Questo studio si ripropone di valutare prospettivamente sicurezza ed efficacia del 5 fluoruracile (5-FU) intraincisionale come trattamento adiuvante all’exeresi chirurgica marginale di tumori sottocutanei localizzati agli arti nel cane. Tipicamente questi tumori sono aggressivi localmente (con elevato potenziale di recidiva dopo asportazione marginale), mentre il tasso metastatico è inferiore al 20% per le neoplasie di basso grado. Tradizionalmente i sarcomi delle estremità richiedono chirurgia aggressiva (anche amputazione) o radioterapia adiuvante in seguito ad exeresi. La chemioterapia regionale offre due vantaggi: consente di raggiungere elevate concentrazioni di principio attivo in sede neoplastica e riduce la tossicità sistemica. Il 5-FU è un chemioterapico antimetabolita utilizzato nella specie canina per il trattamento di vari carcinomi e sarcomi e può essere somministrato per via sistemica o topica. Secondo gli autori, in veterinaria non sono pubblicati lavori sull’efficacia del 5-FU intraincisionale in monochemioterapia per il trattamento post-chirurgico dei sarcomi dei tessuti molli. Nel presente lavoro, si prendevano in esame 7 cani con diagnosi istologica di neurofibrosarcoma (n=3),emangiopericitoma maligno (n=3) e mixosarcoma (n=1) localizzati agli arti (6 arto anteriore ed 1 arto posteriore) ed asportati senza radicalità. Dopo accurata stadiazione, si procedeva ad exeresi chirurgica della massa neoplastica con conservazione dell’arto in 6 cani, mentre in uno si ricorreva ad amputazione (con scapulectomia) a causa dell’interessamento profondo del plesso brachiale. L’esame istologico rilevava in tutti i casi l’infiltrazione dei margini di escissione da parte della neoplasia, per cui, visto l’alto tasso di recidiva locale che caratterizza questi tumori, si proponeva la chemioterapia adiuvante ad intervallo settimanale con 5-FU intraincisionale alla dose di 150 mg/m2. La somministrazione veniva iniziata mediamente 7 giorni dopo la chirurgia. Prima di ogni seduta si valutavano stato clinico, velocità di guarigione della ferita chirurgica (con eventuale courettage), insorgenza di effetti tossici da chemioterapia e presenza di recidive locali. Complessivamente venivano effettuate 65 sedute di chemioterapia ed ogni paziente riceveva da 6 a 22 somministrazioni. Il trattamento settimanale con 5-FU era ben tollerato da tutti i cani, senza alcuna tossicità sistemica e senza necessità di dover ricorrere a sedazione o anestesie locali. In un solo caso si notava iperpigmentazione cutanea nella sede di inoculo, poi regredita spontaneamente. Non si osservava ritardo di cicatrizzazione o complicanze locali secondarie al trattamento. Al momento dell’analisi dei dati, 5 cani erano vivi ed in remissione completa, con intervallo libero di 72, 364, 689, 753 e 1207 giorni. Due cani erano invece sottoposti ad eutanasia, uno a seguito di recidiva locale dopo 403 giorni dalla prima somministrazione, ed il secondo dopo 297 giorni per metastasi a diversi siti sottocutanei e ai polmoni, senza alcuna evidenza di recidiva locale. Follow-up medio e mediano ottenuti erano di 541 e 403 giorni, rispettivamente. Nonostante la casistica per ora ridotta, i risultati estrapolati da questo studio pilota permettono di ritenere il 5-FU una promettente alternativa all’amputazione e alla chemioterapia sistemica

5-FLUORURACILE INTRAINCISIONALE NEL TRATTAMENTO ADIUVANTE DEI SARCOMI NON COMPLETAMENTE ESCISSI DELLE ESTREMITÀ: STUDIO PILOTA NEL CANE

Marconato L.;BETTINI, GIULIANO
2007

Abstract

Questo studio si ripropone di valutare prospettivamente sicurezza ed efficacia del 5 fluoruracile (5-FU) intraincisionale come trattamento adiuvante all’exeresi chirurgica marginale di tumori sottocutanei localizzati agli arti nel cane. Tipicamente questi tumori sono aggressivi localmente (con elevato potenziale di recidiva dopo asportazione marginale), mentre il tasso metastatico è inferiore al 20% per le neoplasie di basso grado. Tradizionalmente i sarcomi delle estremità richiedono chirurgia aggressiva (anche amputazione) o radioterapia adiuvante in seguito ad exeresi. La chemioterapia regionale offre due vantaggi: consente di raggiungere elevate concentrazioni di principio attivo in sede neoplastica e riduce la tossicità sistemica. Il 5-FU è un chemioterapico antimetabolita utilizzato nella specie canina per il trattamento di vari carcinomi e sarcomi e può essere somministrato per via sistemica o topica. Secondo gli autori, in veterinaria non sono pubblicati lavori sull’efficacia del 5-FU intraincisionale in monochemioterapia per il trattamento post-chirurgico dei sarcomi dei tessuti molli. Nel presente lavoro, si prendevano in esame 7 cani con diagnosi istologica di neurofibrosarcoma (n=3),emangiopericitoma maligno (n=3) e mixosarcoma (n=1) localizzati agli arti (6 arto anteriore ed 1 arto posteriore) ed asportati senza radicalità. Dopo accurata stadiazione, si procedeva ad exeresi chirurgica della massa neoplastica con conservazione dell’arto in 6 cani, mentre in uno si ricorreva ad amputazione (con scapulectomia) a causa dell’interessamento profondo del plesso brachiale. L’esame istologico rilevava in tutti i casi l’infiltrazione dei margini di escissione da parte della neoplasia, per cui, visto l’alto tasso di recidiva locale che caratterizza questi tumori, si proponeva la chemioterapia adiuvante ad intervallo settimanale con 5-FU intraincisionale alla dose di 150 mg/m2. La somministrazione veniva iniziata mediamente 7 giorni dopo la chirurgia. Prima di ogni seduta si valutavano stato clinico, velocità di guarigione della ferita chirurgica (con eventuale courettage), insorgenza di effetti tossici da chemioterapia e presenza di recidive locali. Complessivamente venivano effettuate 65 sedute di chemioterapia ed ogni paziente riceveva da 6 a 22 somministrazioni. Il trattamento settimanale con 5-FU era ben tollerato da tutti i cani, senza alcuna tossicità sistemica e senza necessità di dover ricorrere a sedazione o anestesie locali. In un solo caso si notava iperpigmentazione cutanea nella sede di inoculo, poi regredita spontaneamente. Non si osservava ritardo di cicatrizzazione o complicanze locali secondarie al trattamento. Al momento dell’analisi dei dati, 5 cani erano vivi ed in remissione completa, con intervallo libero di 72, 364, 689, 753 e 1207 giorni. Due cani erano invece sottoposti ad eutanasia, uno a seguito di recidiva locale dopo 403 giorni dalla prima somministrazione, ed il secondo dopo 297 giorni per metastasi a diversi siti sottocutanei e ai polmoni, senza alcuna evidenza di recidiva locale. Follow-up medio e mediano ottenuti erano di 541 e 403 giorni, rispettivamente. Nonostante la casistica per ora ridotta, i risultati estrapolati da questo studio pilota permettono di ritenere il 5-FU una promettente alternativa all’amputazione e alla chemioterapia sistemica
56° Congresso Internazionale Multisala SCIVAC - Rimini - 1-3 Giugno 2007
535
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Marconato L.; Comastri S.; Lorenzo M.R.; Abramo F.; Bettini G.
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