La mostra Vitrum. Il vetro tra arte e scienza nel mondo romano presenta attraverso reperti originali, affreschi, mosaici e sculture, alcuni aspetti della rivoluzionaria storia della comparsa del vetro nelle città sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I reperti esposti mettono in risalto sia lo straordinario livello artistico raggiunto dagli artigiani romani dopo l’introduzione della tecnica della soffiatura (I sec. a.C.), sia i legami esistenti tra l’arte vetraria e l’emergere di nuove nozioni scientifiche (soprattutto relative ad astronomia, meccanica, pneumatica, ottica, medicina). Materiale di antichissima tradizione, è con i Romani che il vetro diviene protagonista di una autentica rivoluzione di costume, architettonica e scientifica. Per questo la mostra rivela un fenomeno culturale di grande rilievo, che cambiò in modo radicale le abitudini degli abitanti delle città romane, paragonabile all’introduzione della plastica nel secolo scorso. Per avere un’idea della portata di questo cambiamento, è sufficiente ricordare che la produzione annua di vetro nell’impero nel secondo secolo d.C. aveva superato il milione di pezzi su una popolazione complessiva di circa 54 milioni di abitanti. L’esposizione presenta oltre 400 reperti, provenienti prevalentemente dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dall’Antiquarium della Soprintendenza Archeologica di Pompei, gran parte dei quali vengono mostrati al pubblico per la prima volta. Reperti particolarmente raffinati illustrano lo straordinario livello artistico raggiunto dai vetrai romani: tra questi, il famosissimo “vaso blu”, eccezionalmente prestato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli per l’importanza della manifestazione, un particolare e raro ritratto dipinto su vetro, contenitori in vetro marmorizzato e policromo realizzati con tecniche che, in alcuni casi, sono ancora oggi avvolte nel mistero. Nel suo insieme Vitrum è la mostra più ricca di reperti romani mai organizzata.

Vitrum. Il vetro fra arte e scienza nel mondo romano Mostra organizzata presso il Museo degli argenti di Firenze (27.3.2004-30.1.2005)

BERETTA, MARCO;
2004

Abstract

La mostra Vitrum. Il vetro tra arte e scienza nel mondo romano presenta attraverso reperti originali, affreschi, mosaici e sculture, alcuni aspetti della rivoluzionaria storia della comparsa del vetro nelle città sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. I reperti esposti mettono in risalto sia lo straordinario livello artistico raggiunto dagli artigiani romani dopo l’introduzione della tecnica della soffiatura (I sec. a.C.), sia i legami esistenti tra l’arte vetraria e l’emergere di nuove nozioni scientifiche (soprattutto relative ad astronomia, meccanica, pneumatica, ottica, medicina). Materiale di antichissima tradizione, è con i Romani che il vetro diviene protagonista di una autentica rivoluzione di costume, architettonica e scientifica. Per questo la mostra rivela un fenomeno culturale di grande rilievo, che cambiò in modo radicale le abitudini degli abitanti delle città romane, paragonabile all’introduzione della plastica nel secolo scorso. Per avere un’idea della portata di questo cambiamento, è sufficiente ricordare che la produzione annua di vetro nell’impero nel secondo secolo d.C. aveva superato il milione di pezzi su una popolazione complessiva di circa 54 milioni di abitanti. L’esposizione presenta oltre 400 reperti, provenienti prevalentemente dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dall’Antiquarium della Soprintendenza Archeologica di Pompei, gran parte dei quali vengono mostrati al pubblico per la prima volta. Reperti particolarmente raffinati illustrano lo straordinario livello artistico raggiunto dai vetrai romani: tra questi, il famosissimo “vaso blu”, eccezionalmente prestato dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli per l’importanza della manifestazione, un particolare e raro ritratto dipinto su vetro, contenitori in vetro marmorizzato e policromo realizzati con tecniche che, in alcuni casi, sono ancora oggi avvolte nel mistero. Nel suo insieme Vitrum è la mostra più ricca di reperti romani mai organizzata.
M. Beretta; G. di Pasquale
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