Proposta progettuale per il concorso internazionale di idee promosso dal Comune di Padova per l'area ex Boschetti. Il concorso richiedeva proposte per la risistemazione di un area industriale dismessa quale nuovo parco urbano e luogo per il tempo libero. Il progetto proposto per il nuovo parco urbano nell’area ex Boschetti intende ricostruire, attraverso la messa in atto di precise strategie compositive, un lembo di territorio liminare che possa aspirare a diventare una nuova parte significativa della vita della città a partire da quei segni evidenti e impalpabili che la memoria della città ha necessariamente stratificato sul sito. Se si osservano le planimetrie storiche dell’insieme urbano, si nota come tale angolo urbano sia frutto di una costituzione relativamente recente. Dalla sua sistemazione ad uso agricolo, volutamente privo di costruzioni per motivi difensivi, si trasforma a partire dal XIX secolo in un insediamento periurbano di prima cintura con usi residenziali e, in maggior misura, industriali. Una storia di trasformazioni, che per sovrapposizioni successive, tuttavia non sono mai riuscite a strutturare in modo compiuto il luogo. Costruzioni e demolizioni si sono avvicendate nel corso degli anni, in un susseguirsi di presenze industriali di cui oggi però non rimane più alcuna traccia. La toponomastica locale, di fatto, ricorda ancora la vocazione prettamente industriale con la via denominata Vecchio Gasometro. L’area di concorso si presenta tuttavia precisamente definita nelle sue delimitazioni perimetrali per la presenza di bordi nettamente distinti da elementi dal carattere naturale a sud, come il canale Piovego, o a nord da quello architettonico come la cortina muraria sulla via Trieste e a est la via Gozzi. Quello che oggi si presenta come un grande vuoto urbano, collocato oltre la cinta muraria del XVI secolo, al di là del canale Piovego e la strada di circonvallazione extra moenia del Terraglio di Porciglia (prima metà del XIX sec.) potrebbe trovare in una nuova configurazione, una sua diversa destinazione all’interno del complesso sistema di relazioni della collettività. La proposta progettuale si è indirizzata verso una nuova visione del luogo mediante due intenzioni principali, la costruzione di un nuovo grande vuoto e la precisazione architettonica dei suoi margini. L’assenza e la consistenza sono così diventati gli elementi guida dell’ipotesi compositiva, quasi memoria stessa del sito.

Progetto per un nuovo parco urbano a Padova. Concorso di idee area ex Boschetti.

FERA, FRANCESCO SAVERIO;ESPOSITO, ANTONIO
2015

Abstract

Proposta progettuale per il concorso internazionale di idee promosso dal Comune di Padova per l'area ex Boschetti. Il concorso richiedeva proposte per la risistemazione di un area industriale dismessa quale nuovo parco urbano e luogo per il tempo libero. Il progetto proposto per il nuovo parco urbano nell’area ex Boschetti intende ricostruire, attraverso la messa in atto di precise strategie compositive, un lembo di territorio liminare che possa aspirare a diventare una nuova parte significativa della vita della città a partire da quei segni evidenti e impalpabili che la memoria della città ha necessariamente stratificato sul sito. Se si osservano le planimetrie storiche dell’insieme urbano, si nota come tale angolo urbano sia frutto di una costituzione relativamente recente. Dalla sua sistemazione ad uso agricolo, volutamente privo di costruzioni per motivi difensivi, si trasforma a partire dal XIX secolo in un insediamento periurbano di prima cintura con usi residenziali e, in maggior misura, industriali. Una storia di trasformazioni, che per sovrapposizioni successive, tuttavia non sono mai riuscite a strutturare in modo compiuto il luogo. Costruzioni e demolizioni si sono avvicendate nel corso degli anni, in un susseguirsi di presenze industriali di cui oggi però non rimane più alcuna traccia. La toponomastica locale, di fatto, ricorda ancora la vocazione prettamente industriale con la via denominata Vecchio Gasometro. L’area di concorso si presenta tuttavia precisamente definita nelle sue delimitazioni perimetrali per la presenza di bordi nettamente distinti da elementi dal carattere naturale a sud, come il canale Piovego, o a nord da quello architettonico come la cortina muraria sulla via Trieste e a est la via Gozzi. Quello che oggi si presenta come un grande vuoto urbano, collocato oltre la cinta muraria del XVI secolo, al di là del canale Piovego e la strada di circonvallazione extra moenia del Terraglio di Porciglia (prima metà del XIX sec.) potrebbe trovare in una nuova configurazione, una sua diversa destinazione all’interno del complesso sistema di relazioni della collettività. La proposta progettuale si è indirizzata verso una nuova visione del luogo mediante due intenzioni principali, la costruzione di un nuovo grande vuoto e la precisazione architettonica dei suoi margini. L’assenza e la consistenza sono così diventati gli elementi guida dell’ipotesi compositiva, quasi memoria stessa del sito.
Francesco Saverio, Fera; Antonio, Esposito
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