Grindelia robusta Nutt. (Asteraceae), nota in Italia come grindelia (in inglese “wild sunflower”: girasole selvatico) è una pianta officinale perenne, dal portamento eretto, nativa della California, che produce ampi e solitari capolini di colore giallo acceso. Ha proprietà balsamiche ed anticatarrali, è infatti utilizzata a scopo terapeutico per la cura delle sindromi da raffreddamento. Nella primavera del 2007, una malattia tipicamente riferibile ad infezione da fitoplasmi è stata osservata in un impianto allestito nel Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” di Casola Valsenio (Ravenna; Emilia-Romagna). I primi sintomi sono stati osservati nel mese di maggio e con sempre maggiore frequenza nei mesi successivi, soprattutto durante la fioritura. Infatti, nella fase vegetativa, solamente pochi esemplari mostravano ingiallimento fogliare e/o riduzione di crescita, mentre nel periodo della schiusura dei boccioli erano ben visibili sintomi di virescenza e fillodia, associati a parziale o completo rosettamento e malformazione dei capolini fiorali. Campioni sintomatici ed asintomatici sono stati sottoposti alle analisi di laboratorio per individuare ed identificare i fitoplasmi eventualmente presenti. E’ stata applicata la tecnica PCR utilizzando i primers P1/P7 seguita da ‘nested’ PCR con i primers F1/B6 (Duduk et al., 2004). Le analisi di RFLP sono state eseguite utilizzando gli enzimi TruI e Tsp509I per 16 ore a 65°. Ulteriori analisi di PCR sono state effettuate impiegando i primers fTufu/rTufu (Schneider et al., 1997) e rpF1C/rp(I)R1A (Martini et al., 2007). Sono stati usati (come controllo) isolati di fitoplasmi appartenenti ai sottogruppi ribosomici 16SrI-B: AYW, AY2192, CCH, EAY, KAY; 16SrI-A: CHRY; 16SrI-C: GY, PPT; 16SrI-F: CVB; 16SrI-L: BGWL. Le analisi eseguite hanno confermato la presenza nei soli campioni sintomatici di fitoplasmi appartenenti al sottogruppo ribosomico 16SrI-B (“Aster yellows”: giallume dell’astro, AY, ‘Candidatus Phytoplasma asteris’). I fitoplasmi individuati sono fra quelli più diffusi al mondo in piante erbacee, arbustive ed anche arboree coltivate e spontanee, e sono responsabili di malattie anche gravi dal punto di vista economico. Per quanto riguarda le specie officinali, circa 11 anni fa fitoplasmi del sottogruppo 16SrI-B sono stati identificati in Digitalis lutea L. (digitale gialla) e, nel 2007, in D. lanata Ehrh. (digitale lanata), entrambe coltivate nello stesso Giardino delle Erbe (Bellardi et al., 1999; 2007). Questo della grindelia costituisce il primo caso di infezione naturale da fitoplasmi in G. robusta. Sono state avviate analisi sull’olio essenziale ottenuto da piante sane ed infette al fine di valutare l’eventuale influenza di AY sulla qualità e concentrazione dei principi attivi.

UNA GRAVE MALATTIA ASSOCIATA ALLA PRESENZA DEL FITOPLASMA DEL GIALLUME DELL’ASTRO IN GRINDELIA ROBUSTA NUTT.

BERTACCINI, ASSUNTA;PALTRINIERI, SAMANTA;BELLARDI, MARIA GRAZIA
2008

Abstract

Grindelia robusta Nutt. (Asteraceae), nota in Italia come grindelia (in inglese “wild sunflower”: girasole selvatico) è una pianta officinale perenne, dal portamento eretto, nativa della California, che produce ampi e solitari capolini di colore giallo acceso. Ha proprietà balsamiche ed anticatarrali, è infatti utilizzata a scopo terapeutico per la cura delle sindromi da raffreddamento. Nella primavera del 2007, una malattia tipicamente riferibile ad infezione da fitoplasmi è stata osservata in un impianto allestito nel Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” di Casola Valsenio (Ravenna; Emilia-Romagna). I primi sintomi sono stati osservati nel mese di maggio e con sempre maggiore frequenza nei mesi successivi, soprattutto durante la fioritura. Infatti, nella fase vegetativa, solamente pochi esemplari mostravano ingiallimento fogliare e/o riduzione di crescita, mentre nel periodo della schiusura dei boccioli erano ben visibili sintomi di virescenza e fillodia, associati a parziale o completo rosettamento e malformazione dei capolini fiorali. Campioni sintomatici ed asintomatici sono stati sottoposti alle analisi di laboratorio per individuare ed identificare i fitoplasmi eventualmente presenti. E’ stata applicata la tecnica PCR utilizzando i primers P1/P7 seguita da ‘nested’ PCR con i primers F1/B6 (Duduk et al., 2004). Le analisi di RFLP sono state eseguite utilizzando gli enzimi TruI e Tsp509I per 16 ore a 65°. Ulteriori analisi di PCR sono state effettuate impiegando i primers fTufu/rTufu (Schneider et al., 1997) e rpF1C/rp(I)R1A (Martini et al., 2007). Sono stati usati (come controllo) isolati di fitoplasmi appartenenti ai sottogruppi ribosomici 16SrI-B: AYW, AY2192, CCH, EAY, KAY; 16SrI-A: CHRY; 16SrI-C: GY, PPT; 16SrI-F: CVB; 16SrI-L: BGWL. Le analisi eseguite hanno confermato la presenza nei soli campioni sintomatici di fitoplasmi appartenenti al sottogruppo ribosomico 16SrI-B (“Aster yellows”: giallume dell’astro, AY, ‘Candidatus Phytoplasma asteris’). I fitoplasmi individuati sono fra quelli più diffusi al mondo in piante erbacee, arbustive ed anche arboree coltivate e spontanee, e sono responsabili di malattie anche gravi dal punto di vista economico. Per quanto riguarda le specie officinali, circa 11 anni fa fitoplasmi del sottogruppo 16SrI-B sono stati identificati in Digitalis lutea L. (digitale gialla) e, nel 2007, in D. lanata Ehrh. (digitale lanata), entrambe coltivate nello stesso Giardino delle Erbe (Bellardi et al., 1999; 2007). Questo della grindelia costituisce il primo caso di infezione naturale da fitoplasmi in G. robusta. Sono state avviate analisi sull’olio essenziale ottenuto da piante sane ed infette al fine di valutare l’eventuale influenza di AY sulla qualità e concentrazione dei principi attivi.
Atti IV Incontro Nazionale sulle Malattie da Fitoplasmi
200
202
A.Bertaccini; S. Paltrinieri; A.Benni; M.G.Bellardi
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