Nella conversazione con Nicoletta Lupia, Claudio Longhi parte dal suo personale coinvolgimento, in qualità di studioso e di regista, all’“Happening Jelinek”, costola del più vasto progetto “Festival Focus Jelinek” diretto da Elena Di Gioia, per presentare alcune brevi riflessioni sulle peculiarità della produzione drammaturgica dell’autrice austriaca. Dopo aver delineato le linee-guida del Convegno “(S)pettinare la realtà. Sulle scritture di Elfriede Jelinek”, che lo stesso Longhi coordina con Elena Di Gioia e che costituisce la prima parte dell’“Happening Jelinek”, ci si sofferma sulla scelta del copione di Jelinek “Die Schutzbefohlenen/I rifugiati coatti” quale testo da mettere in scena per l’esito laboratoriale (condotto sempre da Longhi) con cui si conclude la giornata di studi in oggetto. Proprio il riferimento a quest’opera, e alle dinamiche che la contraddistinguono, porta a interrogarsi sulla natura della scrittura teatrale del premio Nobel per la Letteratura nel 2004: una scrittura che, in estrema sintesi, si colloca a pieno titolo all’interno del panorama postdrammatico e coniuga «una assoluta superficialità» a una «fortissima tridimensionalità».

Lo spazio tridimensionale della scrittura. Conversazione con Claudio Longhi a cura di Nicoletta Lupia

LONGHI, CLAUDIO;LUPIA, NICOLETTA
2015

Abstract

Nella conversazione con Nicoletta Lupia, Claudio Longhi parte dal suo personale coinvolgimento, in qualità di studioso e di regista, all’“Happening Jelinek”, costola del più vasto progetto “Festival Focus Jelinek” diretto da Elena Di Gioia, per presentare alcune brevi riflessioni sulle peculiarità della produzione drammaturgica dell’autrice austriaca. Dopo aver delineato le linee-guida del Convegno “(S)pettinare la realtà. Sulle scritture di Elfriede Jelinek”, che lo stesso Longhi coordina con Elena Di Gioia e che costituisce la prima parte dell’“Happening Jelinek”, ci si sofferma sulla scelta del copione di Jelinek “Die Schutzbefohlenen/I rifugiati coatti” quale testo da mettere in scena per l’esito laboratoriale (condotto sempre da Longhi) con cui si conclude la giornata di studi in oggetto. Proprio il riferimento a quest’opera, e alle dinamiche che la contraddistinguono, porta a interrogarsi sulla natura della scrittura teatrale del premio Nobel per la Letteratura nel 2004: una scrittura che, in estrema sintesi, si colloca a pieno titolo all’interno del panorama postdrammatico e coniuga «una assoluta superficialità» a una «fortissima tridimensionalità».
Quaderno Jelinek
13
16
C. Longhi; N. Lupia
File in questo prodotto:
Eventuali allegati, non sono esposti

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11585/531904
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact