Oggetto di questo lavoro è l’analisi di costruzioni in cui la reduplicazione espressiva, procedimento di natura iconica tipicamente usato a scopo di intensificazione (da me già analizzato per la voce omonima dell'Enciclopedia dell'Italiano Treccani: De Santis 2011, vedi URL), diventa strumento di espressione di relazioni transfrastiche, e in particolare della relazione consecutiva, intesa come causa intensificata o arricchita (Prandi e De Santis 2011). La reduplicazione nel tipo "Cresci cresci", come pure nel fiabesco "Cammina cammina", riguarda il verbo della frase principale, all’imperativo, che diventa l’antecedente di una subordinata consecutiva non correlata (che non ricorre cioè, alla struttura tipica "talmente/tanto...che"). La ripetizione del verbo, agendo sul suo aspetto e intensificandone il significato, crea le premesse per l’instaurarsi di una relazione tra due frasi in assenza di collegamento grammaticale. Queste costruzioni, tipiche della lingua orale e dello stile fiabesco, cui si fa cenno solo in alcuni studi sulle costruzioni lessicali (Thornton 2009), non si trovano citate né nelle grammatiche né negli studi sulla subordinazione avverbiale. Pur trattandosi di un fenomeno quantitativamente non significativo, perché poco frequente nell’italiano contemporaneo, si tratta di una struttura interessante, che getta luce sia su una modalità di stilizzazione del parlato in molti testi della nostra tradizione letteraria, sia su un caso limite di interazione tra codifica e inferenza nell’espressione delle relazioni transfrastiche. Il lavoro analizza le diverse strutture cui la costruzione dà luogo (doppiette o triplette, ripetizione a contatto o con interposizione di virgole o congiunzioni coordinanti), le caratteristiche dei verbi selezionabili (modo imperativo o indicativo, significato azionale e aspetto durativo), le diverse interpretazioni in contesto (puramente temporale, concessivo o ipotetico), i valori pragmatici (iconicità, intensificazione del significato).
De Santis C. (2014). "Cresci, cresci, cresci...". La reduplicazione espressiva come strumento di espressione di relazioni transfrastiche. Roma : ARACNE editrice Srl [10.4399/97888548780519].
"Cresci, cresci, cresci...". La reduplicazione espressiva come strumento di espressione di relazioni transfrastiche
DE SANTIS, CRISTIANA
2014
Abstract
Oggetto di questo lavoro è l’analisi di costruzioni in cui la reduplicazione espressiva, procedimento di natura iconica tipicamente usato a scopo di intensificazione (da me già analizzato per la voce omonima dell'Enciclopedia dell'Italiano Treccani: De Santis 2011, vedi URL), diventa strumento di espressione di relazioni transfrastiche, e in particolare della relazione consecutiva, intesa come causa intensificata o arricchita (Prandi e De Santis 2011). La reduplicazione nel tipo "Cresci cresci", come pure nel fiabesco "Cammina cammina", riguarda il verbo della frase principale, all’imperativo, che diventa l’antecedente di una subordinata consecutiva non correlata (che non ricorre cioè, alla struttura tipica "talmente/tanto...che"). La ripetizione del verbo, agendo sul suo aspetto e intensificandone il significato, crea le premesse per l’instaurarsi di una relazione tra due frasi in assenza di collegamento grammaticale. Queste costruzioni, tipiche della lingua orale e dello stile fiabesco, cui si fa cenno solo in alcuni studi sulle costruzioni lessicali (Thornton 2009), non si trovano citate né nelle grammatiche né negli studi sulla subordinazione avverbiale. Pur trattandosi di un fenomeno quantitativamente non significativo, perché poco frequente nell’italiano contemporaneo, si tratta di una struttura interessante, che getta luce sia su una modalità di stilizzazione del parlato in molti testi della nostra tradizione letteraria, sia su un caso limite di interazione tra codifica e inferenza nell’espressione delle relazioni transfrastiche. Il lavoro analizza le diverse strutture cui la costruzione dà luogo (doppiette o triplette, ripetizione a contatto o con interposizione di virgole o congiunzioni coordinanti), le caratteristiche dei verbi selezionabili (modo imperativo o indicativo, significato azionale e aspetto durativo), le diverse interpretazioni in contesto (puramente temporale, concessivo o ipotetico), i valori pragmatici (iconicità, intensificazione del significato).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.