La struttura e la composizione della materia organica del suolo di natura pirogenica (PyOM) prodotta in seguito ad un incendio in un bosco di pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) sono state caratterizzate con tecniche spettroscopiche FT-IR e CPMAS 13C NMR. Il suolo e la materia organica da esso estratta sono risultati essere profondamente modificati dal fuoco, in particolare entrambe le tecniche spettroscopiche hanno mostrato un notevole aumento del contenuto in composti aromatici. Per meglio interpretare la combinazione di reazioni di combustione e pirolisi provocate dall’incendio, i residui di carbone e di suolo del sito boschivo sono stati analizzati con tecniche termogravimetriche (TG), sia in flusso d’aria, sia in flusso di N2. Tale analisi è stata interrotta dopo la prima reazione termica (350-450°C a seconda del tipo di campione), corrispondente alla degradazione/ossidazione dei composti più termolabili. Analizzando spettroscopicamente tali residui è stato possibile comprendere la sequenza di reazioni termiche che portano alla formazione della PyOM. Questo approccio combinato offre l’interessante possibilità di studiare le modifiche indotte dal fuoco sulla PyOM anche nei casi, tutt’altro che rari, del ripetersi di un incendio boschivo nel medesimo sito di studio.

Analisi spettroscopica di residui di combustione su suolo forestale

DI FOGGIA, MICHELE;FRANCIOSO, ORNELLA;BONORA, SERGIO
2014

Abstract

La struttura e la composizione della materia organica del suolo di natura pirogenica (PyOM) prodotta in seguito ad un incendio in un bosco di pino marittimo (Pinus pinaster Ait.) sono state caratterizzate con tecniche spettroscopiche FT-IR e CPMAS 13C NMR. Il suolo e la materia organica da esso estratta sono risultati essere profondamente modificati dal fuoco, in particolare entrambe le tecniche spettroscopiche hanno mostrato un notevole aumento del contenuto in composti aromatici. Per meglio interpretare la combinazione di reazioni di combustione e pirolisi provocate dall’incendio, i residui di carbone e di suolo del sito boschivo sono stati analizzati con tecniche termogravimetriche (TG), sia in flusso d’aria, sia in flusso di N2. Tale analisi è stata interrotta dopo la prima reazione termica (350-450°C a seconda del tipo di campione), corrispondente alla degradazione/ossidazione dei composti più termolabili. Analizzando spettroscopicamente tali residui è stato possibile comprendere la sequenza di reazioni termiche che portano alla formazione della PyOM. Questo approccio combinato offre l’interessante possibilità di studiare le modifiche indotte dal fuoco sulla PyOM anche nei casi, tutt’altro che rari, del ripetersi di un incendio boschivo nel medesimo sito di studio.
ISA 2014 INCONTRO DI SPETTROSCOPIA ANALITICA
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M. Di Foggia; G. Mastrolonardo; O. Francioso; C. Forte; G. Certini; S. Bonora
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