Verso la fine del 1960 la Reynolds Metals Company incarica Pier Luigi Nervi di predisporre uno studio preliminare per una grande copertura in alluminio dell’ippodromo di Richmond, in Virginia. I vincoli di progetto prevedono la copertura della pista dell’ippodromo, della tribuna e del Club-house. Le prime ipotesi vedono uno studio di massima su due soluzioni differenti: una copertura a volta e una copertura a cupola. Fino a questo momento Nervi si è dedicato nei suoi diversi progetti allo sviluppo e perfezionamento del ferrocemento; non risulta quindi avere particolare esperienza nell’impiego dell’alluminio. Per la copertura a volta Nervi invia alla Reynolds Metals Company copia del progetto della volta ad arco parabolico brevettato nel 1943. A differenza della proposta del 1943, la luce da coprire passa dai 300 ai 400 metri e gli elementi prefabbricati in ferrocemento, costituenti la volta nervata, sono sostituti da porzioni di elementi prefabbricati in alluminio, opportunamente assemblati in officina e adeguatamente dimensionati in funzione della capacità dei mezzi di sollevamento in cantiere.Tale soluzione, pur risultando migliore dal punto di vista statico ed economico, visto il minor impiego di materiale rispetto alla soluzione ad arco, presenta tuttavia delle criticità. Innanzitutto la questione, come la definisce Nervi, dell’indagine teorica e non ultima la realizzazione pratica, vista anche l’eccezionalità delle dimensioni. Se la volta ad arco consente indagini sperimentali, realizzandone ad esempio una parte, per la cupola è necessario procedere alla sua completa realizzazione, rendendo di fatto tale soluzione non praticabile dal punto di vista economico. La soluzione proposta è quindi quella della volta ad arco parabolico con luce libera di 400 metri e lunghezza di 320 metri, mentre l’altezza in chiave raggiunge gli 80 metri. La volta è impostata su una doppia serie di 22 pilastri in cemento armato posizionati ad intervalli di circa 15 metri. La volta parabolica è costituita da elementi prefabbricati della larghezza di 7.50 metri, con un’altezza variabile di 5 metri nella sezione di imposta e 3.50 metri in chiave, mentre la capienza complessiva delle tribune in cemento armato è di circa 100.000 persone.

Richmond. Dal ferrocemento alle onde di alluminio: l’ippodromo coperto / Pasqualino Solomita. - STAMPA. - 1:(2012), pp. 0.241-0.245. [10.978.88572/17000]

Richmond. Dal ferrocemento alle onde di alluminio: l’ippodromo coperto

SOLOMITA, PASQUALINO
2012

Abstract

Verso la fine del 1960 la Reynolds Metals Company incarica Pier Luigi Nervi di predisporre uno studio preliminare per una grande copertura in alluminio dell’ippodromo di Richmond, in Virginia. I vincoli di progetto prevedono la copertura della pista dell’ippodromo, della tribuna e del Club-house. Le prime ipotesi vedono uno studio di massima su due soluzioni differenti: una copertura a volta e una copertura a cupola. Fino a questo momento Nervi si è dedicato nei suoi diversi progetti allo sviluppo e perfezionamento del ferrocemento; non risulta quindi avere particolare esperienza nell’impiego dell’alluminio. Per la copertura a volta Nervi invia alla Reynolds Metals Company copia del progetto della volta ad arco parabolico brevettato nel 1943. A differenza della proposta del 1943, la luce da coprire passa dai 300 ai 400 metri e gli elementi prefabbricati in ferrocemento, costituenti la volta nervata, sono sostituti da porzioni di elementi prefabbricati in alluminio, opportunamente assemblati in officina e adeguatamente dimensionati in funzione della capacità dei mezzi di sollevamento in cantiere.Tale soluzione, pur risultando migliore dal punto di vista statico ed economico, visto il minor impiego di materiale rispetto alla soluzione ad arco, presenta tuttavia delle criticità. Innanzitutto la questione, come la definisce Nervi, dell’indagine teorica e non ultima la realizzazione pratica, vista anche l’eccezionalità delle dimensioni. Se la volta ad arco consente indagini sperimentali, realizzandone ad esempio una parte, per la cupola è necessario procedere alla sua completa realizzazione, rendendo di fatto tale soluzione non praticabile dal punto di vista economico. La soluzione proposta è quindi quella della volta ad arco parabolico con luce libera di 400 metri e lunghezza di 320 metri, mentre l’altezza in chiave raggiunge gli 80 metri. La volta è impostata su una doppia serie di 22 pilastri in cemento armato posizionati ad intervalli di circa 15 metri. La volta parabolica è costituita da elementi prefabbricati della larghezza di 7.50 metri, con un’altezza variabile di 5 metri nella sezione di imposta e 3.50 metri in chiave, mentre la capienza complessiva delle tribune in cemento armato è di circa 100.000 persone.
2012
Cantiere Nervi. La costruzione di un'identità. Storie, geografie, paralleli
241
245
Richmond. Dal ferrocemento alle onde di alluminio: l’ippodromo coperto / Pasqualino Solomita. - STAMPA. - 1:(2012), pp. 0.241-0.245. [10.978.88572/17000]
Pasqualino Solomita
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