Il testo presenta i risultati di un’indagine svolta presso un campione di laureati negli anni 1997 e 1998 (presso 16 atenei aderenti al Consorzio AlmaLaurea) al fine di raccogliere informazioni sui loro attuali ruoli occupazionali: in particolare, ad ogni intervistato si chiedeva di indicare se lavorasse al momento dell’intervista (e, se no, se avesse comunque lavorato dopo la laurea); se avesse o no un lavoro al momento della laurea; se l’attuale lavoro fosse lo stesso di quello svolto al momento della laurea; il canale mediante il quale l’attuale lavoro è stato trovato; la caratterizzazione giuridica dell’attuale rapporto di lavoro; se il lavoro fosse a tempo pieno o parziale e svolto nel settore pubblico o privato; il grado di utilizzo delle competenze acquisite all’università e la necessità del titolo per svolgere il lavoro; il guadagno mensile netto; se l’intervistato cercasse attivamente lavoro; e, infine, l’eventuale motivo per cui non cercasse lavoro (in caso di disoccupazione). Oltre a queste domande sono stati usati due quesiti dal contenuto originale: uno chiedeva di indicare il numero complessivo di esperienze di lavoro avute dall’intervistato nel periodo successivo al conseguimento della laurea; l’altro invitava l’intervistato a descrivere per esteso i compiti principali svolti nel suo lavoro. I risultati evidenziano, fra l’altro, una contrapposizione eclatante tra posizioni adeguatamente riconosciute dal mercato del lavoro, soprattutto in termini di stabilità e retribuzione, e altre, altrettanto professionalizzanti, sulle quali pare non si investa a sufficienza.

La condizione occupazionale dei laureati nel lungo periodo: il lavoro attuale dei laureati del 1997-98

GASPERONI, Giancarlo;DI FRANCIA, ANGELO;GHISELLI, SILVIA
2007

Abstract

Il testo presenta i risultati di un’indagine svolta presso un campione di laureati negli anni 1997 e 1998 (presso 16 atenei aderenti al Consorzio AlmaLaurea) al fine di raccogliere informazioni sui loro attuali ruoli occupazionali: in particolare, ad ogni intervistato si chiedeva di indicare se lavorasse al momento dell’intervista (e, se no, se avesse comunque lavorato dopo la laurea); se avesse o no un lavoro al momento della laurea; se l’attuale lavoro fosse lo stesso di quello svolto al momento della laurea; il canale mediante il quale l’attuale lavoro è stato trovato; la caratterizzazione giuridica dell’attuale rapporto di lavoro; se il lavoro fosse a tempo pieno o parziale e svolto nel settore pubblico o privato; il grado di utilizzo delle competenze acquisite all’università e la necessità del titolo per svolgere il lavoro; il guadagno mensile netto; se l’intervistato cercasse attivamente lavoro; e, infine, l’eventuale motivo per cui non cercasse lavoro (in caso di disoccupazione). Oltre a queste domande sono stati usati due quesiti dal contenuto originale: uno chiedeva di indicare il numero complessivo di esperienze di lavoro avute dall’intervistato nel periodo successivo al conseguimento della laurea; l’altro invitava l’intervistato a descrivere per esteso i compiti principali svolti nel suo lavoro. I risultati evidenziano, fra l’altro, una contrapposizione eclatante tra posizioni adeguatamente riconosciute dal mercato del lavoro, soprattutto in termini di stabilità e retribuzione, e altre, altrettanto professionalizzanti, sulle quali pare non si investa a sufficienza.
IX Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati. Dall’università al lavoro in Italia e in Europa
109
131
Gasperoni G.; Di Francia A.; Ghiselli S.
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