La chiesa matrice di San Clemente, posta all’interno del Castello, viene edificata presumibilmente tra il 1834 ed il 1836, all’indomani della demolizione della antica chiesa parrocchiale. Non è noto il nome del progettista. La chiesa è soggetta ad interventi di abbellimento e manutenzione negli anni compresi tra il 1836 ed il 1870. Nel 1916 il terremoto lesiona nuovamente la l’edificio. La chiesa viene risparmiata dal passaggio del fronte durante il secondo conflitto mondiale. Il prospetto, in laterizi a facciavista, è segnato da quattro lesene coronate da un timpano in pietra. I mattoni,mediamente di buona fattura, hanno dimensioni inusuali per la zona, presentano giunti ridottissimi e sono legati con una malta di calce idraulica naturale con inerti finissimi. Il manufatto risultava interessato da puntuali fenomeni di disgregazione delle malte e dei laterizi del paramento (specie sul fronte laterale) ed inoltre si osservavano diffusi depositi superficiali di natura organica con conseguante formazione di croste nere. Su paramenti in laterizio si sono applicati appositi biocidi, testati preventivamente, e rimossa meccanicamente la patina biologica e la vegetazione infestante. La superficie così trattata è stata poi risciacquata con acqua deionizzata nebulizzata e sottoposta ad un leggero bruschinaggio con spatole di saggina. Sono state rimosse con microscalpelli e vibroincisori le stuccature cementizie o quelle a calce ammalorate. I mattoni disgregati sono stati consolidati con applicazioni di riaggreganti a base di esteri di acido siliceo, si è poi passati alla puntuale ristilatura dei giunti con malte di calce idrauliche naturali aventi come inerti le sabbie del fiume Conca o del Ventena. Il portale in pietra di san Marino che caratterizza il fronte principale è stato precosolidato e pulito mentre il consolidamento superficiale è stato eseguito mediante applicazioni di silicato di etile dato sino a rifiuto. Si è provveduto inoltre alla stuccata puntuale del portale con malte caricate con la polvere dello stesso litotipo. Su tutta la facciata infine è stato eseguito un trattamento di protezione a base di silossani.

Opere di restauro e conservazione delle cortine murarie del fronte e del fianco sinistro della Chiesa del Capoluogo a San Clemente

UGOLINI, ANDREA
2006

Abstract

La chiesa matrice di San Clemente, posta all’interno del Castello, viene edificata presumibilmente tra il 1834 ed il 1836, all’indomani della demolizione della antica chiesa parrocchiale. Non è noto il nome del progettista. La chiesa è soggetta ad interventi di abbellimento e manutenzione negli anni compresi tra il 1836 ed il 1870. Nel 1916 il terremoto lesiona nuovamente la l’edificio. La chiesa viene risparmiata dal passaggio del fronte durante il secondo conflitto mondiale. Il prospetto, in laterizi a facciavista, è segnato da quattro lesene coronate da un timpano in pietra. I mattoni,mediamente di buona fattura, hanno dimensioni inusuali per la zona, presentano giunti ridottissimi e sono legati con una malta di calce idraulica naturale con inerti finissimi. Il manufatto risultava interessato da puntuali fenomeni di disgregazione delle malte e dei laterizi del paramento (specie sul fronte laterale) ed inoltre si osservavano diffusi depositi superficiali di natura organica con conseguante formazione di croste nere. Su paramenti in laterizio si sono applicati appositi biocidi, testati preventivamente, e rimossa meccanicamente la patina biologica e la vegetazione infestante. La superficie così trattata è stata poi risciacquata con acqua deionizzata nebulizzata e sottoposta ad un leggero bruschinaggio con spatole di saggina. Sono state rimosse con microscalpelli e vibroincisori le stuccature cementizie o quelle a calce ammalorate. I mattoni disgregati sono stati consolidati con applicazioni di riaggreganti a base di esteri di acido siliceo, si è poi passati alla puntuale ristilatura dei giunti con malte di calce idrauliche naturali aventi come inerti le sabbie del fiume Conca o del Ventena. Il portale in pietra di san Marino che caratterizza il fronte principale è stato precosolidato e pulito mentre il consolidamento superficiale è stato eseguito mediante applicazioni di silicato di etile dato sino a rifiuto. Si è provveduto inoltre alla stuccata puntuale del portale con malte caricate con la polvere dello stesso litotipo. Su tutta la facciata infine è stato eseguito un trattamento di protezione a base di silossani.
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