Le sfide che riguardano il restauro dei materiali dell’architettura moderna sono molteplici. Esse sono riconducibili principalmente all’uso, soprattutto nella prima metà del Novecento, di materiali e tecnologie nuove rispetto alla tradizione costruttiva e spesso sperimentali. Particolarmente problematico è intervenire sui materiali ‘cementizi’, cioè su quei materiali ottenuti grazie all’utilizzo di leganti idraulici di varia natura, quali cemento Portland, cemento romano, calci idrauliche e altre tipologie di leganti che furono il frutto di un’epoca di forte sperimentazione e innovazione in molti Paesi europei. Tali materiali cementizi possono essere distinti in calcestruzzi armati, intonaci (soprattutto decorativi o ‘pierre-simili’, cioè ad imitazione della pietra) e pietre artificiali (anche dette malte cementizie e cementi decorativi). Il degrado di questi materiali cementizi può in parte differenziarsi da quello dei materiali tradizionali, ma in ogni caso la sua comprensione richiede la conoscenza della loro formulazione e delle loro caratteristiche. Questo aspetto è tutt’altro che banale, sia per la scarsa attenzione prestata fino ad oggi ai materiali dell’architettura moderna, che di conseguenza sono stati oggetto di limitate campagne diagnostiche, sia per la segretezza che caratterizzava le formulazioni e le tecnologie applicative originali, che venivano gelosamente custodite come ‘segreti di bottega’ dagli artigiani che ne facevano uso. Identificare la natura e le proprietà dei materiali cementizi della prima metà del ‘900 costituisce quindi una necessità urgente per comprenderne i meccanismi di degrado e, soprattutto, per delineare opportune strategie di restauro.
Franzoni elisa (2018). Conoscere le patologie di degrado dei materiali dell'architettura moderna. I materiali cementizi della prima metà del '900. Firenze : Nardini Editore.
Conoscere le patologie di degrado dei materiali dell'architettura moderna. I materiali cementizi della prima metà del '900
Franzoni elisa
2018
Abstract
Le sfide che riguardano il restauro dei materiali dell’architettura moderna sono molteplici. Esse sono riconducibili principalmente all’uso, soprattutto nella prima metà del Novecento, di materiali e tecnologie nuove rispetto alla tradizione costruttiva e spesso sperimentali. Particolarmente problematico è intervenire sui materiali ‘cementizi’, cioè su quei materiali ottenuti grazie all’utilizzo di leganti idraulici di varia natura, quali cemento Portland, cemento romano, calci idrauliche e altre tipologie di leganti che furono il frutto di un’epoca di forte sperimentazione e innovazione in molti Paesi europei. Tali materiali cementizi possono essere distinti in calcestruzzi armati, intonaci (soprattutto decorativi o ‘pierre-simili’, cioè ad imitazione della pietra) e pietre artificiali (anche dette malte cementizie e cementi decorativi). Il degrado di questi materiali cementizi può in parte differenziarsi da quello dei materiali tradizionali, ma in ogni caso la sua comprensione richiede la conoscenza della loro formulazione e delle loro caratteristiche. Questo aspetto è tutt’altro che banale, sia per la scarsa attenzione prestata fino ad oggi ai materiali dell’architettura moderna, che di conseguenza sono stati oggetto di limitate campagne diagnostiche, sia per la segretezza che caratterizzava le formulazioni e le tecnologie applicative originali, che venivano gelosamente custodite come ‘segreti di bottega’ dagli artigiani che ne facevano uso. Identificare la natura e le proprietà dei materiali cementizi della prima metà del ‘900 costituisce quindi una necessità urgente per comprenderne i meccanismi di degrado e, soprattutto, per delineare opportune strategie di restauro.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.