All’interno dell’opera di Piero Bottoni (Milano, 1903-1973) la vicenda ferrarese occupa un posto di primo piano sia per la quantità di occasioni che per l’unitarietà dei problemi trattati; disposta lungo un arco temporale che copre quasi la totalità della vicenda professionale dell’autore, i progetti che la compongono sono tuttavia concentrati principalmente nel corso del secondo dopoguerra e nei primi anni Settanta e riguardano principalmente il tema della relazione tra progetto del nuovo e interpretazione dell’antico. I diciannove lavori che Bottoni elaborò, tutti situati all’interno del recinto murario della città estense, propongono soluzioni differenti – e a volte contraddittorie – rispetto al problema del «reinserimento dei monumenti storico-artistici nelle funzioni vitali della città». Ferrara vedeva in quegli anni coinvolte importanti figure della cultura italiana: da Bruno Zevi a Giovanni Michelucci, da Roberto Pane a Renato Bonelli, da Carlo Ludovico Ragghianti a Giorgio Bassani e la città e la sua architettura furono oggetto di approfonditi studi. In questo connubio di esperienze si svolse una vicenda che non può essere scissa in singoli episodi ma che nel suo insieme, invece, trova una dimensione corale: se poste in dialogo l’una con l’altra, le singole riflessioni acquistano significati maggiormente complessi configurando un ambito culturale peculiare per l’indagine sulla relazione tra modernità e storia.

Architettura moderna e centri antichi. Piero Bottoni e Ferrara (1932-1971)

CASSANI SIMONETTI, MATTEO
2016

Abstract

All’interno dell’opera di Piero Bottoni (Milano, 1903-1973) la vicenda ferrarese occupa un posto di primo piano sia per la quantità di occasioni che per l’unitarietà dei problemi trattati; disposta lungo un arco temporale che copre quasi la totalità della vicenda professionale dell’autore, i progetti che la compongono sono tuttavia concentrati principalmente nel corso del secondo dopoguerra e nei primi anni Settanta e riguardano principalmente il tema della relazione tra progetto del nuovo e interpretazione dell’antico. I diciannove lavori che Bottoni elaborò, tutti situati all’interno del recinto murario della città estense, propongono soluzioni differenti – e a volte contraddittorie – rispetto al problema del «reinserimento dei monumenti storico-artistici nelle funzioni vitali della città». Ferrara vedeva in quegli anni coinvolte importanti figure della cultura italiana: da Bruno Zevi a Giovanni Michelucci, da Roberto Pane a Renato Bonelli, da Carlo Ludovico Ragghianti a Giorgio Bassani e la città e la sua architettura furono oggetto di approfonditi studi. In questo connubio di esperienze si svolse una vicenda che non può essere scissa in singoli episodi ma che nel suo insieme, invece, trova una dimensione corale: se poste in dialogo l’una con l’altra, le singole riflessioni acquistano significati maggiormente complessi configurando un ambito culturale peculiare per l’indagine sulla relazione tra modernità e storia.
280
978-88-6923-153-7
Cassani Simonetti, Matteo
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