Il progetto riguarda la Progettazione dei lavori di restauro e recupero del “Forte San Biagio – Werk Colle delle Benne”, a Levico Terme (TN). Il progetto di restauro e valorizzazione del Forte si colloca all’interno di un progetto di organizzazione e programmazione in rete degli interventi delle fortificazioni, della Provincia di Trento. Il Forte, posto su un terrazzamento naturale affacciato su Levico, sul lago e sul forte Tenna con il quale controllava l’accesso alla città di Trento dall’Alta Valsugana, ha sempre rappresentato, per posizione geografica e forma architettonica, un avamposto per il controllo del territorio. Il forte, costruito nel 1889 dagli austriaci, è un formidabile esempio di architettura militare e rappresenta un modello esemplare di costruzione stereotomica. É un’opera in casamatta di pietra scistosa e presenta una forma planimetrica a pentagono irregolare con profondo fossato su tutti i lati in grado di rispondere alle esigenze poste dai sistemi di difesa in rapporto a quelle funzionali, strategiche e alla morfologia del terreno. Il restauro ha costituito una singolare opportunità di recupero finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione tipologica di questa architettura fortificata e del paesaggio circostante. Il progetto prevedeva sostanzialmente il restauro conservativo del Forte il quale era nelle sue parti essenziali, nella volumetria, sufficientemente integro anche se presentava condizioni di forte degrado nella conservazione materiale. Il progetto di restauro si attiene alla teoria del “caso per caso”, l’unica teoria che ritiene l’edificio, il monumento, innanzi tutto un fatto e un documento costruttivo con il quale rapportarsi al di la di generiche ideologie e dei vincoli normativi. Il progetto prevedeva la ricostruzione delle parti murarie crollate e un consolidamento strutturale, attraverso un principio di astrazione, di reintegrazione e ripresentazione di un’immagine evocativa. Immagine che il progetto propone mediante un intervento di restauro ragionevole, animato da un principio di analogia, e una ricostruzione-finzione delle tecniche di difesa e della vita quotidiana, proponendo spazi in cui oggetti e scene sono mostrati per “via di allestimento”, attraverso la costruzione di “teatrini” interni ai locali del forte, con l’intenzione di trasformarli in luoghi dove incomincia il mondo dell’immaginazione.

Progetto per il recupero e il restauro del "Forte San Biagio - Werk Colle delle Benne". Scene dal Forte.

MALACARNE, GINO
2014

Abstract

Il progetto riguarda la Progettazione dei lavori di restauro e recupero del “Forte San Biagio – Werk Colle delle Benne”, a Levico Terme (TN). Il progetto di restauro e valorizzazione del Forte si colloca all’interno di un progetto di organizzazione e programmazione in rete degli interventi delle fortificazioni, della Provincia di Trento. Il Forte, posto su un terrazzamento naturale affacciato su Levico, sul lago e sul forte Tenna con il quale controllava l’accesso alla città di Trento dall’Alta Valsugana, ha sempre rappresentato, per posizione geografica e forma architettonica, un avamposto per il controllo del territorio. Il forte, costruito nel 1889 dagli austriaci, è un formidabile esempio di architettura militare e rappresenta un modello esemplare di costruzione stereotomica. É un’opera in casamatta di pietra scistosa e presenta una forma planimetrica a pentagono irregolare con profondo fossato su tutti i lati in grado di rispondere alle esigenze poste dai sistemi di difesa in rapporto a quelle funzionali, strategiche e alla morfologia del terreno. Il restauro ha costituito una singolare opportunità di recupero finalizzato alla conservazione e alla valorizzazione tipologica di questa architettura fortificata e del paesaggio circostante. Il progetto prevedeva sostanzialmente il restauro conservativo del Forte il quale era nelle sue parti essenziali, nella volumetria, sufficientemente integro anche se presentava condizioni di forte degrado nella conservazione materiale. Il progetto di restauro si attiene alla teoria del “caso per caso”, l’unica teoria che ritiene l’edificio, il monumento, innanzi tutto un fatto e un documento costruttivo con il quale rapportarsi al di la di generiche ideologie e dei vincoli normativi. Il progetto prevedeva la ricostruzione delle parti murarie crollate e un consolidamento strutturale, attraverso un principio di astrazione, di reintegrazione e ripresentazione di un’immagine evocativa. Immagine che il progetto propone mediante un intervento di restauro ragionevole, animato da un principio di analogia, e una ricostruzione-finzione delle tecniche di difesa e della vita quotidiana, proponendo spazi in cui oggetti e scene sono mostrati per “via di allestimento”, attraverso la costruzione di “teatrini” interni ai locali del forte, con l’intenzione di trasformarli in luoghi dove incomincia il mondo dell’immaginazione.
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