Secondo Edward Said, l’arte del contrappunto consiste nell’ordinare totalmente i suoni, gestire integralmente il tempo, amministrare minuziosamente lo spazio musicale (Said, 2008). E quando è Glenn Gould a ordinare, gestire e amministrare il rigoroso piano della fuga si impara che l’Arte della fuga coincide quella propria della geografia, essendo entrambe ordinate da un soggetto che mira a “mettersi al posto di Dio” e comanda uno spazio di linee inflessibili e continue. La musica della proiezione cartografica trova la sua forma ideale nel documentario sonoro The Idea of North (Gould, 1967). Qui la traduzione in paesaggio dipende dalle voci dei cinque partecipanti che raccontano la loro esperienza nel Grande Nord, quasi sui limiti dello spazio Artico. L’Idea è tecnicamente quella del contrappunto: tiene assieme punti di vista differenti nello spazio simultaneo costituito dal basso continuo del treno. Il paesaggio musicale di Gould dà forma filosofica al “tema [geografico] del nord”: nello spazio tra il punto fisso dei geografi e il limite artico, “fra le persone che si erano spinte a Nord la maggior parte sembravano divenute dei filosofi, anche se in modo empirico” (Gould, 1986). Così Wally McLean - “a surveyor, now retired” – ne amministra il rigoroso spazio, poiché “his relation to a craft … enabled him to read the signs of that land, to find in the most minute measurement, a suggestion of the infinite, to encompass the universal within the particular” (Gould, 1992).

L’ARTE DELLA FUGA E L’IDEA DEL NORD: GLENN GOULD E IL CONTRAPPUNTO CARTOGRAFICO DEL PAESAGGIO ARTICO

BONAZZI, ALESSANDRA
2016

Abstract

Secondo Edward Said, l’arte del contrappunto consiste nell’ordinare totalmente i suoni, gestire integralmente il tempo, amministrare minuziosamente lo spazio musicale (Said, 2008). E quando è Glenn Gould a ordinare, gestire e amministrare il rigoroso piano della fuga si impara che l’Arte della fuga coincide quella propria della geografia, essendo entrambe ordinate da un soggetto che mira a “mettersi al posto di Dio” e comanda uno spazio di linee inflessibili e continue. La musica della proiezione cartografica trova la sua forma ideale nel documentario sonoro The Idea of North (Gould, 1967). Qui la traduzione in paesaggio dipende dalle voci dei cinque partecipanti che raccontano la loro esperienza nel Grande Nord, quasi sui limiti dello spazio Artico. L’Idea è tecnicamente quella del contrappunto: tiene assieme punti di vista differenti nello spazio simultaneo costituito dal basso continuo del treno. Il paesaggio musicale di Gould dà forma filosofica al “tema [geografico] del nord”: nello spazio tra il punto fisso dei geografi e il limite artico, “fra le persone che si erano spinte a Nord la maggior parte sembravano divenute dei filosofi, anche se in modo empirico” (Gould, 1986). Così Wally McLean - “a surveyor, now retired” – ne amministra il rigoroso spazio, poiché “his relation to a craft … enabled him to read the signs of that land, to find in the most minute measurement, a suggestion of the infinite, to encompass the universal within the particular” (Gould, 1992).
La musica come geografia: suoni, luoghi, territori
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Alessandra, Bonazzi
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