estremamente sintetici, possiamo definire di sociologia istituzionalista e pragmatica. Come è noto, il termine istituzionalismo ricopre diversi significati nelle scienze sociali, anche a seconda dei differenti ambiti disciplinari in cui è utilizzato. Tuttavia è possibile scorgere almeno un elemento di fondo, trasversalmente presente nelle pur differenziate interpretazioni di questo stesso concetto, che costituisce in effetti il nucleo dell’impianto interpretativo del nostro lavoro di ricerca. Esso insiste sull’idea che, lungi dal presentarsi dicotomicamente separate ed opposte nell’interazione sociale, la dimensione della razionalità e quella normativa in realtà interagiscono costitutivamente; e che, pertanto, compito dell’analisi sociologica è proprio quello di cogliere le modalità con cui tale interazione avviene, si struttura, si modifica.

mobilità e transizioni nei mecati del lavoro locali

LA ROSA, MICHELE
2005

Abstract

La mobilità individuale nelle organizzazioni e nei settori delle attività economiche costituisce da tempo un oggetto privilegiato della ricerca sociale. Mercati interni ed esterni del lavoro, contrattazione primaria e secondaria, politiche del personale e delle risorse umane, ruolo dei sindacati rappresentano soltanto alcuni dei terreni e degli ambiti in cui il tema della mobilità degli individui è stato di volta in volta tematizzato e indagato. Anche a seconda dei principali interessi di ricerca, tali tematizzazioni hanno privilegiato, implicitamente o esplicitamente, letture dei comportamenti individuali riconducibili ad impostazioni centrate sulla concezione dell’attore auto-interessato e preminentemente propenso alla massimizzazione della propria utilità oppure a visioni macro-strutturalì in cui tale comportamento veniva sostanzialmente desunto dalle relazioni e dai rapporti di forza tra attori collettivi (imprese, sindacato, stato, etc.), e così via. La prospettiva di ricerca, pur facendo tesoro delle acquisizioni e degli elementi di conoscenza prodotti a partire da tali punti di approcci, si iscrive nel quadro che, in termini estremamente sintetici, possiamo definire di sociologia istituzionalista e pragmatica. Come è noto, il termine istituzionalismo ricopre diversi significati nelle scienze sociali, anche a seconda dei differenti ambiti disciplinari in cui è utilizzato. Tuttavia è possibile scorgere almeno un elemento di fondo, trasversalmente presente nelle pur differenziate interpretazioni di questo stesso concetto, che costituisce in effetti il nucleo dell’impianto interpretativo del nostro lavoro di ricerca. Esso insiste sull’idea che, lungi dal presentarsi dicotomicamente separate ed opposte nell’interazione sociale, la dimensione della razionalità e quella normativa in realtà interagiscono costitutivamente; e che, pertanto, compito dell’analisi sociologica è proprio quello di cogliere le modalità con cui tale interazione avviene, si struttura, si modifica.
M.Colasanto; Michele La Rosa responsabile locale Unità di Bologna
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