Nella ricerca in corso si intende osservare come una pratica antica, quale è lo storytelling, possa essere adottata per mettere in sinergia insegnamento linguistico e letterario. Nel nostro contesto, lo storytelling consiste nel retelling di classici della letteratura attraverso il racconto orale in lingua inglese, e nel caso specifico, del retelling del classico A Christmas Carol di Charles Dickens. La sperimentazione ha coinvolto un campione di quattro studentesse liceali (terzo e quarto anno) con un livello di padronanza linguistica tra l’A2 e il B1 (QCER 2000). Sono le studentesse ad assumere il ruolo di storyteller e l’oggetto delle loro narrazioni sono alcune sezioni del testo, presentate attraverso tre media diversi che attingono da quattro diversi adattamenti scritti e visivi del racconto dickensiano (nell’ordine: immagini con testo a fronte, audio narrazione, sequenze filmiche). Lo scopo consiste nell’osservare lo sviluppo di capacità narrative in apprendenti di lingua inglese. La “capacità narrativa” viene osservata rispetto all’abilità di raccontare gli eventi utilizzando come coordinate cinque delle trentuno funzioni narrative elaborate dal folclorista Vladimir Propp, ovvero: danneggiamento, partenza dell’eroe, scontro eroe-antagonista, ritorno dell’eroe, scioglimento finale (Propp 2000). Tra le variabili oggetto di osservazione citiamo inoltre l’incidenza dell’input iniziale (i.e. visivo, audio, audio-visivo) sulla performance degli studenti rispetto alla loro capacità narrativa, e in modo collaterale, le variazioni osservabili rispetto alla padronanza di alcuni aspetti della competenza linguistico-comunicativa, in particolare l’uso del lessico attivo. Nonostante lo storytelling sembri perlopiù oggetto di studi storico-letterari (Genette 1980; Benjamin 1962; Propp 2000; Todorov 1969), ad oggi una proposta didattica fondata su attività di storytelling in classe potrebbe ben rientrare in quello che Erik de Corte definisce CSSC Learning, ovvero un ambiente di apprendimento costruttivo (constructive), autoregolato (self-regulated), situato (situated) e collaborativo (collaborative), attento alle esigenze dello studente.

Lo Storytelling tra glottodidattica e letteratura: un'esperienza con 'A Christmas Carol' di Charles Dickens

CERVINI, CRISTIANA
In corso di stampa

Abstract

Nella ricerca in corso si intende osservare come una pratica antica, quale è lo storytelling, possa essere adottata per mettere in sinergia insegnamento linguistico e letterario. Nel nostro contesto, lo storytelling consiste nel retelling di classici della letteratura attraverso il racconto orale in lingua inglese, e nel caso specifico, del retelling del classico A Christmas Carol di Charles Dickens. La sperimentazione ha coinvolto un campione di quattro studentesse liceali (terzo e quarto anno) con un livello di padronanza linguistica tra l’A2 e il B1 (QCER 2000). Sono le studentesse ad assumere il ruolo di storyteller e l’oggetto delle loro narrazioni sono alcune sezioni del testo, presentate attraverso tre media diversi che attingono da quattro diversi adattamenti scritti e visivi del racconto dickensiano (nell’ordine: immagini con testo a fronte, audio narrazione, sequenze filmiche). Lo scopo consiste nell’osservare lo sviluppo di capacità narrative in apprendenti di lingua inglese. La “capacità narrativa” viene osservata rispetto all’abilità di raccontare gli eventi utilizzando come coordinate cinque delle trentuno funzioni narrative elaborate dal folclorista Vladimir Propp, ovvero: danneggiamento, partenza dell’eroe, scontro eroe-antagonista, ritorno dell’eroe, scioglimento finale (Propp 2000). Tra le variabili oggetto di osservazione citiamo inoltre l’incidenza dell’input iniziale (i.e. visivo, audio, audio-visivo) sulla performance degli studenti rispetto alla loro capacità narrativa, e in modo collaterale, le variazioni osservabili rispetto alla padronanza di alcuni aspetti della competenza linguistico-comunicativa, in particolare l’uso del lessico attivo. Nonostante lo storytelling sembri perlopiù oggetto di studi storico-letterari (Genette 1980; Benjamin 1962; Propp 2000; Todorov 1969), ad oggi una proposta didattica fondata su attività di storytelling in classe potrebbe ben rientrare in quello che Erik de Corte definisce CSSC Learning, ovvero un ambiente di apprendimento costruttivo (constructive), autoregolato (self-regulated), situato (situated) e collaborativo (collaborative), attento alle esigenze dello studente.
In corso di stampa
Il testo letterario nell’insegnamento linguistico
1
14
Romina Pioli; Cristiana, Cervini
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