Attraverso l’attenta analisi di tre opere letterarie del terzo millennio (La strada di Cormack McCarthy, La morte del padre di Karl Ove Knausgård e Geologia di un padre di Valerio Magrelli), si tenta di verificare in questo saggio se ancora abbia qualche pertinenza l’affermazione di Sigmund Freud seconda la quale la morte del padre segnerebbe il giorno più importante nella vita di un uomo. Dopo un lungo tramonto che secondo Luigi Zoja sarebbe cominciato addirittura con la caduta dell’Impero Romano, e in seguito a un’ormai definitiva sua «evaporazione» – per rubare un icastico lessema a Jacques Lacan – situabile attorno al Sessantotto e alle contestazioni antiautoritarie che quella simbolica cifra implica, la figura del padre avrebbe preso congedo dal nostro immaginario. Eppure, come dichiara Freud in Totem e tabù, «morto, il padre divenne più forte di quanto fosse stato da vivo»: l’aforisma sembrerebbe non aver perso nulla della sua attualità, persino in un ventunesimo secolo che pareva ormai non solo poter fare a meno, ma addirittura essersi dimenticato del padre come originaria incarnazione del Super-io di ogni soggetto umano. In queste tre opere, diversissime tra loro, e scelte tra le moltissime possibili senza il minimo intento dimostrativo, il padre scomparso assume il sembiante di un fantasma di ineludibile potenza e finisce per evocare la dimensione del sacro.

Accendendo un fuoco: tre padri letterari del terzo millennio.

Ferdinando Amigoni
2018

Abstract

Attraverso l’attenta analisi di tre opere letterarie del terzo millennio (La strada di Cormack McCarthy, La morte del padre di Karl Ove Knausgård e Geologia di un padre di Valerio Magrelli), si tenta di verificare in questo saggio se ancora abbia qualche pertinenza l’affermazione di Sigmund Freud seconda la quale la morte del padre segnerebbe il giorno più importante nella vita di un uomo. Dopo un lungo tramonto che secondo Luigi Zoja sarebbe cominciato addirittura con la caduta dell’Impero Romano, e in seguito a un’ormai definitiva sua «evaporazione» – per rubare un icastico lessema a Jacques Lacan – situabile attorno al Sessantotto e alle contestazioni antiautoritarie che quella simbolica cifra implica, la figura del padre avrebbe preso congedo dal nostro immaginario. Eppure, come dichiara Freud in Totem e tabù, «morto, il padre divenne più forte di quanto fosse stato da vivo»: l’aforisma sembrerebbe non aver perso nulla della sua attualità, persino in un ventunesimo secolo che pareva ormai non solo poter fare a meno, ma addirittura essersi dimenticato del padre come originaria incarnazione del Super-io di ogni soggetto umano. In queste tre opere, diversissime tra loro, e scelte tra le moltissime possibili senza il minimo intento dimostrativo, il padre scomparso assume il sembiante di un fantasma di ineludibile potenza e finisce per evocare la dimensione del sacro.
La psicoterapia psicoanalitica per l'infanzia e l'adolescenza nei contesti socio-culturali attuali.
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Ferdinando Amigoni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/642787
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