La collana nasce dalla necessità di riflettere sulle complesse problematiche artistiche ed estetiche sorte dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, perseguendo un approccio multidisciplinare a favore del dialogo tra i saperi, per una più ampia visione d’insieme. Abstract volume 3°: La questione dell’autorialità nel contesto della mostra d’arte contemporanea, problematica attuale e ancora in evoluzione, offre lo spunto per un’indagine sui ruoli dell’artista e del curatore. Le basi per una definizione delle attività delle due figure sono rintracciabili nel periodo compreso tra il 1968 e il 1972, ovvero nel momento in cui un repentino mutamento degli equilibri interni al mondo dell’arte provoca la rapida ascesa e l’affermazione della figura del curatore, che da mero organizzatore viene percepito come autentico autore di mostre, in grado di minare la centralità del ruolo dell’artista, che si ritrova a non essere più l’unico produttore di significato in ambito espositivo. Nel più ampio contesto della contesa per l’autorialità, risultano emblematiche le posizioni individuali di Harald Szeemann e Daniel Buren, incarnando l’uno il modello mitico del curatore indipendente e creatore di mostre con caratteristiche autoriali, l’altro il prototipo dell’artista estremamente consapevole della cornice imprescindibile del sistema dell’arte, la cui attività pratica e teorica mira a sviluppare delle strategie di controllo sulle modalità di produzione, distribuzione e fruizione delle opere.

L'autorialità contesa, di Sabina Bassetto, 3° volume, in ARTYPE | Aperture sul contemporaneo

GRANDI, SILVIA
In corso di stampa

Abstract

La collana nasce dalla necessità di riflettere sulle complesse problematiche artistiche ed estetiche sorte dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, perseguendo un approccio multidisciplinare a favore del dialogo tra i saperi, per una più ampia visione d’insieme. Abstract volume 3°: La questione dell’autorialità nel contesto della mostra d’arte contemporanea, problematica attuale e ancora in evoluzione, offre lo spunto per un’indagine sui ruoli dell’artista e del curatore. Le basi per una definizione delle attività delle due figure sono rintracciabili nel periodo compreso tra il 1968 e il 1972, ovvero nel momento in cui un repentino mutamento degli equilibri interni al mondo dell’arte provoca la rapida ascesa e l’affermazione della figura del curatore, che da mero organizzatore viene percepito come autentico autore di mostre, in grado di minare la centralità del ruolo dell’artista, che si ritrova a non essere più l’unico produttore di significato in ambito espositivo. Nel più ampio contesto della contesa per l’autorialità, risultano emblematiche le posizioni individuali di Harald Szeemann e Daniel Buren, incarnando l’uno il modello mitico del curatore indipendente e creatore di mostre con caratteristiche autoriali, l’altro il prototipo dell’artista estremamente consapevole della cornice imprescindibile del sistema dell’arte, la cui attività pratica e teorica mira a sviluppare delle strategie di controllo sulle modalità di produzione, distribuzione e fruizione delle opere.
2015
Grandi, Silvia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/587813
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