La Riserva Naturale delle Valli del Mincio, istituita dalla Regione Lombardia nel 1984, è caratterizzata da un denso sistema di canali alimentati dal fiume Mincio, che convergono in specchi d’acqua comunemente detti “giochi”, circondati da canneti e cariceti. Per contribuire alla conservazione di specie vegetali rare presenti nella Riserva, è stata osservata la distribuzione locale della rizofita annuale Trapa natans L. (Trapaceae), studiandone il dinamismo spazio-temporale nell’arco di 6 anni. La specie, paleotemperata-subtropicale, è tipica d’acque stagnanti con fondo fangoso, generalmente profonde 1-2 m, eutrofiche e con contenuto di carbonati variabile. La sua presenza in Italia è oggi assai rara, limitata alle regioni settentrionali (Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e Friuli); nelle regioni peninsulari, per le quali esistono segnalazioni più o meno recenti (Toscana, Umbria, Lazio e Puglia), è presumibilmente scomparsa (1). Inclusa nelle Liste Rosse a livello nazionale e regionale (2, 3), T. natans è stata inserita nel recente elenco delle “specie protette a raccolta regolamentata” di cui alla L. R. 10/2008 della Regione Lombardia. La specie forma un’associazione diffusa nell’Europa Centrale e Meridionale (Trapetum natantis Kárpáti 1963) in cui presenta un grado di copertura dal 40 al 100 %, con forte tendenza a creare popolamenti monofitici. Nel corso di queste indagini sono state osservate, dal 2003 al 2008, 6 stazioni individuate nella Riserva; per 4 di esse è stato possibile effettuare un confronto con dati aggiornati al 2002 (4). In generale, due stazioni hanno manifestato forti contrazioni (riduzione della superficie occupata pari o superiore al 70% nel tempo di tre generazioni), due sono rimaste invariate, due si sono formate recentemente (2007) e poi espanse. La minaccia più evidente è costituita dall’invasione di specie alloctone, come Myocastor coypus Molina, che si ciba dei germogli di T. natans, e Nelumbo nucifera Gaertn., introdotta nella riserva nel 1921. Tutte le stazioni di T. natans sono pertanto riconducibili a un’unica location (Minaccia 8.1, IUCN vers. 3.0). Per converso, fuori della Riserva, era presente al momento dell’ultimo rilievo un’estesissima stazione (circa 10 ha), nel Lago di Mezzo, probabilmente originata dall’apporto di frutti dai bacini a monte. N. nucifera continuava invece ad espandersi, per via vegetativa, unicamente nella Riserva e nel Lago Superiore. Secondo i criteri IUCN 2001 applicati (A e C), includendo anche la stazione di T. natans fuori dalla Riserva la categoria di rischio passa da EN a VU. La valutazione dello stato di conservazione è stata condotta a livello locale, coi conseguenti limiti applicativi nella definizione di assessment e status secondo il protocollo IUCN (5). Questo tipo di analisi ha tuttavia aiutato a valutare l’efficienza della Riserva nella conservazione della specie e i dati raccolti potranno costituire un contributo per indagini su scala più ampia (6). 1) A. Scoppola, C. Blasi (2005) Palombi Editori, Roma. 2) F. Conti, A. Manzi, F. Pedrotti (1992) Tipar, Società Botanica Italiana, Roma. 3) F. Conti, A. Manzi, F. Pedrotti (1997) Società Botanica Italiana, Università di Camerino. 4) M. Tomaselli, M. Gualmini, O. Spettoli (2002) Collana Annali, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Università degli Studi di Parma. 5) IUCN (2003) Guidelines for Application of IUCN Red List Criteria at regional levels: version 3.0 6) G.Rossi, R.Gentili, T. Abeli, B.Foggi (2008) Inf. Bot. Ital, 40 (suppl.1)

Problemi di tutela di Trapa natans L. nella Riserva Naturale delle Valli del Mincio (MN)

BULDRINI, FABRIZIO;
2009

Abstract

La Riserva Naturale delle Valli del Mincio, istituita dalla Regione Lombardia nel 1984, è caratterizzata da un denso sistema di canali alimentati dal fiume Mincio, che convergono in specchi d’acqua comunemente detti “giochi”, circondati da canneti e cariceti. Per contribuire alla conservazione di specie vegetali rare presenti nella Riserva, è stata osservata la distribuzione locale della rizofita annuale Trapa natans L. (Trapaceae), studiandone il dinamismo spazio-temporale nell’arco di 6 anni. La specie, paleotemperata-subtropicale, è tipica d’acque stagnanti con fondo fangoso, generalmente profonde 1-2 m, eutrofiche e con contenuto di carbonati variabile. La sua presenza in Italia è oggi assai rara, limitata alle regioni settentrionali (Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e Friuli); nelle regioni peninsulari, per le quali esistono segnalazioni più o meno recenti (Toscana, Umbria, Lazio e Puglia), è presumibilmente scomparsa (1). Inclusa nelle Liste Rosse a livello nazionale e regionale (2, 3), T. natans è stata inserita nel recente elenco delle “specie protette a raccolta regolamentata” di cui alla L. R. 10/2008 della Regione Lombardia. La specie forma un’associazione diffusa nell’Europa Centrale e Meridionale (Trapetum natantis Kárpáti 1963) in cui presenta un grado di copertura dal 40 al 100 %, con forte tendenza a creare popolamenti monofitici. Nel corso di queste indagini sono state osservate, dal 2003 al 2008, 6 stazioni individuate nella Riserva; per 4 di esse è stato possibile effettuare un confronto con dati aggiornati al 2002 (4). In generale, due stazioni hanno manifestato forti contrazioni (riduzione della superficie occupata pari o superiore al 70% nel tempo di tre generazioni), due sono rimaste invariate, due si sono formate recentemente (2007) e poi espanse. La minaccia più evidente è costituita dall’invasione di specie alloctone, come Myocastor coypus Molina, che si ciba dei germogli di T. natans, e Nelumbo nucifera Gaertn., introdotta nella riserva nel 1921. Tutte le stazioni di T. natans sono pertanto riconducibili a un’unica location (Minaccia 8.1, IUCN vers. 3.0). Per converso, fuori della Riserva, era presente al momento dell’ultimo rilievo un’estesissima stazione (circa 10 ha), nel Lago di Mezzo, probabilmente originata dall’apporto di frutti dai bacini a monte. N. nucifera continuava invece ad espandersi, per via vegetativa, unicamente nella Riserva e nel Lago Superiore. Secondo i criteri IUCN 2001 applicati (A e C), includendo anche la stazione di T. natans fuori dalla Riserva la categoria di rischio passa da EN a VU. La valutazione dello stato di conservazione è stata condotta a livello locale, coi conseguenti limiti applicativi nella definizione di assessment e status secondo il protocollo IUCN (5). Questo tipo di analisi ha tuttavia aiutato a valutare l’efficienza della Riserva nella conservazione della specie e i dati raccolti potranno costituire un contributo per indagini su scala più ampia (6). 1) A. Scoppola, C. Blasi (2005) Palombi Editori, Roma. 2) F. Conti, A. Manzi, F. Pedrotti (1992) Tipar, Società Botanica Italiana, Roma. 3) F. Conti, A. Manzi, F. Pedrotti (1997) Società Botanica Italiana, Università di Camerino. 4) M. Tomaselli, M. Gualmini, O. Spettoli (2002) Collana Annali, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Università degli Studi di Parma. 5) IUCN (2003) Guidelines for Application of IUCN Red List Criteria at regional levels: version 3.0 6) G.Rossi, R.Gentili, T. Abeli, B.Foggi (2008) Inf. Bot. Ital, 40 (suppl.1)
Riassunti delle comunicazioni e dei poster
170
170
Dallai D.; Buldrini F.; Simoncelli A.; Accordi S.
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11585/599103
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact