Il 'Progetto Torrone' deve il suo nome alla torre del Palazzo Comunale di Bologna in cui si esercitò la giustizia criminale dal 1530 al 1796. La sua giurisdizione era estesa al territorio della Legazione di Bologna. Dipendente dal Legato pontificio sostituì il Tribunale del Podestà, soggetto al governo cittadino. Per ciò fu spesso osteggiato dal Senato bolognese che lo considerò una istituzione estranea alla città e un simbolo del potere pontificio. L’archivio del Torrone è il più consistente degli archivi criminali italiani di età moderna. Conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna è facilmente consultabile: sono circa 10000 volumi contenenti le denuncie e i verbali dei processi. Per la sua mole l’archivio del Torrone è sempre stato utilizzato solo parzialmente. Lo scopo della ricerca è la schedatura a campione delle denuncie presentate al Torrone negli anni 1671-76 e la schedatura analitica dei processi istruiti negli stessi anni. Il risultato finale consentirà di conoscere in modo sistematico il funzionamento del Torrone in tutti i suoi aspetti e in un arco di tempo ritenuto assai significativo poiché è un periodo medio ben documentato e il tribunale è allora presieduto da G. Rainaldi, trattatista di pratica criminale. I dati forniti saranno organizzati su supporto informatico da altra unità di lavoro bolognese. Tutte le informazioni saranno così accessibili agli studiosi: nomi delle parti in processo, dei giudici, avvocati, notai, ufficiali; natura delle cause; sentenza finale. Gli studiosi di storia del diritto, di demografia storica, di antropologia culturale, di cultura sociale avranno così a disposizione un materiale ricchissimo e di facile consultazione. Si tratta del primo progetto del genere condotto a termine per una città di importanza europea come Bologna. Si studieranno poi i rapporti tra la prassi seguita dal tribunale del Torrone e la scienza giuridica che dal sec. XII conobbe vigoroso impulso nello Studio. Naturalmente si presterà particolare attenzione allo sviluppo del diritto processuale romano-canonico. È noto che fin dal sec. XVI i maestri dell’Università si dedicarono allo studio del processo penale in tutti i suoi aspetti. Tale ricerca consentirà di apprezzare più da vicino la formazione dello stato moderno anche in questa parte d’Italia, governata dalla Santa Sede. Si analizzerà l’organizzazione giudiziaria a Bologna nel medioevo, sì da comprendere sotto l’aspetto diacronico le principali modificazioni intervenute nel passaggio dal libero comune alla dipendenza dal potere centrale di Roma. In quest'ottica gli storici potranno valutare nel dettaglio i complessi rapporti tra politica e diritto, tra organismi centrali e periferici. Si comprenderanno, pertanto, le forme assunte dal disciplinamento sociale e dalla repressione del dissenso. Studio dei fenomeni linguistici: gli atti processuali, infatti, sebbene redatti in latino cancelleresco, contengono ampi squarci di testimonianze in volgare. Si potrà valutare l’incidenza del ‘filtro’ interposto dalla cultura curiale, burocratica, rispetto all’espressione immediata del pensiero da parte di nobili e popolani. La ricerca porrà poi a confronto testi letterari coevi, codificati da un lato, linguaggio comune, diffuso tra ampi strati della popolazione, dall’altro. Di non minore importanza è l’analisi introspettiva, tesa a documentare le espressioni del dolore e la reazione dei poveri al meccanismo repressivo gestito dal potere politico.

Teoria e prassi della giustizia criminale tra Basso Medioevo ed Età Moderna. Analisi storico-giuridica, ed elaborazioni informatiche / A. PADOVANI. - (2007).

Teoria e prassi della giustizia criminale tra Basso Medioevo ed Età Moderna. Analisi storico-giuridica, ed elaborazioni informatiche.

PADOVANI, ANDREA
2007

Abstract

Il 'Progetto Torrone' deve il suo nome alla torre del Palazzo Comunale di Bologna in cui si esercitò la giustizia criminale dal 1530 al 1796. La sua giurisdizione era estesa al territorio della Legazione di Bologna. Dipendente dal Legato pontificio sostituì il Tribunale del Podestà, soggetto al governo cittadino. Per ciò fu spesso osteggiato dal Senato bolognese che lo considerò una istituzione estranea alla città e un simbolo del potere pontificio. L’archivio del Torrone è il più consistente degli archivi criminali italiani di età moderna. Conservato presso l’Archivio di Stato di Bologna è facilmente consultabile: sono circa 10000 volumi contenenti le denuncie e i verbali dei processi. Per la sua mole l’archivio del Torrone è sempre stato utilizzato solo parzialmente. Lo scopo della ricerca è la schedatura a campione delle denuncie presentate al Torrone negli anni 1671-76 e la schedatura analitica dei processi istruiti negli stessi anni. Il risultato finale consentirà di conoscere in modo sistematico il funzionamento del Torrone in tutti i suoi aspetti e in un arco di tempo ritenuto assai significativo poiché è un periodo medio ben documentato e il tribunale è allora presieduto da G. Rainaldi, trattatista di pratica criminale. I dati forniti saranno organizzati su supporto informatico da altra unità di lavoro bolognese. Tutte le informazioni saranno così accessibili agli studiosi: nomi delle parti in processo, dei giudici, avvocati, notai, ufficiali; natura delle cause; sentenza finale. Gli studiosi di storia del diritto, di demografia storica, di antropologia culturale, di cultura sociale avranno così a disposizione un materiale ricchissimo e di facile consultazione. Si tratta del primo progetto del genere condotto a termine per una città di importanza europea come Bologna. Si studieranno poi i rapporti tra la prassi seguita dal tribunale del Torrone e la scienza giuridica che dal sec. XII conobbe vigoroso impulso nello Studio. Naturalmente si presterà particolare attenzione allo sviluppo del diritto processuale romano-canonico. È noto che fin dal sec. XVI i maestri dell’Università si dedicarono allo studio del processo penale in tutti i suoi aspetti. Tale ricerca consentirà di apprezzare più da vicino la formazione dello stato moderno anche in questa parte d’Italia, governata dalla Santa Sede. Si analizzerà l’organizzazione giudiziaria a Bologna nel medioevo, sì da comprendere sotto l’aspetto diacronico le principali modificazioni intervenute nel passaggio dal libero comune alla dipendenza dal potere centrale di Roma. In quest'ottica gli storici potranno valutare nel dettaglio i complessi rapporti tra politica e diritto, tra organismi centrali e periferici. Si comprenderanno, pertanto, le forme assunte dal disciplinamento sociale e dalla repressione del dissenso. Studio dei fenomeni linguistici: gli atti processuali, infatti, sebbene redatti in latino cancelleresco, contengono ampi squarci di testimonianze in volgare. Si potrà valutare l’incidenza del ‘filtro’ interposto dalla cultura curiale, burocratica, rispetto all’espressione immediata del pensiero da parte di nobili e popolani. La ricerca porrà poi a confronto testi letterari coevi, codificati da un lato, linguaggio comune, diffuso tra ampi strati della popolazione, dall’altro. Di non minore importanza è l’analisi introspettiva, tesa a documentare le espressioni del dolore e la reazione dei poveri al meccanismo repressivo gestito dal potere politico.
2007
Teoria e prassi della giustizia criminale tra Basso Medioevo ed Età Moderna. Analisi storico-giuridica, ed elaborazioni informatiche / A. PADOVANI. - (2007).
A. PADOVANI
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/56389
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