La monografia si propone di analizzare tutta la documentazione epigrafica concernente il lavoro nella quinta regione dell'Italia augustea, il Piceno, inquadrandola nel contesto economico, sociale ed ideologico da cui essa nasce. L’indagine si suddivide in tre parti: nella prima, di carattere introduttivo, dopo aver fissato i limiti tematici, geografici e cronologici della ricerca, si esamina la tipologia delle iscrizioni che ci hanno lasciato il ricordo di occupazioni professionali e si richiama il quadro delle attività economiche del Piceno; si valuta inoltre l’apporto che le epigrafi della gente di mestiere possono recare alle indagini sull’ideologia del lavoro nel mondo romano, analizzando in particolare i motivi del ricordo individuale di un mestiere nelle iscrizioni sepolcrali, onorarie e votive. Il cuore dell’indagine è costituito dalla seconda parte, nella quale vengono raccolte e commentate 71 iscrizioni, in massima parte latine, ma con alcuni documenti anche in lingua greca, che attestano attività lavorative individuali e associazioni di mestiere nel Piceno. Sulla base di questa analisi, nella terza parte si prone una sintesi conclusiva dei dati emersi, soffermandosi in particolare sulla distribuzione cronologica e geografica delle testimonianze, sull’emergere del lavoro femminile del Piceno, sullo statuto sociale della gente di mestiere, sulla tipologia delle occupazioni attestate in rapporto alle attività economiche nella regio V e sul carattere, attinente alla sfera privata o piuttosto alla res publica, di esse, infine sul ruolo delle associazioni professionali.

Non arma virumque. Le occupazioni nell'epigrafia del Piceno / CRISTOFORI A. - STAMPA. - (2004), pp. 0-792.

Non arma virumque. Le occupazioni nell'epigrafia del Piceno

CRISTOFORI, ALESSANDRO
2004

Abstract

La monografia si propone di analizzare tutta la documentazione epigrafica concernente il lavoro nella quinta regione dell'Italia augustea, il Piceno, inquadrandola nel contesto economico, sociale ed ideologico da cui essa nasce. L’indagine si suddivide in tre parti: nella prima, di carattere introduttivo, dopo aver fissato i limiti tematici, geografici e cronologici della ricerca, si esamina la tipologia delle iscrizioni che ci hanno lasciato il ricordo di occupazioni professionali e si richiama il quadro delle attività economiche del Piceno; si valuta inoltre l’apporto che le epigrafi della gente di mestiere possono recare alle indagini sull’ideologia del lavoro nel mondo romano, analizzando in particolare i motivi del ricordo individuale di un mestiere nelle iscrizioni sepolcrali, onorarie e votive. Il cuore dell’indagine è costituito dalla seconda parte, nella quale vengono raccolte e commentate 71 iscrizioni, in massima parte latine, ma con alcuni documenti anche in lingua greca, che attestano attività lavorative individuali e associazioni di mestiere nel Piceno. Sulla base di questa analisi, nella terza parte si prone una sintesi conclusiva dei dati emersi, soffermandosi in particolare sulla distribuzione cronologica e geografica delle testimonianze, sull’emergere del lavoro femminile del Piceno, sullo statuto sociale della gente di mestiere, sulla tipologia delle occupazioni attestate in rapporto alle attività economiche nella regio V e sul carattere, attinente alla sfera privata o piuttosto alla res publica, di esse, infine sul ruolo delle associazioni professionali.
2004
793
8884780683
Non arma virumque. Le occupazioni nell'epigrafia del Piceno / CRISTOFORI A. - STAMPA. - (2004), pp. 0-792.
CRISTOFORI A
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