Intorno agli anni settanta del secolo scorso, il Buddhismo come religione si è diffuso anche nel nostro Paese, soprattutto ad opera di un movimento di pensiero noto col nome di New Age. Tale fenomeno ha attinto dalle tradizioni orientali molti aspetti e presupposti delle sue ipotesi e si è mosso con forme di espressione controcorrente, tanto rispetto al marxismo, quanto al laicismo privo di valori umanistici, a quel tempo entrambi fenomeni dilaganti. Il contributo qui proposto si richiama al sopraddetto movimento di pensiero (inteso sia nella sua valenza positiva, sia negativa) con l’intento di mettere in luce da un lato il contesto che ha favorito l’avvio di percorsi spirituali nuovi e a quel tempo anomali per noi Occidentali (come ad esempio le pratiche dello yoga e della meditazione) ; dall’altro lato l’approdo, in alcuni casi, alla religione buddhista. Detto contributo si propone inoltre, attraverso il riferimento a quattro interviste in profondità effettuate ad adulti italiani, di religione buddhista da tempo consolidato e facenti parte dell’Istituto Buddhista “Soka Gakkai”, di fare emergere tanto le motivazioni sottostanti alla suddetta conversione, quanto il “peso” che in età adulta la dimensione religiosa riveste come fattore di formazione e, dunque, di crescita e di emancipazione valoriale e personale. Si tratta di un campione ristretto e quindi non sufficiente per trarre conclusioni definitive e soprattutto generalizzabili, anche se i dati raccolti mediante le interviste sono risultati numerosi e assai densi di significato. Attraverso una loro analisi, infatti, non solo è risultato possibile pervenire a un’idea dei molteplici e complessi motivi che possono risultare sottostanti a una conversione adulta, nella fattispecie la conversione al Buddhismo, ma anche ipotizzare ulteriori piste di ricerca, per esempio quelle in relazione al bisogno di “religiosità” e/o di “spiritualità” che in particolare in età adulta sembra presente e ampiamente condiviso.

Buddhismo e conversioni adulte

CAVANA, LAURA
2014

Abstract

Intorno agli anni settanta del secolo scorso, il Buddhismo come religione si è diffuso anche nel nostro Paese, soprattutto ad opera di un movimento di pensiero noto col nome di New Age. Tale fenomeno ha attinto dalle tradizioni orientali molti aspetti e presupposti delle sue ipotesi e si è mosso con forme di espressione controcorrente, tanto rispetto al marxismo, quanto al laicismo privo di valori umanistici, a quel tempo entrambi fenomeni dilaganti. Il contributo qui proposto si richiama al sopraddetto movimento di pensiero (inteso sia nella sua valenza positiva, sia negativa) con l’intento di mettere in luce da un lato il contesto che ha favorito l’avvio di percorsi spirituali nuovi e a quel tempo anomali per noi Occidentali (come ad esempio le pratiche dello yoga e della meditazione) ; dall’altro lato l’approdo, in alcuni casi, alla religione buddhista. Detto contributo si propone inoltre, attraverso il riferimento a quattro interviste in profondità effettuate ad adulti italiani, di religione buddhista da tempo consolidato e facenti parte dell’Istituto Buddhista “Soka Gakkai”, di fare emergere tanto le motivazioni sottostanti alla suddetta conversione, quanto il “peso” che in età adulta la dimensione religiosa riveste come fattore di formazione e, dunque, di crescita e di emancipazione valoriale e personale. Si tratta di un campione ristretto e quindi non sufficiente per trarre conclusioni definitive e soprattutto generalizzabili, anche se i dati raccolti mediante le interviste sono risultati numerosi e assai densi di significato. Attraverso una loro analisi, infatti, non solo è risultato possibile pervenire a un’idea dei molteplici e complessi motivi che possono risultare sottostanti a una conversione adulta, nella fattispecie la conversione al Buddhismo, ma anche ipotizzare ulteriori piste di ricerca, per esempio quelle in relazione al bisogno di “religiosità” e/o di “spiritualità” che in particolare in età adulta sembra presente e ampiamente condiviso.
La risorsa religione e isuoi dinamismi, studi multidisciplinari in dialogo
296
309
Laura Cavana
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