Beauty, liveability and safety are the core concept at the basis of this initiative. The beauty of the many hamlets, “Borghi”, sparse all over Italy, from north to south, where history emerges from the walls and breathtaking landscapes mark the identity of each Italian region. Liveability of these hamlets, which, after the shrinking started in the 50s, are now repopulated with bed&breakfasts, Albergo Diffuso etc. These are a sum of interventions that aim to make the beauty and liveability of the village available for a wide number of people, as well as to recreate a live society for other inhabitants. Safety, that appeared to be lacking in these places, as emerged during the last few years, when several earthquakes exacted a toll from the inhabitants and the buildings, especially minor architectures already deserted in many Regions. Safety as one of the goals to reach with a project that aims to relaunch and endorse the villages, through knowledge and appreciation. From these concepts, the project Borghi of Italy - #NO(F)EARTHQUAKE – linked to this Biennale Architettura 2018’s title Freespace – was developed, proposing the creation of free and safe spaces where everybody, starting from the inhabitants, can feel free from the fear of the earthquake. Borghi of Italy, also, as a possible future propulsion engine to push the development of the country through the careful and intelligent application of old and new technologies. It is possible to both enhance the historical value and unique architectural characteristics of these places, and to free them from those insecurities that arose from the late seismic events. A sensible and intelligent approach would allow not only to create awareness on the themes of conservation through maintenance and improvement of the existing structures, but would as well prevent the need of forced reconstruction that unavoidably end up cancelling the memory of the past. The curators, who worked on the effects of the earthquake on the architectural heritage, aimed at narrating how, during the last forty years, the inhabitants of the many villages affected became a propulsive force to react to the destructive events these hamlets experienced. These are stories of recovery, where the identity of the people passed through the conservation and restoration of the built environment, which was made more beautiful, liveable and safe than before.

Bellezza, vivibilità, sicurezza: sono queste le parole d’ordine dalle quali si è voluti partire, quando si è immaginato di organizzare questa iniziativa. La bellezza è quella dei borghi che costellano l’Italia, numerosissimi, diffusi sull’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, nei quali il senso della storia trasuda dai muri in un ambiente piacevole per panorami, ambiente, tradizioni culturali e culinarie. La vivibilità è quella di quegli stessi borghi, che si sono spopolati dal secondo dopoguerra ad oggi ma che spesso sono oggetto di interventi di rivitalizzazione, con l’inserimento di strutture ricettive “leggere”, bed&breakfast ricavati nelle antiche dimore, Alberghi diffusi etc., tutti interventi mirati a rendere quella vivibilità e quella bellezza disponibili al numero più ampio possibile di fruitori. La sicurezza è quella che, in questi anni caratterizzati da importanti eventi sismici che hanno interessato molte regioni, si è mostrata come completamente assente, in un’edilizia già di per sé minore, compromessa dalle manomissioni e dall’abbandono; e, dunque, come uno degli obiettivi da raggiungere, in una prospettiva di rilancio e di vera valorizzazione degli stessi, valorizzazione fatta di conservazione, certo, ma anche di conoscenza e di fruizione. Da queste parole si è collegato il tema lanciato dalle curatrici di questa Biennale Architettura Freespace a Borghi of Italy - #NO(F)EARTHQUAKE, pensando a uno spazio libero e sicuro, in cui tutti, in primis i residenti, si sentano “liberi” dalla paura del terremoto. I Borghi of Italy, dunque, come futuro – possibile – motore di sviluppo di un Paese che sia anche in grado di liberarsi dalla paura del terremoto, in una prospettiva nella quale, agendo con cura e intelligenza ed utilizzando quello che le tecnologie mettono a disposizione – ma nel pieno rispetto dell’eredità storica e tipologica che tali borghi testimoniano – sarà possibile anche rendere quei magnifici luoghi liberi dalla paura di abitarci e da quella insicurezza che le testimonianze dei recenti eventi sismici ci trasmettono inconsapevolmente. L’idea è anche quella di sensibilizzare la società sul tema del conservare in sicurezza i borghi del nostro Paese, con azioni di prevenzione e messa in sicurezza del costruito storico. I curatori, tutti studiosi di problemi connessi agli effetti del terremoto sul patrimonio storico costruito, hanno voluto raccontare, attraverso alcune storie, dotate ciascuna di un proprio carattere di esemplarità, come negli ultimi 40 anni, in varie circostanze relazionate ai numerosi terremoti che si sono verificati nel nostro Paese, cittadini e luoghi abbiano saputo reagire o stiano reagendo agli eventi distruttivi che i loro borghi hanno vissuto. Storie di recupero della propria identità attraverso il recupero dell’ambiente costruito, che hanno restituito questi gioielli più belli, più sicuri e più accoglienti di prima.

Borghi of Italy - #NO(F)EARTHQUAKE. Evento Collaterale della 16. Mostra Internazionale di Architettura - La Biennale di Venezia

M. Pretelli;P. Faccio;M. Savoia;G. Favaretto;
2018

Abstract

Bellezza, vivibilità, sicurezza: sono queste le parole d’ordine dalle quali si è voluti partire, quando si è immaginato di organizzare questa iniziativa. La bellezza è quella dei borghi che costellano l’Italia, numerosissimi, diffusi sull’intero territorio nazionale, da Nord a Sud, nei quali il senso della storia trasuda dai muri in un ambiente piacevole per panorami, ambiente, tradizioni culturali e culinarie. La vivibilità è quella di quegli stessi borghi, che si sono spopolati dal secondo dopoguerra ad oggi ma che spesso sono oggetto di interventi di rivitalizzazione, con l’inserimento di strutture ricettive “leggere”, bed&breakfast ricavati nelle antiche dimore, Alberghi diffusi etc., tutti interventi mirati a rendere quella vivibilità e quella bellezza disponibili al numero più ampio possibile di fruitori. La sicurezza è quella che, in questi anni caratterizzati da importanti eventi sismici che hanno interessato molte regioni, si è mostrata come completamente assente, in un’edilizia già di per sé minore, compromessa dalle manomissioni e dall’abbandono; e, dunque, come uno degli obiettivi da raggiungere, in una prospettiva di rilancio e di vera valorizzazione degli stessi, valorizzazione fatta di conservazione, certo, ma anche di conoscenza e di fruizione. Da queste parole si è collegato il tema lanciato dalle curatrici di questa Biennale Architettura Freespace a Borghi of Italy - #NO(F)EARTHQUAKE, pensando a uno spazio libero e sicuro, in cui tutti, in primis i residenti, si sentano “liberi” dalla paura del terremoto. I Borghi of Italy, dunque, come futuro – possibile – motore di sviluppo di un Paese che sia anche in grado di liberarsi dalla paura del terremoto, in una prospettiva nella quale, agendo con cura e intelligenza ed utilizzando quello che le tecnologie mettono a disposizione – ma nel pieno rispetto dell’eredità storica e tipologica che tali borghi testimoniano – sarà possibile anche rendere quei magnifici luoghi liberi dalla paura di abitarci e da quella insicurezza che le testimonianze dei recenti eventi sismici ci trasmettono inconsapevolmente. L’idea è anche quella di sensibilizzare la società sul tema del conservare in sicurezza i borghi del nostro Paese, con azioni di prevenzione e messa in sicurezza del costruito storico. I curatori, tutti studiosi di problemi connessi agli effetti del terremoto sul patrimonio storico costruito, hanno voluto raccontare, attraverso alcune storie, dotate ciascuna di un proprio carattere di esemplarità, come negli ultimi 40 anni, in varie circostanze relazionate ai numerosi terremoti che si sono verificati nel nostro Paese, cittadini e luoghi abbiano saputo reagire o stiano reagendo agli eventi distruttivi che i loro borghi hanno vissuto. Storie di recupero della propria identità attraverso il recupero dell’ambiente costruito, che hanno restituito questi gioielli più belli, più sicuri e più accoglienti di prima.
M. Pretelli; P. Faccio; A. Saetta; M. Savoia; N. Saggio; F. Pons; M. Moratello; M. Bertolini; E. Antonutti; G. Favaretto; I. Zamboni; E. Moriconi; F. D'Orilia; P. Campagnoli; F. Bigiotti; F. Palombini; P. Pessolano; A. Silvestri; F. Di Bernardo; A. Buzzacchi; A. Decaro; F. Primi; U. Forte; M. Miorelli
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