Il volume analizza, dal punto di vista pedagogico, la figura e l’opera di Simone de Beauvoir, una donna speciale – intellettuale, saggista, scrittrice, femminista, filosofa... – che ha attraversato un secolo complicato, due guerre mondiali, un’esaltante dopoguerra; che è stata la compagna di una vita di J.-P. Sartre; che ha compiuto viaggi di approfondimento politico; che ha molto letto, molto scritto, molto pensato. Una donna speciale e scomoda: autrice di saggistica pre-femminista, vedi il Secondo sesso, che ha profondamente scosso le coscienze del secolo; intellettuale impegnata, con tutte le asperità che questo può comportare; romanziera prolifica e sperimentatrice; amante anticonformista, sempre legata ad un uomo e mai avvinta ad esso; pensatrice laica e controcorrente; viaggiatrice curiosa; giornalista dalla prosa lucida e coinvolgente. Soprattutto, una donna scrittrice, che scrive parole pesanti – sulla relazione tra i sessi, sulla politica, sul colonialismo, sull’impegno esistenziale - che le valgono la riprovazione pubblica ai suoi tempi e, cosa abbastanza sorprendente, forse anche ai nostri. I suoi volumi meritano, invece, di sopravvivere alla dissimulata condanna di cui sono oggetto (e di cui è oggetto, presumibilmente, lei stessa), meritano di essere letti e discussi. Occorre contestualizzarli, certo, problematizzarli, sottoporli a critica: ma dopo averli conosciuti. C’è stata una generazione di lettori e lettrici, forse due, che ha amato de Beauvoir e i suoi scritti, e l’ha considerata un patrimonio comune per tutti quelli che sarebbero venuti. Così non è stato; al di là della sua definizione pluri-citata “Donne non si nasce, si diventa” sembra che, almeno in Italia, negli ultimi decenni de Beauvoir sia stata data per scontata, e che lentamente sia rimasta sullo sfondo culturale. In occasione del centenario della nascita, il testo di Leonelli riavvicina de Beauvoir e la rende nuovamente s-oggetto di discorso. In particolare si concentra sul corpus autobiografico dell'Autrice, che consente di seguire la storia di una donna vissuta a Parigi dal 1908 al 1986; e che permette di percepire le plurali dimensioni di una formazione al femminile nel Novecento, meglio: la storia della costruzione di un’identità personale, con i suoi condizionamenti (bio-psicologici, sociali, culturali, ecc.), le coincidenze, gli errori, le aperture, le occasioni mancate, i casi della vita. La ricchezza delle annotazioni e la loro precisione (nonché la possibilità di reperire riscontri) rendono questa lettura un’occasione incomparabile per capire un percorso esistenziale che è certamente singolo, personale e non generalizzabile e, allo stesso tempo, espressione di un contesto condiviso e come tale comune a molti altri soggetti. Con una particolarità, appunto: di volume in volume, de Beauvoir passa dal piano individuale a quello plurale; dalla sua vicenda personale – ragazza perbene costretta da travagli economici familiari ad intraprendere il mestiere di insegnante – allarga lo sguardo fino a comprendere l’intero pianeta. In altre parole, transita “dal singolare al plurale”. La scrittrice “inizia da sé”, studia i propri condizionamenti, li guarda lucidamente, opera per superarli, prima quelli legati alla nascita nella classe borghese, poi quelli connessi all’essere di sesso femminile. A questo punto allarga lo sguardo e applica il medesimo procedimento epistemologico a favore di alcuni gruppi di persone con “dati di fatto” erroneamente trasformati dalla società in giudizi di valore… al negativo. Quali gruppi? I vecchi, gli indigenti, gli schiavi dell’America del Sud, le popolazioni oppresse dal colonialismo, con un occhio di riguardo alle donne, al “secondo sesso”, a chi presenta come “dato di fatto” un aspetto biologico che la società vorrebbe trasformare in destino identitario. L'opera autobiografica di S. de Beauvoir fa emergere tre temi cruciali al femminile: l’educazione, lo spazio per sé, l’indipendenza economica. Sono cor...

Dal singolare al plurale. Simone de Beauvoir e l’autobiografia al femminile come percorso di formazione

LEONELLI, SILVIA
2008

Abstract

Il volume analizza, dal punto di vista pedagogico, la figura e l’opera di Simone de Beauvoir, una donna speciale – intellettuale, saggista, scrittrice, femminista, filosofa... – che ha attraversato un secolo complicato, due guerre mondiali, un’esaltante dopoguerra; che è stata la compagna di una vita di J.-P. Sartre; che ha compiuto viaggi di approfondimento politico; che ha molto letto, molto scritto, molto pensato. Una donna speciale e scomoda: autrice di saggistica pre-femminista, vedi il Secondo sesso, che ha profondamente scosso le coscienze del secolo; intellettuale impegnata, con tutte le asperità che questo può comportare; romanziera prolifica e sperimentatrice; amante anticonformista, sempre legata ad un uomo e mai avvinta ad esso; pensatrice laica e controcorrente; viaggiatrice curiosa; giornalista dalla prosa lucida e coinvolgente. Soprattutto, una donna scrittrice, che scrive parole pesanti – sulla relazione tra i sessi, sulla politica, sul colonialismo, sull’impegno esistenziale - che le valgono la riprovazione pubblica ai suoi tempi e, cosa abbastanza sorprendente, forse anche ai nostri. I suoi volumi meritano, invece, di sopravvivere alla dissimulata condanna di cui sono oggetto (e di cui è oggetto, presumibilmente, lei stessa), meritano di essere letti e discussi. Occorre contestualizzarli, certo, problematizzarli, sottoporli a critica: ma dopo averli conosciuti. C’è stata una generazione di lettori e lettrici, forse due, che ha amato de Beauvoir e i suoi scritti, e l’ha considerata un patrimonio comune per tutti quelli che sarebbero venuti. Così non è stato; al di là della sua definizione pluri-citata “Donne non si nasce, si diventa” sembra che, almeno in Italia, negli ultimi decenni de Beauvoir sia stata data per scontata, e che lentamente sia rimasta sullo sfondo culturale. In occasione del centenario della nascita, il testo di Leonelli riavvicina de Beauvoir e la rende nuovamente s-oggetto di discorso. In particolare si concentra sul corpus autobiografico dell'Autrice, che consente di seguire la storia di una donna vissuta a Parigi dal 1908 al 1986; e che permette di percepire le plurali dimensioni di una formazione al femminile nel Novecento, meglio: la storia della costruzione di un’identità personale, con i suoi condizionamenti (bio-psicologici, sociali, culturali, ecc.), le coincidenze, gli errori, le aperture, le occasioni mancate, i casi della vita. La ricchezza delle annotazioni e la loro precisione (nonché la possibilità di reperire riscontri) rendono questa lettura un’occasione incomparabile per capire un percorso esistenziale che è certamente singolo, personale e non generalizzabile e, allo stesso tempo, espressione di un contesto condiviso e come tale comune a molti altri soggetti. Con una particolarità, appunto: di volume in volume, de Beauvoir passa dal piano individuale a quello plurale; dalla sua vicenda personale – ragazza perbene costretta da travagli economici familiari ad intraprendere il mestiere di insegnante – allarga lo sguardo fino a comprendere l’intero pianeta. In altre parole, transita “dal singolare al plurale”. La scrittrice “inizia da sé”, studia i propri condizionamenti, li guarda lucidamente, opera per superarli, prima quelli legati alla nascita nella classe borghese, poi quelli connessi all’essere di sesso femminile. A questo punto allarga lo sguardo e applica il medesimo procedimento epistemologico a favore di alcuni gruppi di persone con “dati di fatto” erroneamente trasformati dalla società in giudizi di valore… al negativo. Quali gruppi? I vecchi, gli indigenti, gli schiavi dell’America del Sud, le popolazioni oppresse dal colonialismo, con un occhio di riguardo alle donne, al “secondo sesso”, a chi presenta come “dato di fatto” un aspetto biologico che la società vorrebbe trasformare in destino identitario. L'opera autobiografica di S. de Beauvoir fa emergere tre temi cruciali al femminile: l’educazione, lo spazio per sé, l’indipendenza economica. Sono cor...
207
9788849131369
S. Leonelli
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