La XXIV campagna a Tell Afis si è svolta dal 1 maggio-7 luglio 2006. Gli scavi sono stati diretti da S, Mazzoni (Univ. Pisa) e da S.M. Cecchini (Univ. Bologna), con la collaborazione di studenti delle Univ. di Pisa e di Bologna e i finanziamenti del Ministero dell’Università e Ricerca, del Ministero degli Affari Esteri e delle Università di Pisa e di Bologna. Il risultato più importante della campagna è stato l’identificazione dell’edificio monumentale dell’area A (A1.1). E’ ora chiara la struttura dell’edificio dalle possenti fondazioni (A2.3), un tradizionale tempio cananeo, a pianta tripartita, con ambienti laterali, del tipo del salomonico tempio di Gerusalemme (A1.2), databile verosimilmente al VII secolo a.C. Frammenti di incensieri (A5.19-24; A4.18), di amuleti (A4.14) e intarsi (A4.14) confermano la natura cultuale del luogo. Al di sotto del tempio di età assira si cominciano a mettere in luce i resti di una fase più antica dell’edificio sacro (A2.4; A4.5), dell’epoca del dominio aramaico della regione. Tra i ritrovamenti, notevoli sono un sigillo cilindrico con la raffigurazione del dio della tempesta (A4.11) a cui era dedicato il tempio, un intarsio (A4.13), il manico di un ventaglio a forma di testa di serpente (A4.16) e un incensiere a testa umana (A4.17). Nell’area E4 lo scopo della campagna era quello di chiarire la sequenza stratigrafica delle fasi di XIV-XIII secolo a.C. nell’area del Pillared Building (E4-1.1). Alla fase Vc appartengono strutture con ceramica (E4-1.5), oggetti di bronzo (E4-2.10-11) e grani di collana (E4-2.7-9): In una fase più antica (fase VI) la zona fu usata come area di lavorazione e trasformazione dei cibi. Almeno dodici vasi completi sono stati trovati infranti sul suolo (E4-3.15-19), con strumenti di basalto (E4-1.4) e oggetti di Bronzo (E4-2.12). In precedenza (fase VII) l’area fu occupata da una residenza di grande qualità architettonica, con pavimenti ben intonacati e pareti spesse 1m20, di cui sono stati individuati per ora sei ambienti. La stanza a nord-est era una cucina, dotata di un forno (tannûr) e di un focolare (E4-1-2), da cui provengono numerosi recipienti (E4-1.3; E4-3.14) e una punta di freccia di bronzo (E4-2.14). Lo scavo nell’area E3 ha continuato l’indagine nella zona di produzione della ceramica, databile tra la fine del BA e l’inizio del BM (E3-1.5), che era immediatamente sovrapposta alla fase finale del BA (E3-3.13). A nord di quest’area industriale si è ripreso lo scavo di tre ambienti (E3-1.2-3); a una fase databile al Medio Bronzo I appartengono diverse installazioni, forni, focolari, fosse, piattaforme bruciate, con resti di cereali e di olive, insieme con ceramica (E3-3.10-12). Immediatamente a ovest si sono messe in luce le strutture di Antico Bronzo IVB che qui ricoprono la imponente fase calcolitica (E3-1.4; E3-2.6-9). Gli scavi delle fortificazioni orientali dell’acropoli (N1.1). Lo scavo per la rimozione della fortificazione di Fe I ha confermato la complessità della struttura, costruita con tecniche differenti. La struttura di Fe I era posta su un edificio del Tardo Bronzo II, la cui parete esterna coincideva con il muro di cinta del BT (N1.2). Una complessa installazione pirotecnica fu inserita in questo muro esterno (N1.3). Tra gli oggetti rinvenuti, degni di nota sono un frammento di porta cosmetici in avorio di ippopotamo (N3.12), uno spillone di bronzo (N3.93) e un coltello di bronzo interamente conservato (N3.10), tutti databili al BT II. Livelli databili dal BA IVB al Fe I sono stati indagati in tre diversi settori dell’area N2. In una lunga trincea a sud è stata posta in luce la fortificazione del BA IVB: a quell’epoca l’Acropoli era difesa da una parete di 1m80, rinforzata da un rempart, coperto da un glacis, conservato per uno spessore di 8m e un’altezza di 3m e protetto alla base da grosse pietre squadrate (N1.4). Immediatamente a est si è completato lo scavo del muro di cinta in mattoni crudi eretto agli inizi del BM; ...

Tell Afis

CECCHINI, SERENA MARIA;
2006

Abstract

La XXIV campagna a Tell Afis si è svolta dal 1 maggio-7 luglio 2006. Gli scavi sono stati diretti da S, Mazzoni (Univ. Pisa) e da S.M. Cecchini (Univ. Bologna), con la collaborazione di studenti delle Univ. di Pisa e di Bologna e i finanziamenti del Ministero dell’Università e Ricerca, del Ministero degli Affari Esteri e delle Università di Pisa e di Bologna. Il risultato più importante della campagna è stato l’identificazione dell’edificio monumentale dell’area A (A1.1). E’ ora chiara la struttura dell’edificio dalle possenti fondazioni (A2.3), un tradizionale tempio cananeo, a pianta tripartita, con ambienti laterali, del tipo del salomonico tempio di Gerusalemme (A1.2), databile verosimilmente al VII secolo a.C. Frammenti di incensieri (A5.19-24; A4.18), di amuleti (A4.14) e intarsi (A4.14) confermano la natura cultuale del luogo. Al di sotto del tempio di età assira si cominciano a mettere in luce i resti di una fase più antica dell’edificio sacro (A2.4; A4.5), dell’epoca del dominio aramaico della regione. Tra i ritrovamenti, notevoli sono un sigillo cilindrico con la raffigurazione del dio della tempesta (A4.11) a cui era dedicato il tempio, un intarsio (A4.13), il manico di un ventaglio a forma di testa di serpente (A4.16) e un incensiere a testa umana (A4.17). Nell’area E4 lo scopo della campagna era quello di chiarire la sequenza stratigrafica delle fasi di XIV-XIII secolo a.C. nell’area del Pillared Building (E4-1.1). Alla fase Vc appartengono strutture con ceramica (E4-1.5), oggetti di bronzo (E4-2.10-11) e grani di collana (E4-2.7-9): In una fase più antica (fase VI) la zona fu usata come area di lavorazione e trasformazione dei cibi. Almeno dodici vasi completi sono stati trovati infranti sul suolo (E4-3.15-19), con strumenti di basalto (E4-1.4) e oggetti di Bronzo (E4-2.12). In precedenza (fase VII) l’area fu occupata da una residenza di grande qualità architettonica, con pavimenti ben intonacati e pareti spesse 1m20, di cui sono stati individuati per ora sei ambienti. La stanza a nord-est era una cucina, dotata di un forno (tannûr) e di un focolare (E4-1-2), da cui provengono numerosi recipienti (E4-1.3; E4-3.14) e una punta di freccia di bronzo (E4-2.14). Lo scavo nell’area E3 ha continuato l’indagine nella zona di produzione della ceramica, databile tra la fine del BA e l’inizio del BM (E3-1.5), che era immediatamente sovrapposta alla fase finale del BA (E3-3.13). A nord di quest’area industriale si è ripreso lo scavo di tre ambienti (E3-1.2-3); a una fase databile al Medio Bronzo I appartengono diverse installazioni, forni, focolari, fosse, piattaforme bruciate, con resti di cereali e di olive, insieme con ceramica (E3-3.10-12). Immediatamente a ovest si sono messe in luce le strutture di Antico Bronzo IVB che qui ricoprono la imponente fase calcolitica (E3-1.4; E3-2.6-9). Gli scavi delle fortificazioni orientali dell’acropoli (N1.1). Lo scavo per la rimozione della fortificazione di Fe I ha confermato la complessità della struttura, costruita con tecniche differenti. La struttura di Fe I era posta su un edificio del Tardo Bronzo II, la cui parete esterna coincideva con il muro di cinta del BT (N1.2). Una complessa installazione pirotecnica fu inserita in questo muro esterno (N1.3). Tra gli oggetti rinvenuti, degni di nota sono un frammento di porta cosmetici in avorio di ippopotamo (N3.12), uno spillone di bronzo (N3.93) e un coltello di bronzo interamente conservato (N3.10), tutti databili al BT II. Livelli databili dal BA IVB al Fe I sono stati indagati in tre diversi settori dell’area N2. In una lunga trincea a sud è stata posta in luce la fortificazione del BA IVB: a quell’epoca l’Acropoli era difesa da una parete di 1m80, rinforzata da un rempart, coperto da un glacis, conservato per uno spessore di 8m e un’altezza di 3m e protetto alla base da grosse pietre squadrate (N1.4). Immediatamente a est si è completato lo scavo del muro di cinta in mattoni crudi eretto agli inizi del BM; ...
Cecchini S.M.; Mazzoni S.
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