Lherzoliti a granato con caratteristiche simili a quelle che si rinvengono nel basamento cristallino Austridico ed in particolare nella Ulten zone della falda del Tonale (Obata & Morten, 1987) sono presenti in Western Norway (Carswell, 1986), nei terreni Dabie-Shan e Sulu della Cina Centro Orientale (Zhang et al.,1994), e nel Erzgebirge e Granulitgebirge, Germania (Massonne and Bautsch, 2002). In questi casi le peridotiti sono incluse entro gneiss crostali di orogeni collisionali e talora sono associate a rocce eclogitiche cristallizzate ad alte ed altissime pressioni. Queste associazioni dimostrano, in maniera chiara, che la subduzione di crosta continentale in ambienti collisionali è avvenuta ciclicamente nelle ere geologiche causando l'influso di materiale crostale entro il mantello terrestre. Una serie crescente di dati indica che numerose inclusioni di altissima pressione si sono originate da fluidi supercritici che dissolvono significative quantità di materiale silicatico (Stockert et al., 2001; Van Roermund et al., 2002). Queste inclusioni possono dare quindi informazioni rilevanti circa la natura dei fluidi prodotti a grande profondità da slab crostali. Sono ancora poco chiari i processi che regolano la dinamica subduttiva e di riesumazione di queste scaglie di materiale mantellico e crostale, e rimangono da investigare sia l'effettiva natura e composizione dei fluidi/liquidi che gli effetti metasomatici indotti sul mantello circostante. Un caso peculiare di una associazione crosta-mantello subdotta in cui le scaglie di materiale mantellico mostrano un progressivo inquinamento metasomatico da parte di fluidi/liquidi crostali è rappresentato dalle peridotiti a granato della Ulten zone (Morten and Obata, 1990; Rampone and Morten, 2001; Marocchi et al, 2005; Nazzareni et al., 2005). La Ulten zone rappresenta quindi un terreno fertile per studiare la subduzione e riesumazione di sequenze di crosta continentale-porzioni mantelliche da grandi profondità (UP e/o UHP?) e per indagare gli effetti indotti da questa crosta subdotta sul mantello circostante. Il progetto è finalizzato all’approfondimento ed alla comprensione di importanti problematiche non ancora risolte: 1) caratterizzazione dell'impronta metasomatica crostale trasferita alle peridotiti incorporate nella crosta subdotta; ciò può portare alla comprensione di importanti processi di trasferimento di elementi dalla crosta al mantello ed a chiarire gli aspetti legati al metasomatismo di wedge mantellico direttamente a contatto con la crosta subdotta; 2) definizione degli elementi scambiati tra i due sistemi e dei traccianti di questo processo; 3) definizione del tipo di fluido/liquido coinvolto nel processo di scambio.

Ricostruzione dei processi metasomatici e determinazione degli agenti metasomatizzanti le peridotiti a granato incorporate in crosta continentale subdotta: minerali idrati, inclusioni solide e fluide nei minerali delle peridotiti e degli gneiss incassanti nella sequenza della Zona d’Ultimo, Austroalpino superiore

BONDI, MIRELLA
2007

Abstract

Lherzoliti a granato con caratteristiche simili a quelle che si rinvengono nel basamento cristallino Austridico ed in particolare nella Ulten zone della falda del Tonale (Obata & Morten, 1987) sono presenti in Western Norway (Carswell, 1986), nei terreni Dabie-Shan e Sulu della Cina Centro Orientale (Zhang et al.,1994), e nel Erzgebirge e Granulitgebirge, Germania (Massonne and Bautsch, 2002). In questi casi le peridotiti sono incluse entro gneiss crostali di orogeni collisionali e talora sono associate a rocce eclogitiche cristallizzate ad alte ed altissime pressioni. Queste associazioni dimostrano, in maniera chiara, che la subduzione di crosta continentale in ambienti collisionali è avvenuta ciclicamente nelle ere geologiche causando l'influso di materiale crostale entro il mantello terrestre. Una serie crescente di dati indica che numerose inclusioni di altissima pressione si sono originate da fluidi supercritici che dissolvono significative quantità di materiale silicatico (Stockert et al., 2001; Van Roermund et al., 2002). Queste inclusioni possono dare quindi informazioni rilevanti circa la natura dei fluidi prodotti a grande profondità da slab crostali. Sono ancora poco chiari i processi che regolano la dinamica subduttiva e di riesumazione di queste scaglie di materiale mantellico e crostale, e rimangono da investigare sia l'effettiva natura e composizione dei fluidi/liquidi che gli effetti metasomatici indotti sul mantello circostante. Un caso peculiare di una associazione crosta-mantello subdotta in cui le scaglie di materiale mantellico mostrano un progressivo inquinamento metasomatico da parte di fluidi/liquidi crostali è rappresentato dalle peridotiti a granato della Ulten zone (Morten and Obata, 1990; Rampone and Morten, 2001; Marocchi et al, 2005; Nazzareni et al., 2005). La Ulten zone rappresenta quindi un terreno fertile per studiare la subduzione e riesumazione di sequenze di crosta continentale-porzioni mantelliche da grandi profondità (UP e/o UHP?) e per indagare gli effetti indotti da questa crosta subdotta sul mantello circostante. Il progetto è finalizzato all’approfondimento ed alla comprensione di importanti problematiche non ancora risolte: 1) caratterizzazione dell'impronta metasomatica crostale trasferita alle peridotiti incorporate nella crosta subdotta; ciò può portare alla comprensione di importanti processi di trasferimento di elementi dalla crosta al mantello ed a chiarire gli aspetti legati al metasomatismo di wedge mantellico direttamente a contatto con la crosta subdotta; 2) definizione degli elementi scambiati tra i due sistemi e dei traccianti di questo processo; 3) definizione del tipo di fluido/liquido coinvolto nel processo di scambio.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/56015
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