Il contributo analizza in una prospettiva “geo-letteraria”, sensibile ai rapporti tra circostanze geografiche e storiche, riflessioni filosofico-estetiche e scelte contenutistiche e stilistiche, i principali problemi posti dallo studio del tema del “paesaggio” nell’opera in versi e in prosa di Andrea Zanzotto. Il saggio si pone come prosecuzione e approfondimento teorico di un'analisi avviata con lo studio: F. Carbognin, «Luogo preso in parola», in AA.VV., "Nel «melograno di lingue». Plurilinguismo e traduzione in Andrea Zanzotto", Atti del Convegno Internazionale (Université de Lorraine, Nancy, 13 –14 novembre 2014), a cura di G. Bongiorno e L. Toppan, Firenze, Florence University Press (collana “Moderna/Comparata”), 2018, pp. 97-134 [ISBN: 978-88-6453-628-6], dei cui rilievi si avvale per approfondire le relazioni tra toponimi e loro valore metaforico nell'opera zanzottiana. Individuate le principali “realtà paesaggistiche” rappresentate liricamente da Zanzotto (Prealpi trevigiane, Valmareno, colline estese tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, pianura di Pieve di Soligo e Comuni limitrofi, Montello), lo studio dimostra come nei versi esse si prestino all’espressione metaforica di contenuti ad alto tenore concettuale e metapoetico, permanendo, nei versi, profondamente caratterizzate non soltanto sotto il profilo toponomastico, ma anche sotto quello culturale e geo-storico.

«Scorci di Lorna» nei versi di Zanzotto

Francesco Carbognin
2018

Abstract

Il contributo analizza in una prospettiva “geo-letteraria”, sensibile ai rapporti tra circostanze geografiche e storiche, riflessioni filosofico-estetiche e scelte contenutistiche e stilistiche, i principali problemi posti dallo studio del tema del “paesaggio” nell’opera in versi e in prosa di Andrea Zanzotto. Il saggio si pone come prosecuzione e approfondimento teorico di un'analisi avviata con lo studio: F. Carbognin, «Luogo preso in parola», in AA.VV., "Nel «melograno di lingue». Plurilinguismo e traduzione in Andrea Zanzotto", Atti del Convegno Internazionale (Université de Lorraine, Nancy, 13 –14 novembre 2014), a cura di G. Bongiorno e L. Toppan, Firenze, Florence University Press (collana “Moderna/Comparata”), 2018, pp. 97-134 [ISBN: 978-88-6453-628-6], dei cui rilievi si avvale per approfondire le relazioni tra toponimi e loro valore metaforico nell'opera zanzottiana. Individuate le principali “realtà paesaggistiche” rappresentate liricamente da Zanzotto (Prealpi trevigiane, Valmareno, colline estese tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, pianura di Pieve di Soligo e Comuni limitrofi, Montello), lo studio dimostra come nei versi esse si prestino all’espressione metaforica di contenuti ad alto tenore concettuale e metapoetico, permanendo, nei versi, profondamente caratterizzate non soltanto sotto il profilo toponomastico, ma anche sotto quello culturale e geo-storico.
Andrea Zanzotto, la natura, l'idioma
23
55
Francesco Carbognin
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