Mai come negli ultimi decenni l’attività dell’uomo ha influito sul benessere1, sul malessere, sulle abitudini della vita umana e sul clima, le trasformazioni, gli sconvolgimenti del pianeta terra. La teoria antropocentrica palesa tutta la sua assurdità; è sempre più evidente, all’opposto, che la terra non vive per l’uomo, ma sopravvive nonostante l’uomo. Tutto ciò risulta molto evidente se si osservano i metabolismi della città contemporanea che, al pari della società che rappresenta, è fonte di meravigliose opportunità e, contemporaneamente, territorio di terribili iniquità e disuguaglianze. La comunicazione, in termini di mobilità più accessibile a tutti e disponibilità del web, ha il merito di aver migliorato la vita di miliardi di persone; allo stesso tempo ha reso però le trasformazioni così veloci da non poter essere sempre assorbite senza traumi. La velocità consente di riuscire ad arrivare prima alla meta, ma con maggiori rischi di incidenti. Concetti come condivisione, solidarietà, amicizia, generosità, gentilezza, mitezza, partecipazione si stanno affermando sempre di più, ma le ragioni dell’egoismo, della presunzione, dell’ingiustizia spesso prevalgono. Abitare la complessità della città contemporanea necessita di capacità ed attitudini che non erano richieste fino a pochi decenni orsono e la progettazione degli spazi urbani inizia a tener conto anche dei possibili effetti sui cambiamenti climatici, che in grande parte sono conseguenza dell’azione dell’uomo. Al giorno d’oggi le città si abitano ventiquattro ore al giorno, a ciclo continuo. Sono interessate da vortici continui di azioni che si compenetrano, che a volte collidono e che altre volte, spesso, si rafforzano a vicenda. Le prospettive che ci dobbiamo attendere non sono tragiche. L’uomo continua a dimostrare che è in grado di capire e governare la complessità; la fiducia è per fortuna superiore al pessimismo, la speranza alla rassegnazione. Lo sforzo è grande, ma possibile; la sfida è faticosa, ma i risultati potranno essere straordinari.

Homo consumens vs 24 hour city / ALESSANDRO MARATA. - ELETTRONICO. - (2017), pp. 2753-2758.

Homo consumens vs 24 hour city

ALESSANDRO MARATA
2017

Abstract

Mai come negli ultimi decenni l’attività dell’uomo ha influito sul benessere1, sul malessere, sulle abitudini della vita umana e sul clima, le trasformazioni, gli sconvolgimenti del pianeta terra. La teoria antropocentrica palesa tutta la sua assurdità; è sempre più evidente, all’opposto, che la terra non vive per l’uomo, ma sopravvive nonostante l’uomo. Tutto ciò risulta molto evidente se si osservano i metabolismi della città contemporanea che, al pari della società che rappresenta, è fonte di meravigliose opportunità e, contemporaneamente, territorio di terribili iniquità e disuguaglianze. La comunicazione, in termini di mobilità più accessibile a tutti e disponibilità del web, ha il merito di aver migliorato la vita di miliardi di persone; allo stesso tempo ha reso però le trasformazioni così veloci da non poter essere sempre assorbite senza traumi. La velocità consente di riuscire ad arrivare prima alla meta, ma con maggiori rischi di incidenti. Concetti come condivisione, solidarietà, amicizia, generosità, gentilezza, mitezza, partecipazione si stanno affermando sempre di più, ma le ragioni dell’egoismo, della presunzione, dell’ingiustizia spesso prevalgono. Abitare la complessità della città contemporanea necessita di capacità ed attitudini che non erano richieste fino a pochi decenni orsono e la progettazione degli spazi urbani inizia a tener conto anche dei possibili effetti sui cambiamenti climatici, che in grande parte sono conseguenza dell’azione dell’uomo. Al giorno d’oggi le città si abitano ventiquattro ore al giorno, a ciclo continuo. Sono interessate da vortici continui di azioni che si compenetrano, che a volte collidono e che altre volte, spesso, si rafforzano a vicenda. Le prospettive che ci dobbiamo attendere non sono tragiche. L’uomo continua a dimostrare che è in grado di capire e governare la complessità; la fiducia è per fortuna superiore al pessimismo, la speranza alla rassegnazione. Lo sforzo è grande, ma possibile; la sfida è faticosa, ma i risultati potranno essere straordinari.
2017
La città, il viaggio, il turismo - Percezione, produzione e trasformazione / The City, the Travel, the Tourism - Perception, Production and Processing
2753
2758
Homo consumens vs 24 hour city / ALESSANDRO MARATA. - ELETTRONICO. - (2017), pp. 2753-2758.
ALESSANDRO MARATA
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