BABILONIA TEATRI. PER UN TEATRO POP ROCK PUNK. a cura di Cristina Valenti. Presentazione: Dopo aver vinto il Premio Scenario nel 2007 con lo spettacolo rivelazione made in italy, Babilonia Teatri si è aggiudicata nel giro di pochissimi anni il Premio Ubu, il Premio Hystrio, il Premio Franco Enriquez. La trilogia dell’italietta ("made in italy", "Underwork" e "Pornobboy") ha disegnato un ritratto spietato del bel Paese, raggelato nelle icone televisive, attraversato da razzismo e qualunquismo, consacrato a pseudo-valori a buon mercato. Radicata nella provincia veneta, che la compagnia ha contribuito a svelare come bacino di emergenze generazionali, l’invenzione linguistica di Babilonia Teatri ha toccato l’intera sintassi della scrittura scenica (testo, spazio, attore). I testi degli spettacoli, affidati alla pura esposizione, statica, frontale, non mimetica, sono portatori di una realtà che interagisce con la fisicità dei corpi e la concretezza degli oggetti e delle azioni. Oggetto d’indagine è la possibilità stessa di stare in scena: senza il ricorso a personaggi, dialoghi, meccanismi di finzione o immedesimazione. Hanno toccato i temi dell’intolleranza e del nazional-popolare ("made in italy"), della mancanza di lavoro ("Underwork"), della pornografia dell’informazione ("Pornobboy"), della banalizzazione e rimozione della morte nella società contemporanea ("The End"), della rinascita delle persone uscite dal coma ("Pinocchio"), della responsabilità dello spettatore e del suo sguardo di fronte all’infanzia ("Lolita"). Con l’ultimo spettacolo, "Jesus", proseguono il filone più intimo e introspettivo della loro produzione, raccogliendo dal figlio di quattro anni le domande fondamentali (e normalmente esorcizzate) sul senso della vita e rilanciandole in una riflessione sulla spiritualità che interroga a sua volta laici e credenti. Il progetto comprende inoltre un laboratorio riservato agli studenti del Dipartimento delle Arti, dal titolo "Dietro lo specchio", che si concluderà con un esito aperto al pubblico. Completa il programma la tavola rotonda dedicata alla "Lingua di Babilonia Teatri", con la presentazione della monografia di Stefano Casi ("Per un teatro pop", Titivillus, 2013) e del volume di testi di Castellani e Raimondi ("Almanacco", Titivillus, 2013, con introduzione di Cristina Valenti).

BABILONIA TEATRI. PER UN TEATRO POP ROCK PUNK

VALENTI, CRISTINA
2015

Abstract

BABILONIA TEATRI. PER UN TEATRO POP ROCK PUNK. a cura di Cristina Valenti. Presentazione: Dopo aver vinto il Premio Scenario nel 2007 con lo spettacolo rivelazione made in italy, Babilonia Teatri si è aggiudicata nel giro di pochissimi anni il Premio Ubu, il Premio Hystrio, il Premio Franco Enriquez. La trilogia dell’italietta ("made in italy", "Underwork" e "Pornobboy") ha disegnato un ritratto spietato del bel Paese, raggelato nelle icone televisive, attraversato da razzismo e qualunquismo, consacrato a pseudo-valori a buon mercato. Radicata nella provincia veneta, che la compagnia ha contribuito a svelare come bacino di emergenze generazionali, l’invenzione linguistica di Babilonia Teatri ha toccato l’intera sintassi della scrittura scenica (testo, spazio, attore). I testi degli spettacoli, affidati alla pura esposizione, statica, frontale, non mimetica, sono portatori di una realtà che interagisce con la fisicità dei corpi e la concretezza degli oggetti e delle azioni. Oggetto d’indagine è la possibilità stessa di stare in scena: senza il ricorso a personaggi, dialoghi, meccanismi di finzione o immedesimazione. Hanno toccato i temi dell’intolleranza e del nazional-popolare ("made in italy"), della mancanza di lavoro ("Underwork"), della pornografia dell’informazione ("Pornobboy"), della banalizzazione e rimozione della morte nella società contemporanea ("The End"), della rinascita delle persone uscite dal coma ("Pinocchio"), della responsabilità dello spettatore e del suo sguardo di fronte all’infanzia ("Lolita"). Con l’ultimo spettacolo, "Jesus", proseguono il filone più intimo e introspettivo della loro produzione, raccogliendo dal figlio di quattro anni le domande fondamentali (e normalmente esorcizzate) sul senso della vita e rilanciandole in una riflessione sulla spiritualità che interroga a sua volta laici e credenti. Il progetto comprende inoltre un laboratorio riservato agli studenti del Dipartimento delle Arti, dal titolo "Dietro lo specchio", che si concluderà con un esito aperto al pubblico. Completa il programma la tavola rotonda dedicata alla "Lingua di Babilonia Teatri", con la presentazione della monografia di Stefano Casi ("Per un teatro pop", Titivillus, 2013) e del volume di testi di Castellani e Raimondi ("Almanacco", Titivillus, 2013, con introduzione di Cristina Valenti).
Valenti, Cristina
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/556029
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