Articolata in due entità politiche e territoriali dalla storia profondamente diversa, l’Armenia del secondo medioevo costituisce uno spazio di cruciale importanza per le interazioni tra Oriente e Occidente. In modo diverso tra loro, il Regno armeno di Cilicia e la Grande Armenia rappresentano infatti degli importanti snodi nei contatti commerciali, politici e religiosi con il mondo latino, veicolando il passaggio di informazioni storiche o geografiche, stimolando il confronto religioso, favorendo la trasmissione di testi attraverso opere di traduzione dal latino o dall’armeno. Tali fenomeni non vennero meno, ma anzi costituirono delle efficaci risposte di fronte alla crisi che seguì la perdita della Terra Santa, la caduta degli stati cristiani nel Vicino Oriente, l’espansione islamica nel Mediterraneo orientale, la rottura dell’alleanza armeno‐ilkhanide. La varietà dei contatti religiosi, politici e intellettuali stabiliti tra lo spazio armeno e quello latino nel secondo medioevo costituisce oggi un terreno di ricerca assai fertile, benché spesso penalizzato dalla mancanza di un confronto interdisciplinare. Promuovendo il dibattito tra medievisti, armenisti ed arabisti, il dossier prende in esame una serie di casi di studio relativi alla storia delle interazioni armeno‐latine e armeno-arabe nei secoli XI‐XV, allo scopo di mettere in rilievo reciproche rappresentazioni, contaminazioni e permeabilità che si svilupparono attraverso contesti linguistici, religiosi e intellettuali profondamente differenti. Si darà così risalto a fenomeni di mobilità intellettuale tra l’Armenia e il mondo latino e alle molteplici tracce da essi lasciate nei resoconti dei viaggiatori, nella narrativa storiografica, nel dibattito interecclesiale, nelle opere di traduzione, nel passaggio di uomini e testi attraverso il Mediterraneo.

L'Armenia nel Medioevo, vettore di mobilità tra Oriente e Occidente (sec. XII-XV)

Irene Bueno;Anna Sirinian;Federico Alpi
In corso di stampa

Abstract

Articolata in due entità politiche e territoriali dalla storia profondamente diversa, l’Armenia del secondo medioevo costituisce uno spazio di cruciale importanza per le interazioni tra Oriente e Occidente. In modo diverso tra loro, il Regno armeno di Cilicia e la Grande Armenia rappresentano infatti degli importanti snodi nei contatti commerciali, politici e religiosi con il mondo latino, veicolando il passaggio di informazioni storiche o geografiche, stimolando il confronto religioso, favorendo la trasmissione di testi attraverso opere di traduzione dal latino o dall’armeno. Tali fenomeni non vennero meno, ma anzi costituirono delle efficaci risposte di fronte alla crisi che seguì la perdita della Terra Santa, la caduta degli stati cristiani nel Vicino Oriente, l’espansione islamica nel Mediterraneo orientale, la rottura dell’alleanza armeno‐ilkhanide. La varietà dei contatti religiosi, politici e intellettuali stabiliti tra lo spazio armeno e quello latino nel secondo medioevo costituisce oggi un terreno di ricerca assai fertile, benché spesso penalizzato dalla mancanza di un confronto interdisciplinare. Promuovendo il dibattito tra medievisti, armenisti ed arabisti, il dossier prende in esame una serie di casi di studio relativi alla storia delle interazioni armeno‐latine e armeno-arabe nei secoli XI‐XV, allo scopo di mettere in rilievo reciproche rappresentazioni, contaminazioni e permeabilità che si svilupparono attraverso contesti linguistici, religiosi e intellettuali profondamente differenti. Si darà così risalto a fenomeni di mobilità intellettuale tra l’Armenia e il mondo latino e alle molteplici tracce da essi lasciate nei resoconti dei viaggiatori, nella narrativa storiografica, nel dibattito interecclesiale, nelle opere di traduzione, nel passaggio di uomini e testi attraverso il Mediterraneo.
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Bueno, Irene; Sirinian, Anna; Alpi, Federico
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